Il capo del Comitato Paralimpico russo Vladimir Lukin (YURI KADOBNOV/AFP/Getty Images)
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  • martedì 23 Agosto 2016

La Russia è stata esclusa dalle Paralimpiadi

Dopo la sospensione decisa dal Comitato Paralimpico Internazionale, il Tribunale Arbitrale dello Sport ha stabilito che nessun atleta russo parteciperà ai Giochi paralimpici di Rio

Il capo del Comitato Paralimpico russo Vladimir Lukin (YURI KADOBNOV/AFP/Getty Images)

Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (TAS) non ha accolto il ricorso presentato dalla Russia dopo la sospensione di tutti i suoi atleti dalle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, che inizieranno il prossimo 7 settembre. Il Comitato Paralimpico Internazionale, lo scorso 7 agosto, aveva deciso di sospendere tutti gli atleti russi per via delle informazioni contenute nel rapporto McLaren sui sistemi usati dalla Russia per coprire il vasto uso di sostanze dopanti fra i suoi atleti. Alle Paralimpiadi di Rio, quindi, non gareggerà nessun atleta russo. Per lo stesso motivo il Comitato Olimpico Internazionale aveva stabilito prima dell’inizio delle Olimpiadi che gli atleti russi avrebbero potuto partecipare ai Giochi, ma solo a determinate condizioni.

Il rapporto McLaren, pubblicato lo scorso luglio, aveva stabilito «oltre ogni ragionevole dubbio» che il ministero dello Sport, l’agenzia nazionale antidoping e i servizi segreti russi avevano organizzato e attuato un sistema per imbrogliare ai test antidoping, non solo alle Olimpiadi di Sochi, ma anche ai Mondiali di Atletica su Pista del 2013 e ai Mondiali di nuoto del 2015. Il rapporto sosteneva inoltre che i laboratori antidoping russi avevano cominciato a nascondere campioni di urina da prima delle Olimpiadi del 2012 di Londra, e che la Russia imbrogliò «nella grande maggioranza degli sport».