(YASUYOSHI CHIBA/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 17 agosto 2016

Cosa è successo martedì notte ai Giochi Olimpici

Simone Biles ha fatto Simone Biles, e c'è stata una cosa-da-Olimpiadi: queste e le altre storie successe a Rio mentre dormivamo

(YASUYOSHI CHIBA/AFP/Getty Images)

La notizia più importante per l’Italia dell’undicesimo giorno di gare alle Olimpiadi – finito quando qui era notte – è la qualificazione di Daniele Lupo e Paolo Nicolai alla finale del torneo di beach volley. È un grandissimo risultato, visto che nessun duo di beach volley italiano era mai arrivato neanche in semifinale alle Olimpiadi. E stiamo andando benissimo anche nella pallanuoto. Per il resto, durante la notte italiana è finita la ginnastica artistica, con Simone Biles che ha fatto le solite cose pazzesche e la sua compagna Raisman che è andata vicinissima a farne altrettanto. Vanessa Ferrari è arrivata quarta, di nuovo. C’è stata la finale di salto in alto, quella dei 110 metri ostacoli e quella dei 1500 metri femminili, mentre è arrivata una bella storia dal pugilato e una brutta dal salto con l’asta. Ed è stata una gran serata soprattutto per il ciclismo britannico, e in particolare per una coppia di ciclisti britannici. Cominciamo.

L’Italia è in finale nel beach volley maschile
I pallavolisti italiani Daniele Lupo e Paolo Nicolai hanno vinto per due set a uno la semifinale del torneo di beach volley, contro i russi Konstantin Semenov e Viacheslav Krasilnikov: giocheranno la finale contro i brasiliani Bruno Schmidt e Alison Cerutti, che hanno vinto la loro semifinale contro l’Olanda. La partita è stata molto combattuta: Nicolai e Lupo hanno perso il primo set e vinto il secondo, e il tiebreak si è giocato punto a punto, arrivando anche al punteggio di 12 a 12. Alla fine l’Italia lo ha vinto per 15 a 13, accedendo alla finale che giocherà contro Bruno Schmidt e Alison Cerutti, la coppia brasiliana campione del mondo in carica, alle 5 della notte tra giovedì e venerdì (ora italiana). Nessun atleta italiano di beach volley prima di Nicolai e Lupo era arrivato neanche in una semifinale olimpica. Nicolai e Lupo avevano già partecipato alle Olimpiadi di Londra del 2012, arrivando quinti.

Beach Volleyball - Olympics: Day 11

È finita la ginnastica artistica
Nella serata italiana di martedì sono finite le gare di ginnastica artistica. La più attesa era la finale del corpo libero femminile. Ha vinto Simone Biles – che quindi ha concluso le Olimpiadi con quattro ori e un bronzo – come ci si aspettava: lei è la più forte ginnasta al mondo, forse di sempre, e il corpo libero è la sua specialità. Quello che non ci si aspettava è che un’altra ginnasta facesse quasi meglio di lei: la sua compagna di squadra Alexandra Raisman ha fatto un esercizio pazzesco, eseguito in modo praticamente perfetto, forse anche meglio di quello di Biles. Alla fine ha vinto comunque Biles, anche perché aveva un esercizio più difficile: ma è stata una gran gara. Vanessa Ferrari, la più forte ginnasta italiana di sempre – che è alla sua ultima Olimpiade – è arrivata quarta, come a Londra nel 2012: ha fatto un ottimo esercizio, con un solo errore nel finale, ma la britannica Amy Tinkler ha fatto meglio e ha vinto il bronzo. L’altra italiana in gara, Erika Fasana, ha fatto un buon esercizio ed è arrivata sesta: era il massimo che ci si aspettava, vista la concorrenza.

https://twitter.com/RaiSport/status/765616701396299777

Ieri sera sono state assegnate anche le medaglie delle parallele e della sbarra nella ginnastica artistica maschile: hanno vinto l’oro rispettivamente l’ucraino Oleh Vernjajev e il tedesco Fabian Hambüchen.

Le finali dell’atletica della notte
Il canadese Derek Drouin ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto, con 2,38 metri, mentre il qatariota Mutaz Essa Barshim è arrivato secondo e l’ucraino Bohdan Bondarenko terzo: erano tutti e tre favoriti a finire nel podio. Per la cronaca: 2,38 metri è un centimetro in meno del record personale di Gianmarco Tamberi, il forte saltatore italiano che non ha potuto partecipare alle Olimpiadi per un infortunio alla caviglia.

Omar McLeod invece ha vinto la gara dei 110 metri ostacoli: è – abbastanza sorprendentemente – il primo giamaicano a vincere alle Olimpiadi in questa disciplina. A dimostrazione che è più una questione di cultura e tradizioni sportive che di genetica. Lo spagnolo Orlando Ortega è arrivato secondo, il francese Dimitri Bascou terzo. Quinto invece è arrivato Devon Allen, un atleta americano di 21 anni che è a Rio per le vacanze estive: frequenta ancora il college, in Oregon, dove gioca per la squadra di football.

La keniota Faith Kipyegon ha invece vinto i 1500 metri femminili, battendo per pochissimo la detentrice del record mondiale, l’etiope Genzebe Dibaba, che è arrivata seconda. Abbastanza singolarmente, Dibaba ha una lunga serie di parenti che sono o sono stati fortissimi nell’atletica: la sorella Tirunesh Dibaba è stata tre volte campionessa olimpica dei 5000 metri, l’altra sorella Ejegayehu Dibaba ha vinto un argento nei 10000 metri, e la cugina Derartu Tulu vinse i 10000 metri a Barcellona 1992 e a Sydney 2000.

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L’Italia sta andando alla grande nella pallanuoto
Martedì sera la nazionale maschile italiana di pallanuoto ha battuto per 9 a 5 la Grecia nei quarti di finale: giocherà in semifinale contro la Serbia, giovedì alle 21.30. È stata una bella partita, sempre controllata dall’Italia, che è andata in vantaggio subito e ha giocato meglio della Grecia, che è riuscita a segnare solo quando era in superiorità numerica. Oltre a quella maschile, anche la nazionale femminile di pallanuoto si è qualificata alle semifinali, in cui giocherà contro la Russia (oggi alle 17.20). L’Italia è l’unica nazione ad avere sia la squadra maschile che quella femminile alle semifinali di queste Olimpiadi, nella pallanuoto.

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Un brutto momento nella premiazione del salto con l’asta
Nella notte c’è stata anche la premiazione della finale salto con l’asta maschile, che si è disputata l’altro ieri e che è stata vinta dal brasiliano Thiago Braz Da Silva, che ha battuto il campione olimpico in carica, il francese Renaud Lavillenie. Durante la finale, Lavillenie era stato molto fischiato dal pubblico nello stadio, tanto che molti dirigenti del Comitato Olimpico Iternazionale avevano criticato il comportamento antisportivo dei tifosi. Lavillenie aveva fatto dei gesti di disappunto durante la finale e dopo aveva detto che era stato trattato come Jesse Owens a Berlino 1936, esagerando un po’ troppo.

Stanotte la premiazione di Da Silva è stata accompagnata da un grandissimo tifo degli spettatori nello stadio, mentre Lavillenie è stato di nuovo molto fischiato, e durante la premiazione ha pianto. Non è stato un bel momento.

Una gran storia dal pugilato
Il brasiliano Robson Conceição ha vinto la finale del pugilato pesi leggeri sotto i 60 kg, contro il francese Sofiane Oumiha. Conceição è cresciuto a Salvador: da piccolo si svegliava alle quattro del mattino per aiutare sua nonna a vendere le verdure al mercato, poi andava a scuola, poi tornava a casa e continuava ad aiutare al mercato. E rimase molto influenzato da un suo zio di nome Roberto, famoso per le risse a cui partecipava: a volte anche quattro o cinque in un giorno, ha raccontato Conceição. Conceição si iscrisse a una scuola di boxe – ce ne erano tantissime a Salvador, conosciuta come “la Cuba del Brasile” – distante 10 km da casa sua: non poteva permettersi il bus, quindi ci andava di corsa. Gli allenatori capirono in fretta che aveva un gran talento, e da allora è stato sette volte campione nazionale, tre volte campione continentale e una volta campione mondiale. Dal 2011 Conceição è sposato con la pugile Erika Mato, quattro volte campionessa sudamericana, a cui fece la proposta di matrimonio in diretta televisiva. Suo zio Roberto dice che non fa più le stesse risse di una volta. L’ultima volta è successo al carnevale di quest’anno, ma ormai c’è troppa gente che usa le pistole, dice, e soprattutto è diventato padre.

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Un altro record del mondo nel sollevamento pesi
Il georgiano Lasha Talakhadze ha vinto l’oro nei sollevamento pesi, nella categoria oltre i 105 kg. Soprattutto Talakhadze ha stabilito il nuovo record del mondo: 473 kg, uno in più del record precedente, sollevati complessivamente nelle due fasi previste, quella dello strappo e quella dello slancio. Curiosamente, nella gara ha vinto il bronzo Irakli Turmanidze: Irakli in georgiano sta per Ercole. È stata molto sorprendente l’eliminazione dell’iraniano Behdad Salimikordasiabi, campione olimpico a Londra 2012: solo mezz’ora prima aveva stabilito il nuovo record del mondo nello strappo, con 216 kg. Poco prima Talakhadze aveva battuto il precedente record nello strappo, che era a sua volta detenuto dallo stesso Salimikordasiabi. Che al mercato eccetera.

Weightlifting - Olympics: Day 11

Una grande serata per il ciclismo britannico, e per una coppia in particolare
La britannica Laura Trott ha vinto l’oro nell’omnium femminile, la specialità del ciclismo su pista in cui, nella gara maschile, ha vinto l’oro Elia Viviani. Il britannico Jason Kenny invece ha vinto l’oro nel keirin, la gara di ciclismo su pista in cui i corridori pedalano dietro una bici motorizzata. Kenny, che è uno dei più forti ciclisti su pista del mondo e ha già vinto sei medaglie d’oro alle Olimpiadi, tra Pechino, Londra e Rio: è l’atleta britannico più titolato di sempre alle Olimpiadi, insieme al ciclista Chris Hoy. Anche Trott non è alla sua prima medaglia olimpica: aveva già vinto due ori a Londra 2012, nell’inseguimento a squadre e, di nuovo, nell’omnium, e un altro nell’inseguimento a squadre a Rio. Lei è invece l’atleta donna britannica più titolata alle Olimpiadi di sempre. E in tutto queso, Trott e Kenny sono fidanzati.

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Una cosa da Olimpiadi successa alle qualificazioni per i 5000 metri femminili
Durante una delle qualificazioni per i 5000 metri femminili, a quattro giri dalla fine, la neozelandese Nikki Hamblin e la statunitense Abbey D’Agostino si sono scontrate: sono cadute tutte e due, e la prima a rialzarsi è stata D’Agostino, che si è avvicinata ad Hamblin per aiutarla a rimettersi in piedi. Hanno ricominciato a correre, ma poco dopo D’Agostino si è resa conto di essersi infortunata, ed è caduta di nuovo. Hamblin si è fermata e ha aiutato a sua volta D’Agostino ad alzarsi, sorreggendola e incitandola a finire la corsa. Hamblin ha raccontato che «all’improvviso c’era questa mano sulla spalla, tipo “alzati, alzati, dobbiamo finire!”. Sono così riconoscente ad Abbey per aver fatto tutto questo per me. Quella ragazza è lo spirito olimpico». Hamblin ha spiegato che quando quando ripenserà alle Olimpiadi di Rio non penserà al suo piazzamento, ma quel momento. Hamblin e D’Agostino sono arrivate ultime, e a fine gara si sono abbracciate. Sono state ammesse comunque alla finale dei 5000 metri, venerdì. Non si sa però se D’Agostino potrà partecipare, per via dell’infortunio.

Altri risultati della notte
La finale del tennistavolo a squadre femminile l’ha vinta la Cina, ovviamente, che giocava contro la Germania.

Un altro atleta cinese, il tuffatore Yuan Cao, ha vinto l’oro nei tuffi dai 3 metri, davanti al britannico Jack Laugher e al tedesco Patrick Hausding.

La Svezia ha battuto il Brasile in una delle due semifinali del torneo di calcio femminile, mentre la Germania ha battuto il Canada: la finale sarà venerdì alle 22.30.

Infine Brandon Starc, un saltatore australiano che ha guadagnato una piccola ma singolare notorietà su internet negli scorsi giorni per avere (quasi) lo stesso nome di uno dei personaggi principali della serie Game of Thrones, non ce l’ha fatta ad arrivare nella finale del salto in alto. Almeno è ancora vivo.

Athletics - Olympics: Day 9
Il Brandon Starc delle Olimpiadi (Paul Gilham/Getty Images)

Il medagliere, ora: non abbiamo vinto nuove medaglie, mentre la Germania solo ieri ha vinto tre ori, e ci ha superati.

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