La polizia di Milwaukee schierata durante la manifestazione di domenica notte (Darren Hauck/Getty Images)
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  • lunedì 15 Agosto 2016

Un’altra notte di scontri a Milwaukee

Per il secondo giorno di seguito decine di persone hanno protestato contro la polizia, dopo l'uccisione di un ragazzo nero

La polizia di Milwaukee schierata durante la manifestazione di domenica notte (Darren Hauck/Getty Images)

Nella notte fra domenica 14 e lunedì 15 agosto ci sono stati nuovi scontri fra manifestanti e polizia a Milwaukee, in Wisconsin, dopo che sabato 13 duecento persone avevano protestato per l’uccisione di un 23enne nero da parte di un agente di polizia. Gli scontri di domenica sono avvenuti dopo una manifestazione largamente pacifica sul luogo dell’uccisione di sabato. A un certo punto, 150 persone hanno bloccato un incrocio stradale nelle vicinanze: un gruppo di poliziotti ha cercato di disperdere i manifestanti, che però hanno risposto lanciando bottiglie e pietre. Nella notte ci sono stati altri scontri: sono anche stati sparati alcuni colpi di arma da fuoco, a seguito dei quali è stato ferito gravemente un ragazzo 18enne. La polizia di Milwaukee ha detto di avere arrestato diverse persone, e che uno dei loro agenti è rimasto ferito quando alcuni manifestanti hanno tirato delle pietre alla sua auto di servizio.

Gli scontri sono iniziati nella notte di sabato dopo l’uccisione di Sylville K. Smith, un ragazzo afroamericano di 23 anni che è stato ucciso da un agente in seguito a un inseguimento. La versione della polizia è che Smith abbia ignorato un posto di blocco, sia stato fermato, e che successivamente abbia puntato una pistola contro un poliziotto. L’agente che gli ha sparato, uccidendolo, indossava una videocamera: il video girato durante l’uccisione non è ancora stato diffuso, ma il capo della polizia di Milwaukee ha detto che stando alle immagini l’atteggiamento di Smith rappresentava «una minaccia concreta» per la sicurezza dell’agente.

Quelle di Milwaukee sono solo le ultime delle manifestazioni – pacifiche o violente – contro le azioni della polizia americana, che molti ritengono faccia un uso eccessivo della forza, in particolare nei confronti dei neri. Alcuni casi recenti, come l’uccisione di Philando Castile e Alton Sterling, hanno contribuito ad esasperare le proteste. Lo scorso 10 luglio migliaia di persone hanno dimostrato contro le violenze della polizia in numerose città del paese. In alcuni casi i poliziotti sono stati attaccati con armi da fuoco da attentatori solitari. L’ultimo caso si è verificato a Baton Rouge, in Louisiana, quando un ex marine nero ha ucciso tre poliziotti e ne ha feriti altri tre.