(Michael Kappeler/picture-alliance/dpa/AP Images)
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  • sabato 13 Agosto 2016

Gli spalti vuoti di Rio

Diversi giornalisti stanno scrivendo che un po' ovunque ci sono meno spettatori del previsto: le cause sembrano essere un certo disinteresse dei brasiliani e i prezzi dei biglietti

(Michael Kappeler/picture-alliance/dpa/AP Images)

Venerdì, a Rio de Janeiro, sono cominciate le gare dell’atletica delle Olimpiadi. Nella prima giornata di gare, l’etiope Almaz Ayana ha ottenuto il nuovo record mondiale nei 10mila metri, che durava da 23 anni. Ma nonostante questo inizio promettente, scrive BBC, «nello stadio i giornalisti erano più numerosi dei tifosi. Entro ora di pranzo, a malapena un quarto dei posti era occupato». Lo Stadio Olimpico di Rio ha in tutto 60mila posti, di cui poche migliaia sono stati occupati nel corso della mattinata, e la situazione non è cambiata andando avanti nella giornata. Gli organizzatori hanno detto di aver venduto biglietti per il 58 per cento dei posti, ma sembra che molti spettatori abbiano deciso di assistere soltanto ad alcuni eventi per poi lasciare lo stadio. Quello degli stadi semi-vuoti a queste Olimpiadi non è un problema limitato all’atletica: diversi giornalisti lo stanno segnalando da giorni, e qualcuno ha già delle teorie sul perché stia succedendo.

Rimanendo all’atletica, è abbastanza normale che nei primi giorni dell’atletica gli stadi rimangano semi-vuoti: solitamente, il pubblico aumenta durante gare più attese come i 100, i 200 e i 400 metri, mentre c’è raramente molto interesse per le sessioni mattutine. A Rio, però, quando alla sera di venerdì è arrivato il momento dei 100 metri femminili, lo Stadio Olimpio era ancora pieno per meno di un quinto. Secondo il Guardian, anche tenendo conto dell’eccezionale presenza di pubblico a Londra per le gare di atletica, le presenze ai giochi di Rio sono comunque sotto la media. Usain Bolt, il jamaicano attuale detentore del record mondiale nei 100 metri si è rivolto ai suoi fan su Twitter per incoraggiarli ad assistere alle se gare che si svolgeranno domenica sera (sarà la notte tra domenica e lunedì in Italia).

Anche le gare di tennis sono andate piuttosto male, con l’eccezione dei quarti di finale tra Rafael Nadal e il brasiliano Thomaz Bellucci (ha vinto Nadal). Anche la scherma ha attirato un pubblico ridotto, così come i tuffi e le gare equestri. La partita dei quarti di finale del torneo di calcio femminile fra Stati Uniti e Svezia – la squadra favorita contro una delle sorprese del torneo – è stata praticamente deserta.

Sono andate meglio le gare di ciclismo al Velodromo di Rio, molte delle gare di tiro e la finale di pallamano. Gli organizzatori hanno comunque detto di non essere preoccupati e che secondo loro la partecipazione continuerà ad aumentare nei prossimi giorni. Il problema era comunque noto da settimane: a due giorni dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, Reuters aveva segnalato che ben 1,3 milioni di biglietti per vari sport erano ancora invenduti.

Dan Walker, giornalista sportivo di BBC, ha provato a elencare tre motivi che secondo lui hanno danneggiato le presenze in questi giorni. La prima ragione è che a Rio i trasporti pubblici non funzionano molto bene, muoversi in città non è semplice e, a volte, è anche pericoloso: e la situazione non è migliorata sensibilmente in questi giorni. La seconda è che i brasiliani non sarebbero molto interessati agli sport olimpici, presi come sono dal calcio. È una ragione che sembra essere almeno in parte condivisa dal Comitato olimpico brasiliano, che in questi giorni ha detto che i brasiliani “impiegheranno un po’ di tempo” per innamorarsi degli sport olimpici. Al disinteresse contribuisce probabilmente anche il fatto che il Brasile non ha molti famosi campioni nelle discipline olimpiche (a una settimana dall’inizio dei giochi il Brasile ha ottenuto una sola medaglia d’oro, nel judo). Terza ragione: i prezzi. Il costo dei biglietti è al livello di quello di un paese europeo, quindi diverse decine di euro, mentre stipendi e costo della vita in Brasile – che peraltro sta attraversando una grave crisi economica, sociale e politica – sono molto più bassi.