I portieri della Spagna durante un allenamento (PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 27 Giugno 2016

Cosa possiamo aspettarci da Italia-Spagna

La Nazionale italiana è più debole di quella che perse 4-0 la finale nel 2012, ma ci sono più possibilità di battere la Spagna rispetto a quattro anni fa

I portieri della Spagna durante un allenamento (PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP/Getty Images)

Italia-Spagna si gioca stasera alle 18, ed è il penultimo ottavo di finale degli Europei di calcio che si stanno svolgendo in Francia. L’ultimo sarà Inghilterra-Islanda, che si giocherà sempre stasera, alle 21. Italia-Spagna si disputerà allo Stade de France di Saint-Denis, poco fuori Parigi, nello stadio dove il 10 luglio ci sarà la finale del torneo.

È la prima volta nella storia degli Europei che la fase a eliminazione diretta comincia dagli ottavi di finale: fino a quattro anni fa si partiva dai quarti, perché partecipavano alla fase finale solo 16 squadre. Si sa già quali squadre si possono incontrare da qui alla finale del 10 luglio ed è un tabellone molto particolare, perché da una parte ci sono le nazionali più forti del torneo (tutte quelle che hanno vinto almeno una volta una Coppa del Mondo) mentre dall’altra solo due squadre, il Portogallo e il Belgio, hanno partecipato a una finale di un campionato europeo. Per questo motivo la vincente di Italia-Spagna ai quarti di finale incontrerà la Germania, nazionale campione del mondo in carica.

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Italia e Spagna sono due squadre molto diverse da quelle che disputarono la finale dell’ultima edizione degli Europei, nel 2012, quando la Spagna si trovava all’apice del suo periodo di successi. Quella partita fu dominata dalla nazionale spagnola e l’Italia non sembrò nemmeno per un minuto in grado di batterla, nonostante fino a quel punto avesse disputato un ottimo Europeo. Quella Spagna era probabilmente una delle migliori nazionali della storia del calcio ma quel ciclo di campioni, iniziato simbolicamente ai quarti di finale degli Europei del 2008, vinti proprio contro l’Italia ai rigori, finì due anni dopo con l’eliminazione ai gironi dei Mondiali in Brasile. L’Italia invece si trovava in una situazione ben diversa: era stata eliminata ai gironi nei Mondiali 2010 e due anni prima Cesare Prandelli aveva sostituito Marcello Lippi.

Come si presenta l’Italia

Meglio di quanto in molti si aspettavano prima dell’inizio degli Europei. Nella prima partita della fase a gironi, quella contro il Belgio, l’Italia ha giocato bene e meglio degli avversari per tutta la prima ora di gioco ed è stata molto solida in difesa e organizzata in attacco. Poi, dopo essere andata in vantaggio, ha pensato soprattutto a difendersi mentre il Belgio cercava disordinatamente di pareggiare. L’Italia ha avuto anche più occasioni di segnare rispetto agli avversari. Con il Belgio il commissario tecnico Antonio Conte ha impostato il gioco dell’Italia sulla difesa e sugli esterni, come ci si aspettava: in campo i giocatori italiani si sono mossi sempre in maniera molto compatta, spostandosi da un lato all’altro del campo seguendo il portatore di palla belga. In questo modo il Belgio ha faticato moltissimo a organizzarsi in mezzo al campo, dove disponeva di giocatori più forti rispetto all’Italia.

Contro la Svezia l’Italia ha faticato molto di più, perché gli avversari non hanno lasciato mai grandi spazi per attaccare e perché la Svezia era una di quelle squadre difficili da affrontare per una squadra come l’Italia, con poca qualità per saltare gli avversari schierati in difesa. L’ultima partita, persa contro l’Irlanda per 1 a 0 è stata completamente diversa dalle altre, perché l’Italia era già sicura del primo posto nel girone e della qualificazione agli ottavi e schierava come titolari molte riserve, mentre l’Irlanda doveva assolutamente vincere per passare il turno. L’ultima partita ha però confermato la fragilità della rosa italiana: in caso di infortuni, le riserve non garantirebbero lo stesso rendimento dei titolari.

Contro la Spagna tuttavia sarà la partita più difficile di questi Europei, perché è più forte del Belgio, ha meno punti deboli e sa prepararsi alle partite tanto bene quanto lo fa l’Italia. Nella conferenza stampa di ieri, il commissario tecnico Antonio Conte ha detto: “Non tenteremo niente di inedito, non è il genere di partite in cui si sperimenta dal nulla. Dobbiamo far male alla Spagna quando abbiamo la palla. Sento sempre parlare di difesa, attenti a Morata, a Nolito, a Iniesta, certo, ma anche la Spagna deve stare attenta a noi. Nel nostro impianto di gioco c’è pure la fase offensiva. Serve anche quella per compiere un’impresa”. In caso di sconfitta, questa sarebbe l’ultima partita da commissario tecnico per Antonio Conte, che nella prossima stagione allenerà il Chelsea.

Che squadra è la Spagna

Rispetto alla squadra che ha partecipato agli ultimi Mondiali, mancano Javi Martínez, Juan Mata, Santi Cazorla, Xavi, Xabi Alonso, Fernando Torres, Diego Costa e David Villa. Al loro posto ci sono Morata, Nolito, Bartra, San Josè, Bellerin e Soriano. Fra questi però, solo Alvaro Morata e Nolito sono titolari e rispetto al 2010, fra gli undici titolari, mancano solo Diego Costa, Xavi e Xabi Alonso. Questa squadra non è più la Spagna abituata a tenere il possesso della palla per più di metà partita, e gioca in modo più offensivo.

Nelle prime due partite, giocate contro Repubblica Ceca e Turchia, ha controllato il gioco per tutti i novanta minuti, soprattutto per via dello scarso pressing delle due squadre avversarie e del loro atteggiamento difensivo. La sofferenza del pressing degli avversari può essere considerato il vero e proprio punto debole della Spagna, come si è visto nella partita contro la Croazia, i cui giocatori hanno reso difficile l’impostazione difensiva del gioco spagnolo e isolato Iniesta, il giocatore fondamentale della squadra, da cui passano quasi tutte le azioni. Oltre a questo, è una squadra che tende a sbilanciarsi quando attacca da un solo lato, e se i giocatori italiani riuscissero a ripartire in fretta dalla difesa potrebbero sfruttare gli ampi spazi vuoti lasciati in una delle due fasce laterali.

Le caratteristiche del gioco italiano sono adatte a mettere in difficoltà la Spagna, anche se parliamo sempre di una possibilità, perché sulla carta gli undici titolari della Spagna sono più forti di quelli italiani. Le due punte, Eder e Pellè, sanno pressare la difesa avversaria mentre il centrocampo, poco tecnico ma formato da giocatori fisicamente molto resistenti, è adatto a pressare gli avversari. La difesa poi, che è il punto di forza dell’Italia, è abile nel fare partire velocemente l’azione offensiva, soprattutto grazie alle caratteristiche di Leonardo Bonucci.

 

Nella conferenza stampa di ieri, l’allenatore spagnolo Vicente del Bosque ha detto: “Abbiamo già incontrato parecchi problemi contro formazioni disposte in modo simile agli azzurri. Speriamo di riuscire a fare le cose bene. Però i tre centrali difensivi sono un problema che dovremo affrontare. Non c’è grande differenza di livello tra noi e l’Italia, ma ce la vedremo con una rivale che ha uno stile molto particolare. Per questo dovremo stare attenti. Attaccano bene le fasce, cercano la profondità, hanno uomini di peso in mezzo al campo. E un’organizzazione di gioco apprezzabile”.

Probabili formazioni

Italia (3-5-2) Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Florenzi, Parolo, De Rossi, Giaccherini, Darmian; Pellé, Eder
Spagna (4-3-3) De Gea; Juanfran, Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Fabregas, Busquets, Iniesta; David Silva, Morata, Nolito

Dove vedere la partita

Italia-Spagna verrà trasmessa dalla Rai a partire dalle 18 su Raiuno e su Rai 4 (con commento della Gialappa’s Band) o in streaming sul sito Rai.tv e tramite l’applicazione per pc, tablet e smartphone della Rai. Sky invece la trasmetterà su Sky Sport Mix, Sky Sport 1 e Sky Supercalcio e in streaming su SkyGo.