Una Tesla Model X. (AP Photo/Marcio Jose Sanchez)
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  • giovedì 9 Giugno 2016

Le auto del futuro sapranno troppe cose?

Nei dati che registreranno ci sarà scritto anche se la colpa degli incidenti è nostra o no: in parte succede già, e ci sono dei rischi

di Brian Fung - Washington Post
Una Tesla Model X. (AP Photo/Marcio Jose Sanchez)

Ogni giorno le nostre macchine diventano più intelligenti e più capaci di connettersi tra loro. Questo potrebbe salvarvi la vita in un incidente, un giorno, e magari prevenirlo del tutto: ma rende anche molto più difficile evitare di essere incolpati quando si causa un piccolo incidente. È quello che sta scoprendo sulla sua pelle il proprietario di una Tesla che sta provando a convincere la casa automobilistica che non è stata sua moglie a provocare un incidente con la sua Model X. Dice invece che l’auto ha accelerato da sola, ha scavalcato il marciapiede ed è finita dritta contro il muro di un centro commerciale.

Tesla non crede alla ricostruzione del cliente e sostiene, basandosi sui dati registrati dall’auto, che il pedale dell’acceleratore sia stato premuto all’improvviso, poco prima dello scontro. «Compatibilmente con le azioni del guidatore, il veicolo ha accelerato come da istruzioni ricevute», ha scritto Tesla in un comunicato stampa. Secondo Tesla il guidatore non aveva inserito il pilota automatico o il cruise control, la funzione che consente di mantenere velocità costante senza premere l’acceleratore. Questo significa che l’auto era controllata manualmente: non può essere stato nessun altro a parte il guidatore a causare l’incidente. La macchina usa dei doppi sensori per verificare due volte che il guidatore abbia davvero dato il comando di accelerare.

Il proprietario della Model X sembra intenzionato a restare fedele alla sua versione. Ma c’è una morale in questa storia: le auto hanno raggiunto un livello tecnologico per cui possono fare la spia verso i propri stessi proprietari, semplicemente fornendo i dati che raccolgono sulla guida. Questi dati sono molto importanti: possono dire al vostro meccanico esattamente quale pezzo va cambiato o riparato, offrono anche informazioni sulle vostre abitudini negli spostamenti e sul vostro stile di vita e possono aiutare a tenervi al sicuro, se combinati con altri strumenti come i sensori per mantenere le corsie stradali e i sistemi per evitare gli incidenti.

Ma c’è un lato più oscuro di questi dati, che può essere utilizzato male. Una compagnia assicurativa malintenzionata potrebbe consultarli per provare ad alzare le vostre tariffe, oppure potrebbe incentivare i produttori a sostenere che siate stati voi, i proprietari, ad aver causato un incidente, anche se voi pensavate di no. Per essere chiari, questo non è necessariamente quello che sta succedendo al proprietario della Tesla Model X. Ma il caso è una specie di scorcio sui problemi che i guidatori saranno sempre più spesso costretti ad affrontare, con l’aumentare dell’intelligenza delle automobili.

© Washington Post – 2016