Axel Witsel, Laurent Ciman e Romelu Lukaku dopo un gol segnato alla Norvegia (JASPER JACOBS/AFP/Getty Images)
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  • martedì 7 Giugno 2016

Il Belgio è ancora più forte di prima

Guida alla prima squadra che l'Italia si troverà davanti agli Europei di calcio, una delle migliori di tutto il torneo

Axel Witsel, Laurent Ciman e Romelu Lukaku dopo un gol segnato alla Norvegia (JASPER JACOBS/AFP/Getty Images)

Prima dell’inizio dei Mondiali di calcio in Brasile, in molti credevano che il Belgio potesse arrivare alle semifinali, definendola “la più favorita delle non favorite”. Nei mesi precedenti la nazionale belga aveva vinto otto partite su dieci e non era mai stata sconfitta, sebbene fosse in un girone di qualificazione con Croazia, Serbia, Scozia e Galles. Concluse in prima posizione, con nove punti in più della Croazia. Grazie a questi risultati arrivò al sesto posto nel ranking mondiale, nonostante nei decenni precedenti non avesse ottenuto alcun risultato rilevante e non avesse mai avuto una squadra veramente competitiva.

Il Belgio – che ha circa 11 milioni di abitanti ed è poco più grande della Lombardia – in quel momento era una delle nazionali di calcio più forti del mondo, sicuramente la più forte nella sua storia: aveva il capitano della squadra vincitrice della Premier League, un giovane centravanti che nelle precedenti due stagioni aveva segnato 32 gol nella Premier League, una mezzapunta che a 23 anni era stata due volte giocatore dell’anno in Francia e miglior giocatore nella prima stagione con il Chelsea, il miglior portiere della Liga e forse d’Europa, e un centrale di difesa capitano dell’Arsenal. Sono passati due anni e il Belgio è probabilmente persino più forte di allora, quando poi arrivò ai quarti di finale: quei giocatori sono cresciuti molto, giocano con le migliori squadre del mondo e sono ben più esperti. Con loro sono cresciuti altri giovani, altrettanto forti e promettenti.

Michy Batshuayi: uno dei talenti più promettenti del Belgio

La nazionale belga è diventata una delle più forti del mondo grazie a una delle riforme più efficaci della storia del calcio. Nel 2010, dopo che la nazionale maggiore fu eliminata nei gironi di qualificazione degli Europei, la federazione nazionale decise di investire di più nelle scuole calcio e negli impianti sportivi per ragazzi: venne creato un progetto al quale collaborarono anche le tre squadre principali del paese, cioè l’Anderlecht, il Genk e lo Standard Liegi, e si impose a tutte le squadre giovanili di giocare con un 4-3-3 molto offensivo, simile al modulo con cui giocava il Barcellona allenato da Pep Guardiola in quel periodo. I metodi di allenamento furono uniformati in tutto il paese: dai ragazzini ai professionisti, tutti iniziarono ad allenarsi nello stesso modo, con gli stessi esercizi e con identici sistemi di gioco. La situazione del calcio belga, poi, aiutò notevolmente: il campionato nazionale non è ricco né particolarmente competitivo; i club non possono spendere molto per comprare giocatori e quindi fanno molto affidamento nei settori giovanili e fanno giocare i giovani più talentuosi, dando così a tutti l’opportunità di crescere.

Tutto questo ha fatto sì che la nazionale belga sia da circa quattro anni una delle migliori al mondo (nell’ultimo anno il Belgio è stato anche al primo posto nel raking FIFA): quelli che all’inizio erano giovani ora sono diventati giocatori esperti, ma la “catena” non si è interrotta e ogni anno molti giovani talenti vengono convocati dalla nazionale. La supremazia del Belgio è continuata quindi anche nel girone di qualificazione agli Europei, che ha superato con sette vittorie, due pareggi e una sola sconfitta, contro avversari come Galles, Scozia e Israele. L’attacco della nazionale belga è stato il migliore dopo quelli di Polonia e Inghilterra. Quelli che cominceranno in Francia fra pochi giorni saranno i primi Europei per il Belgio dopo 12 anni di assenza.

Il gol di Dries Mertens nella partita di qualificazione vinta 3 a 1 contro Israele

Il Belgio è stato sorteggiato nel gruppo E, con Italia, Svezia e Irlanda. È un girone difficile ma se la squadra dovesse continuare a giocare come ha fatto negli ultimi due anni potrebbe concluderlo al primo posto. L’Italia è l’avversaria più forte, anche se pochi mesi fa è stata battuta per 3 a 1 in amichevole.

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La nazionale belga sarebbe potuta andare agli Europei con una squadra ancora più forte. L’allenatore Wilmots infatti ha dovuto fare a meno del capitano del Manchester City Vincent Kompany e del difensore dello Zenit San Pietroburgo Nicolas Lombaert, entrambi fermati da problemi fisici. Oltre a loro, anche i probabili difensori di riserva Dedryck Boyata e Bjorn Engels sono stati esclusi per infortuni. Negli altri reparti invece non c’è nessun problema e tutti i giocatori più forti sono stati convocati.

Portieri Thibaut Courtois (Chelsea), Jean-François Gillet (Mechelen), Simon Mignolet (Liverpool)

Difensori Toby Alderweireld (Tottenham), Laurent Ciman (Montreal Impact), Jason Denayer (Galatasaray), Christian Kabasele (Genk), Jordan Lukaku (Oostende), Thomas Meunier (Club Brugge), Thomas Vermaelen (Barcellona), Jan Vertonghen (Tottenham)

Centrocampisti Moussa Dembélé (Tottenham), Marouane Fellaini (Manchester Utd), Radja Nainggolan (Roma), Axel Witsel (Zenit)

Attaccanti Michy Batshuayi (Marsiglia), Christian Benteke (Liverpool), Yannick Carrasco (Atletico Madrid), Kevin De Bruyne (Manchester City), Eden Hazard (Chelsea), Romelu Lukaku (Everton), Dries Mertens (Napoli), Divock Origi (Liverpool)

È probabile che Wilmots faccia giocare il Belgio con un 4-2-3-1, ma molto dipenderà dalla difesa. Nel reparto difensivo infatti – nonostante gli infortuni – i possibili titolari sono tutti di grande qualità: Toby Alderweireld e Jan Vertonghen del Tottenham, Thomas Vermaelen del Barcellona. Viste le numerose assenze però, sono stati convocati i giovani Jordan Lukaku, Christian Kabasele e Jason Denayer: tutti molto promettenti ma ancora inesperti e inclini agli errori. Poi c’è Laurent Ciman, che non è mai stato uno dei difensori più forti in Belgio e da gennaio gioca nella MLS. Fra i titolari, inoltre, Thomas Vermaelen ha giocato solo venti partite quest’anno con il Barcellona e ha avuto problemi fisici per tutta la stagione. Di fronte ad altri infortuni, Wilmots manderebbe in campo una difesa ben lontana dal livello degli altri reparti.

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Il livello medio del centrocampo belga è impressionante. I due titolari dovrebbero essere Radja Nainggolan, che nei due anni passati con la Roma è diventato uno dei centrocampisti più forti in circolazione, e Axel Witsel. Ma le riserve sono altrettanto forti, perché sono Moussa Dembélé del Tottenham e Marouane Fellaini del Manchester United. Insieme possono ricoprire qualsiasi ruolo in mezzo al campo, da mediano a trequartista. Al momento l’unico veramente sicuro di partire tra i titolari è Nainggolan, perché pochi altri giocatori in Europa possono garantire un’intensità di gioco elevata come quella che ha fatto vedere nella Roma.

Se il centrocampo è impressionante, la qualità dell’attacco è quasi incredibile se paragonata a quella di qualsiasi altra nazionale presente agli Europei. Wilmots ha chiamato otto giocatori, fra attaccanti, mezzepunte e trequartisti. La punta centrale sarà Romelu Lukaku, che viene dalla miglior stagione della sua carriera, in cui ha segnato 25 gol in 46 partite con l’Everton. Lukaku ha quattro possibili riserve: Michy Batshuayi, 22 anni e 23 gol in 50 partite con il Marsiglia; Divock Origi e il compagno di squadra al Liverpool Christian Benteke, il primo ha segnato dieci gol in 34 partite, l’altro non viene da una stagione particolarmente positiva ma è stato comunque in grado di segnare 10 gol in 42 partite.

Lukaku è sia fisicamente molto forte che veloce e abile con la palla tra i piedi

Dietro all’unica punta, Eden Hazard e Kevin de Bruyne sono sicuri di un posto fisso. Hazard ha disputato una pessima stagione, così come il Chelsea, ma appena un anno fa era considerato uno dei cinque giocatori più forti del mondo. La fascia destra invece se la contenderanno Dries Mertens del Napoli e Yannick Carrasco, protagonista di un grande finale di stagione con l’Atletico Madrid, di cui è stato il miglior giocatore nella finale di Champions League persa contro il Real Madrid.

Nelle ultime tre amichevoli disputate fra maggio e giugno, il Belgio non è sembrato particolarmente brillante, e anzi è sembrato faticare molto anche con squadre notevolmente più deboli come Finlandia e Norvegia. Va detto però che Wilmots non è mai partito con la stessa formazione né con lo stesso modulo, visto che ha alternato il 4-2-3-1 al 4-3-3. In difesa ha provato spesso le riserve mentre a centrocampo e in attacco ha variato molto spesso i giocatori. Il Belgio quindi prenderà parte agli Europei come una delle squadre che può puntare a vincere il torneo, insieme a Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Se mette a posto la difesa.

Questa è la decima guida del Post alle 24 nazionali che parteciperanno agli Europei: qui trovate la pagina con tutte le altre.