Hakan Calhanoglu insieme ad un compagno di squadra dopo il gol segnato all'Inghilterra (SCOTT HEPPELL/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 3 Giugno 2016

L’indecifrabile Turchia agli Europei

Ha una squadra molto talentuosa che però fa fatica a giocar bene: i suoi migliori giocatori non hanno disputato una gran stagione

Hakan Calhanoglu insieme ad un compagno di squadra dopo il gol segnato all'Inghilterra (SCOTT HEPPELL/AFP/Getty Images)

La Turchia è l’unica nazionale di calcio che è arrivata alla fase finale degli Europei come miglior terza dei gironi di qualificazione, superando l’Ungheria solo negli ultimi minuti dell’ultima partita del proprio girone, giocata a Konya contro l’Islanda. Il gol che è valso la vittoria e la qualificazione diretta è stato segnato su calcio di punizione dal capitano e centrocampista del Galatasaray Selçuk İnan: con un pareggio la Turchia si sarebbe dovuta giocare l’ingresso alla fase finale tramite gli spareggi. Fino a quella partita la Turchia non aveva disputato un buon girone, e il fatto che sia arrivata terza in parte lo dimostra: nelle prime cinque partite, giocate fra settembre e marzo del 2015, aveva ottenuto solo una vittoria, peraltro contro la squadra più debole del girone, il Kazakistan, e aveva perso contro Islanda e Repubblica Ceca.

Oltre ai primi risultati negativi, in quei mesi si venne a sapere di una storia che coinvolse tre giocatori della nazionale turca, Hakan Çalhanoğlu, Omer Toprak e Gokhan Tore, e che secondo alcuni fu una delle cause delle difficoltà della squadra verso la fine del 2014. Al termine della partita contro l’Olanda, giocata il 15 ottobre del 2013, secondo le ricostruzioni più affidabili Tore entrò nella camera d’albergo di Çalhanoğlu e Toprak con un suo amico, che minacciò Toprak con una pistola accusandolo di avergli “rubato la ragazza” e poi la puntò anche verso Çalhanoğlu. I due furono costretti a sdraiarsi a terra e poi nuovamente minacciati sia da Tore che dall’amico, entrambi ubriachi. Circolarono altre versioni tutte molto diverse fra loro e ancora oggi non è del tutto chiaro cosa sia veramente successo. Tore disse più avanti che si trattò di uno scherzo, poi che non poteva essere considerato lui il responsabile per quanto accaduto, ma venne ugualmente sospeso dalla nazionale. Del fatto si venne a sapere circa un anno dopo perché Çalhanoğlu e Toprak non dissero niente “per non causare problemi alla carriera di Tore”, che ad aprile del 2014 aveva anche subìto un’operazione d’urgenza alla spalla dopo essere stato colpito accidentalmente da un proiettile mentre si trovava in un night club di Istanbul.

Dopo circa un anno di sospensione, l’allenatore turco Fatih Terim tornò a convocare Tore – che al momento gioca con il Besiktas ed è uno dei giocatori turchi più talentuosi – per le partite di qualificazione agli Europei contro Olanda, Repubblica Ceca e Lettonia. Çalhanoğlu e Toprak, sempre convocati fino ad allora, risposero negativamente alla convocazione spiegando di avere dei problemi fisici, poi confermati anche dai loro club. Il padre di Çalhanoğlu però riferì ai giornali turchi che il figlio non sarebbe più andato in nazionale se Tore fosse stato convocato. La questione si risolse definitivamente nelle settimane successive, e tutti e tre i giocatori tornarono a far parte della nazionale, che da lì in poi non perse più e riuscì a porre rimedio alle sconfitte delle prime partite.

Nonostante l’ottimo andamento nelle ultime partite del girone, la Turchia non ha quasi mai fatto vedere un buon gioco in campo ed è riuscita ad arrivare terza soprattutto grazie alla forma fisica e all’agonismo, e grazie anche all’esperienza dei membri più anziani del gruppo. Ancora oggi la squadra fa molta fatica a giocare bene, anche se è composta da giocatori che tecnicamente sono fra i migliori d’Europa, come Arda Turan del Barcellona, il 22enne Çalhanoğlu del Bayer Leverkusen e Nuri Şahin del Borussia Dortmund. Turan e Sahin però non hanno giocato una buona stagione: Turan per esempio ha cominciato a giocare regolarmente con il Barcellona solo da gennaio, per via del blocco del mercato imposto al Barcellona. Quando ha iniziato a giocare è sembrato spesso in difficoltà e con una forma lontana da quella vista ai tempi dell’Atletico Madrid. Şahin ha giocato solo 12 partite quest’anno con il Borussia Dortmund, dopo essere rimasto fuori da settembre a febbraio per una serie di infortuni.

 

In Francia la nazionale turca sarà impegnata in uno dei gironi più difficili, insieme a Spagna, Croazia e Repubblica Ceca. Sulla carta tutte e quattro le squadre hanno le potenzialità per qualificarsi: solo la Repubblica Ceca è considerata di un livello nettamente inferiore alle altre, ma sopperisce con una buona organizzazione di gioco. Potremmo quindi vedere un girone molto combattuto, giocato da buone squadre con caratteristiche molto diverse fra loro. Qualcuno ricorderà anche il precedente tra Turchia e Croazia agli Europei del 2008, quando si incontrarono ai quarti di finale e giocarono una delle partite più belle di quella edizione: entrambe le squadre ebbero molte occasioni durante il tempo regolamentare e ai supplementari la Croazia andò in vantaggio al 119esimo minuto con un colpo di testa di Ivan Klasnic. All’ultimo pallone giocabile della partita però la Turchia pareggiò con Semih Şentürk. Ai rigori sbagliarono Modric e Petric e la Turchia avanzò alla semifinale, poi persa contro la Germania.

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Fatih Terim – che in Turchia chiamano “l’imperatore” – è tornato ad allenare la nazionale turca nel 2013, dopo averla già allenata dal 2005 al 2009 e dal 1993 al 1996. Terim ha escluso dalla lista dei convocati il portiere del Fenerbahçe Volkan Demirel e due dei protagonisti dei fatti accaduti tra il 2013 e il 2014, Gokhan Tore e Omer Toprak (quest’ultimo però non gioca in nazionale dal 2014). Non è stato chiamato nemmeno l’attaccante Umut Bulut, più volte utilizzato da Terim nelle partite di qualificazione.

Portieri Harun Tekin (Bursaspor), Onur Kıvrak (Trabzonspor), Volkan Babacan (İstanbul Başakşehir)

Difensori Gökhan Gönül (Fenerbahçe), Şener Özbayraklı (Fenerbahçe), Hakan Balta (Galatasaray), Mehmet Topal (Fenerbahçe), Semih Kaya (Galatasaray), Serdar Aziz (Bursaspor), Caner Erkin (Fenerbahçe), İsmail Köybaşı (Beşiktaş)

Centrocampisti Emre Mor (Nordsjælland), Volkan Şen (Fenerbahçe), Hakan Çalhanoğlu (Bayer Leverkusen), Nuri Şahin (Borussia Dortmund), Oğuzhan Özyakup (Beşiktaş), Ozan Tufan (Fenerbahçe), Selçuk İnan (Galatasaray), Arda Turan (Barcellona), Olcay Şahan (Beşiktaş)

Attaccanti Burak Yılmaz (Beijing Guoan), Cenk Tosun (Beşiktaş), Yunus Mallı (Mainz)

Come per molte altre nazionali che parteciperanno all’Europeo, il problema principale della Turchia sembra essere la difesa. I due terzini titolari dovrebbero essere quasi sicuramente Caner Erkin, ex Fenerbahçe appena comprato dall’Inter, e Gökhan Gönül: due giocatori affidabili. La coppia dei centrali sarà formata dal 33enne Hakan Balta, che quest’anno ha avuto diverse difficoltà con il Galatasaray, e dal forte centrocampista difensivo Mehmet Topal, che verrà riadattato come difensore per via della scarsa qualità del reparto.

Tutti i giocatori del Galatasaray, probabilmente per la difficile situazione societaria, non hanno giocato affatto bene questa stagione; alcuni di loro, i più anziani, sembrano non poter più garantire prestazioni di gran livello e di conseguenza non sono ritenuti adatti a un torneo in cui si giocano solo poche partite. L’eccezione è il centrocampista centrale Selcuk Inan, che giocherà titolare. Accanto a lui dovrebbe giocare Ozan Tufan, che può essere impiegato sia in difesa che a centrocampo. Tufan sarà fondamentale, perché con Topal in difesa dovrà ricoprire lui il ruolo di centrocampista difensivo. Nuri Şahin invece dovrebbe partire tra le riserve ma se fosse in buone condizioni fisiche potrebbe anche diventare titolare.

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Nelle ultime partite di qualificazione la Turchia ha giocato spesso senza una vera punta e, di fatto, con sei centrocampisti e trequartisti. Terim però sembra aver intenzione di ritornare ad usare regolarmente il 4-2-3-1 con l’alternanza in attacco tra Burak Yilmaz e Cenk Tosun. Yilmaz è quello che ha giocato di più negli ultimi anni ma dallo scorso dicembre è passato al Beijing Guoan, squadra del campionato cinese, e per questo Terim potrebbe scegliere di schierare titolare Tosun. Fra i trequartisti Terim ha molta scelta: Çalhanoğlu, Arda Turan saranno titolari mentre Volkan Sen, Yunus Malli e Olcay Şahan si giocheranno l’unico posto ancora incerto. Se Terim decidesse di cambiare modulo o formazione, potrebbe essere possibile vedere tra i titolari il 23 enne Oğuzhan Özyakup, cresciuto nell’Arsenal e ora al Besiktas.

Nelle ultime quattro amichevoli giocate tra marzo e maggio, la Turchia ha vinto tre volte e ha perso solo contro l’Inghilterra. La squadra continua a non giocare granché bene e a non segnare molto: se così dovesse continuare è probabile che Terim ritorni al 4-6-0 e magari far debuttare in una partita ufficiale il 18enne attaccante Emre Mor, che gioca nel Nordsjælland e probabilmente è la più grande promessa del calcio turco. Al momento, l’ostacolo più grande per la Turchia sembra essere il girone: se dovesse riuscire a superarlo, nella fase a eliminazione diretta potrebbe anche riuscire a sorprendere.

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