Persone in barca su Rue du Maine, allagata dalla Senna nel gennaio del 1910 (Hulton Archive/Getty Images)

Le foto della grande alluvione di Parigi, nel 1910

Se ne riparla in questi giorni di forti piogge in Francia: il livello della Senna è ancora lontano dagli 8,62 metri che toccò cent'anni fa

Persone in barca su Rue du Maine, allagata dalla Senna nel gennaio del 1910 (Hulton Archive/Getty Images)

A causa delle forti piogge degli ultimi giorni, il livello della Senna a Parigi si è alzato fino ad arrivare a 5,17 metri: secondo i meteorologi venerdì potrebbe superare i sei metri, rischiando di esondare in alcune zone della città. Come scrivono alcuni giornali francesi, però, si è ancora lontani dai livelli del 1910, quando la Senna superò gli 8 metri in quella che fu definita “la grande alluvione di Parigi”.

Il 18 gennaio 1910 iniziò a piovere ininterrottamente, fino a quando il 21 gennaio la Senna arrivò al livello del lungofiume; l’acqua non superò gli argini ma allagò la città infilandosi e poi fuoriuscendo da fogne, canali e dalle gallerie della metropolitana. Per tutta la settimana successiva molte strade, mezza rete metropolitana e circa 20mila edifici furono allagati: poliziotti e vigili del fuoco si spostavano in barca per recuperare le persone rimaste isolate in casa e distribuire cibo e beni di prima necessità; molti parigini utilizzarono a loro volta le imbarcazioni per fare la spesa, andare in giro e incontrarsi. Molti altri dovettero ripararsi nei centri di accoglienza allestiti in chiese, scuole ed edifici governativi. Il 29 gennaio la Senna arrivò a 8,62 metri, il suo picco, prima di ritornare lentamente entro il suo livello abituale.

Oltre alle fotografie, circolano ancora molti aneddoti su come i parigini gestirono l’emergenza. La città sembrava regredita nel passato, senza elettricità, ascensori, telefoni né orologi pubblici, che senza corrente si erano fermati tutti alle 10:50 del 21 gennaio. Nonostante i danni e una settimana di incertezza e disagi, pare che molti parigini cercassero di reagire con una certa leggerezza, forse stereotipata, come si legge dai titoli dei giornali e in una lettera di Paul Cambon, l’ambasciatore francese a Londra, che scriveva di non sopportare di «perdersi il divertimento»: «dite quel che volete dei parigini ma niente li può far piacere come quel che è straordinario».

Si stima che l’inondazione causò danni per 400 milioni di franchi, quasi due miliardi di euro attuali, ma non provocò la morte di nessuno dato che fu lenta e prevista.

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