• Scienza
  • mercoledì 25 Maggio 2016

La colazione è sopravvalutata

Se avete fame la mattina, fate bene a farla; altrimenti potete stare tranquilli, non ci sono particolari benefici che vi perdete

Tommaso d’Aquino, l’eminente frate domenicano che nel medioevo mise le basi teologiche e filosofiche per la Chiesa cattolica, non era un grande sostenitore della colazione. Nella Somma teologica, la sua opera più famosa, scrisse che la colazione si associava al peccato di mangiare troppo presto nella giornata, e che si legava quindi all’ingordigia: se facevi colazione, era probabile che avessi altri vizi e appetiti, censurati dalla Chiesa cattolica. Tommaso d’Aquino sarebbe quindi fiero delle centinaia di milioni di persone che inconsapevolmente seguono il suo insegnamento e non fanno mai colazione. Con invidiabile resistenza, almeno dal punto di vista di chi appena sveglio addenterebbe il cuscino, arrivano fino all’ora di pranzo senza mangiare qualcosa e senza farsene un problema. Fanno vacillare l’assunto popolare secondo cui “la colazione è il pasto più importante della giornata”, spesso rinforzato dalle opinioni dei nutrizionisti, nonostante in decenni di ricerche non sia mai stata dimostrata con certezza l’importanza della colazione per mantenersi meglio in salute.

Come ha scritto di recente Aaron E. Carrol sul New York Times, le ricerche scientifiche intorno alla colazione sono spesso viziate dagli assunti di partenza di chi le realizza, a seconda che siano sostenitori o meno dell’importanza del primo pasto della giornata. Una ricerca pubblicata nel 2013, per esempio, notò che gli uomini che saltano la colazione hanno un rischio più alto di soffrire di patologie cardiache, rispetto a quelli che la fanno ogni mattina. La ricerca parlava però di rischio associato, non di causa. In un altro studio dello stesso anno i ricercatori esposero i risultati delle loro analisi su ricerche condotte in precedenza sul rapporto tra colazione e obesità: notarono che i risultati più pubblicati e messi in evidenza sono quelli che evidenziano una relazione tra saltare la colazione ed essere obesi, con decine di ricerche che più o meno ripetono le stesse cose. L’analisi di quelle ricerche ha inoltre messo in evidenza inesattezze di vario tipo. In alcuni casi le loro conclusioni comprendevano riferimenti vaghi o parziali di studi condotti in precedenza, in modo da rafforzare l’assunto di partenza: saltare la colazione fa male.

Il problema è che realizzare studi sul campo affidabili sugli effetti di un pasto consumato appena svegli non è semplice: serve un campione affidabile di volontari, è necessario seguire ogni partecipante e trovare il modo che rispetti le indicazioni ricevute durante la preparazione dell’esperimento, che può richiedere mesi prima di essere completato. Qualche ricercatore ci ha provato, seppure con qualche problema di base nell’organizzare lo studio come spesso avviene in ricerche di questo tipo, e ha ottenuto risultati che non confermano la necessità di fare colazione.

Molte ricerche si sono concentrate sugli effetti della colazione nell’ambito delle diete ipocaloriche per perdere peso. Anche in questo caso sono stati ottenuti risultati contrastanti che non permettono di dire con certezza se sia meglio farla o meno. Nel 2014 uno studio provò a far consumare la colazione per un certo periodo a un gruppo di persone che di solito la saltava, usando come confronto un altro gruppo abituato a farla cui fu chiesto di saltarla: non furono riscontrate differenze significative per quanto riguardava la perdita di peso. Uno studio simile condotto nel 1992 portò invece a risultati più sorprendenti: i volontari di entrambi i gruppi dimagrirono, forse per il temporaneo cambiamento delle loro abitudini alimentari e quindi del metabolismo.

Carrol spiega che al problema delle ricerche in generale, anche delle più rigorose, si unisce quello degli studi finanziati dalle grandi aziende che vendono prodotti per fare colazione. Uno dei più noti fu realizzato grazie ai fondi forniti da Kellogg’s e concluse che il consumo di cereali era associato all’essere più magri. Altri studi hanno messo in evidenza una relazione tra colazione e capacità di concentrazione dei bambini a scuola. Naturalmente bambini nutriti correttamente hanno più energie, anche per il loro cervello, ma è difficile stabilire se i loro cali di attenzione siano legati alla mancata colazione al mattino o al fatto di seguire una dieta sregolata, con pasti mal distribuiti durante la giornata.

Se un bambino si sveglia e ha fame, dovrebbe avere la possibilità di fare colazione: questa regola vale più in generale per gli adulti. Fino a prova contraria e ricerche più affidabili, chi si sveglia e non sente la necessità di fare colazione non dovrebbe farsi nessun problema.