• Moda
  • martedì 24 maggio 2016

Pro e contro le camicie che non si stirano

Sono più pratiche e si asciugano subito ma inquinano di più, spiega il Wall Street Journal

di Enrico Matzeu – @enricomatzeu

Le camicie che non si stirano esistono da anni ma hanno faticato a lungo a prendere piede nonostante la maggiore praticità: il Wall Street Journal ha parlato con alcuni esperti di moda ed economia per capire perché. Ha scoperto che chi le utilizza lo fa soprattutto perché sono comode, mentre in molti le evitano a causa dei prodotti chimici utilizzati per realizzarle.

Le camicie che non si stirano non si stropicciano in lavatrice: una volta asciugate non hanno grinze e si possono indossare per ore prima che se ne formi qualcuna. Sono così grazie a un trattamento chimico ottenuto con la formaldeide: in fase di lavorazione unisce le fibre di cotone e rende il tessuto più rigido. La maggior parte di queste camicie è in cotone e non in fibre sintetiche e la formula che impedisce le pieghe è più o meno la stessa da quando sono state inventate. Vennero vendute per la prima volta nel 1953 da Brook Brothers, uno dei più famosi marchi americani di abbigliamento maschile, che assieme all’azienda chimica DuPont realizzò le prime camicie in cotone e Dracon, una fibra di polietilene tereftalato.

Negli ultimi tempi queste camicie hanno avuto un certo successo: molte aziende, comprese quelle specializzate in camiceria, le hanno introdotte nelle loro linee e le stanno vendendo molto. Alcune, come il marchio Ledbury, non usano particolari procedimenti di lavorazione ma si limitano a spruzzare sul tessuto solventi leggeri che lo irrigidiscono e lo rendono resistente alle pieghe. Ermenegildo Zegna ha da poco lanciato la linea di camicie Trofeo, fatte con una fibra di cotone molto lunga che forma un tessuto difficile da stropicciare e che resiste nel tempo, senza l’uso di sostanze chimiche.

Gli uomini che preferiscono le camicie tradizionali spiegano che quelle che non si stirano sono troppo rigide e perdono la naturalezza del cotone. George Hahn, che ha un sito molto seguito dedicato all’abbigliamento maschile, sostiene che chi ha sempre indossato le camicie che non si stropicciano non può capire la differenza con le altre. Uno dei maggiori difetti è che il collo, i polsini e le pattine – che di per sé devono essere un po’ più spessi del resto – rischiano di diventare troppo rigidi e far sembrare chi le indossa «una lattina di alluminio». C’è anche la questione ambientale: le aziende cercano di produrre con metodi che inquinano il meno possibile, ma le camicie che non si stirano vanno realizzate utilizzando molte sostanze chimiche.

Ad apprezzarle sono soprattutto gli uomini che viaggiano molto o le indossano per parecchie ore al giorno, e che possono contare su una camicia che sembra sempre perfettamente stirata. Queste camicie fanno anche risparmiare un sacco di tempo perché una volta asciutte si possono indossare subito. Per quanto riguarda lo stile e la varietà oggi non ci sono più molte differenze rispetto a quando erano una novità: le aziende le realizzano con le stesse fantasie e lo stesso taglio delle altre. Il vice presidente di Brook Brothers, Guy Voglino, ha per esempio spiegato al Wall Street Journal che circa il 90 per cento delle varietà che producono è disponibile anche nella versione che non si stira.