David Alaba, Marko Arnautovic e Zlatko Junuzovic dopo un gol segnato contro la Turchia (JOE KLAMAR/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 19 Maggio 2016

La miglior Austria da parecchio tempo

Terza guida del Post alle squadre degli Europei: loro quattro anni fa non si erano nemmeno qualificati al torneo, stavolta invece ci arrivano alla grande

David Alaba, Marko Arnautovic e Zlatko Junuzovic dopo un gol segnato contro la Turchia (JOE KLAMAR/AFP/Getty Images)

La nazionale di calcio austriaca ha partecipato ai campionati europei per la prima volta nel 2008 e non per meriti sportivi, ma in quanto nazione ospitante assieme alla Svizzera: nei cinquant’anni precedenti non era mai risuscita a qualificarsi. Gli Europei del 2008 per l’Austria però finirono presto: fu eliminata ai gironi dopo aver subito due sconfitte e rimediato soltanto un punto, pareggiando con la Polonia. Allora la nazionale austriaca era allenata dal modesto Josef Hickersberger ed era una squadra che difficilmente si sarebbe qualificata alla fase finale. Negli anni successivi l’Austria non riuscì a qualificarsi ai Mondiali del 2010 e continuò a ottenere soltanto risultati modesti, che complicarono anche la qualificazioni agli Europei del 2012. Intanto, però, nel resto del paese qualcosa stava iniziando a muoversi.

Gli Europei organizzati in casa erano stati una delusione sportiva ma si rivelarono fondamentali per l’intero movimento calcistico austriaco, che poté sfruttare gli investimenti necessari all’organizzazione del torneo per migliorare notevolmente le proprie strutture: stadi e soprattutto centri sportivi, fino ad allora la vera grande carenza dell’Austria, una nazione con una tradizione calcistica più che centenaria ma che dopo il 1954, con il terzo posto ai Mondiali in Svizzera, non aveva più avuto una nazionale di alto livello. Nel 2011 fu chiamato ad allenare la nazionale lo svizzero Marcel Koller, ex centrocampista che aveva trascorso l’intera carriera da giocatore con i Grasshoppers di Zurigo e che aveva giocato in nazionale una cinquantina di partite. La nomina di Koller fu molto criticata dai tifosi austriaci, che non volevano uno svizzero alla guida della loro nazionale. Koller fallì la qualificazione ai Mondiali in Brasile, ma d’accordo con la federazione decise di restare in Austria nonostante la Svizzera gli avesse offerto il posto di allenatore per sostituire Ottmar Hitzfeld.

La nomina di Koller coincise con gli inizi della crescita calcistica dell’Austria, con tanti giovani talenti che cominciarono a uscire dai settori giovanili di tutto il paese, e che Koller iniziò a far giocare. Le qualificazioni agli Europei di Francia sono iniziate nel settembre del 2014, e l’Austria è partita subito bene, pareggiando la prima contro la Svezia e vincendo contro Moldavia, Montenegro e Russia. La squadra che ha iniziato le qualificazioni era ben diversa da quella degli anni precedenti. All’esperienza di alcuni buoni giocatori si erano aggiunti negli anni dei grandi talenti, come David Alaba del Bayern Monaco, i difensori Aleksandr Dragovic e Martin Hinteregger e il centrocampista Julian Baumgartlinger. Molti altri giocatori erano riusciti a raggiungere un buon grado di maturazione dopo anni di attesa, come i trequartisti Zlatko Junuzovic e Martin Harnik e l’attaccante Marko Arnautovic.

Uno dei 12 gol segnati in questa stagione da Arnautovic con lo Stoke City

L’Austria è stata una delle prime squadre a ottenere la qualificazione alla fase finale degli Europei, dopo aver disputato un girone impressionante: 28 punti ottenuti su 30, 9 vittorie e un solo pareggio, 22 gol fatti e solamente 5 subiti. Solo l’Inghilterra è riuscita a fare di meglio. I grandi risultati ottenuti hanno permesso all’Austria di raggiungere l’undicesimo posto nel ranking FIFA e nei sorteggi di dicembre è stata inserita nel gruppo F con Islanda, Portogallo e Ungheria.

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Tra i 24 pre-convocati — da cui verrà escluso un solo giocatore — ci sono tutti quelli utilizzati nelle qualificazioni: Koller non ha dovuto nemmeno chiamare dei sostituti, vista l’assenza di infortunati. Oltre ai titolari di ottimo livello, le riserve sono tutte all’altezza e fra di loro ci sono dei giovani promettenti che potrebbero sorprendere, come Valentino Lazaro del Salisburgo o Marcel Sabitzer del Lipsia.

Portieri Robert Almer (Austria Vienna), Heinz Lindner (Eintracht Francoforte), Ramazan Özcan (Ingolstadt)

Difensori Aleksandar Dragovic (Dinamo Kiev), Christian Fuchs (Leicester City), György Garics (Darmstadt), Martin Hinteregger (Borussia Mönchengladbach), Florian Klein (Stoccarda), Sebastian Prödl (Watford), Markus Suttner (Ingolstadt), Kevin Wimmer (Tottenham)

Centrocampisti David Alaba (Bayern Monaco), Julian Baumgartlinger (Magonza), Martin Harnik (Stoccarda), Stefan Ilsanker (RB Lipsia), Jakob Jantscher (Lucerna), Zlatko Junuzovic (Werder Brema), Valentino Lazaro (Salisburgo), Alessandro Schöpf (Schalke 04), Marcel Sabitzer (RB Lipsia)

Attaccanti Marko Arnautovic (Stoke City) Lukas Hinterseer (Ingolstadt), Rubin Okotie (Monaco 1860), Marc Janko (Basilea)

I convocati di riserva sono i portieri Daniel Bachmann e Andreas Lukse, i difensori Andreas Lienhart, Michael Madl, Emanuel Pogatetz e Andreas Ulmer, i centrocampisti Guido Burgstaller, Florian Grillitsch, Andreas Ivanschitz, Florian Kainz, Veli Kavlak, Yasin Pehlivan e Louis Schaub e gli attaccanti Michael Gregoritsch e Karim Onisiwo. Da queste liste si nota come solo i giovani e  i giocatori più esperti giochino in Austria, mentre gli altri – quelli “nel pieno della maturità”, come si dice – sono tesserati soprattutto con squadre tedesche. Si nota anche come l’Austria sia una delle nazionali più multiculturali degli Europei, una conseguenza dei flussi migratori che nei secoli scorsi hanno portato in Austria numerose comunità dall’est Europa e dalla Turchia.

La formazione con cui l’Austria giocherà le proprie partite agli Europei sarà con ogni probabilità il 4-2-3-1, modulo quasi mai abbandonato da Koller negli ultimi due anni. La difesa è il vero punto di forza della squadra: Dragovic è stato premiato come miglior giocatore straniero del campionato ucraino ed è uno dei giovani difensori più richiesti in Europa. Hinteregger ha 23 anni e quest’anno ha disputato la sua prima stagione al di fuori dell’Austria – al Borussia Mönchengladbach – dove non ha giocato molto ma ha confermato ugualmente di essere un difensore molto promettente. Entrambi inoltre possono essere sostituiti senza perdere qualità: c’è Kevin Wimmer del Tottenham e l’esperto Sebastian Prodl del Watford. A sinistra poi c’è Christian Fuchs, titolare nel Leicester che ha vinto la Premier League.

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Il centrocampo è composto da un giocatore del Bayern Monaco e uno del Bayer Leverkusen, cosa che in questi anni rappresenta una buona garanzia. Baumgartlinger è stato uno dei migliori giocatori del Magonza, che quest’anno ha disputato una grande stagione, ed è stato comprato da poco dal Bayer Leverkusen; Alaba invece è uno dei terzini più forti al mondo, ma negli anni ha mostrato di poter giocare anche in altre posizioni garantendo lo stesso rendimento. Con l’Austria ha giocato più a centrocampo che in difesa. Il reparto d’attacco è il più imprevedibile della squadra: Junuzovic e Harnik sono due giocatori di qualità ma non sempre costanti, Arnautovic, che nel 2010 giocò una stagione nell’Inter, invece viene dalla miglior stagione della sua carriera. In attacco il titolare dovrebbe essere il 32enne Marc Janko, le cui caratteristiche fisiche (è alto 1 metro e 96) sono utilissime ai trequartisti che ha alle spalle, più veloci e tecnici. In alternativa potrebbe essere sostituito da Okotie, attaccante del Monaco 1860. I tre portieri sono tutti di buon livello, nessuno di loro però è particolarmente affidabile.

Junozovic è il giocatore tecnicamente più abile dell’Austria, e batte anche delle gran punizioni

Nonostante la quantità di giovani tra titolari e riserve, nei gironi di qualificazione l’Austria si è dimostrata una squadra solida, capace di vincere anche nella partite più difficili o in quelle in cui non è riuscita a giocare bene. In questo momento può essere considerata allo stesso livello del Portogallo, che in più ha “solo” Cristiano Ronaldo. Islanda e Ungheria, le altre due squadre del gruppo F, almeno sulla carta sono nettamente inferiori.