Moments di Facebook ora è disponibile in Europa

L'app per condividere le foto di un evento con chi c'era è però diversa dalla versione statunitense, per motivi di privacy

Facebook ha rilasciato la sua applicazione Moments in Europa e in Canada, a circa un anno di distanza dalla sua introduzione negli Stati Uniti. La versione di Moments pensata per gli utenti che abitano in territorio europeo e canadese è leggermente diversa da quella usata dagli statunitensi, perché Facebook ha dovuto accogliere le richieste dell’Unione Europea e delle autorità del Canada sul rispetto della privacy. Moments serve per raccogliere in un unico luogo tutte le foto scattate dai propri amici durante un evento, come una festa o qualche giorno di vacanza insieme: l’applicazione analizza il rullino fotografico del proprio smartphone, riconosce il contenuto delle fotografie, la data e il luogo in cui sono state scattate e le salva online, mettendole a disposizione degli altri partecipanti all’evento (a patto che anche loro abbiano installato Moments).

In un anno, l’app ha riscosso un discreto successo negli Stati Uniti, mentre è rimasta sostanzialmente sconosciuta in Europa e Canada, in seguito ad alcuni problemi sulla privacy. La versione originale di Moments non riconosce solamente i luoghi e gli oggetti nelle fotografie, ma anche le facce delle persone fotografate, confrontando la loro fisionomia con quella nelle foto caricate dai propri amici su Facebook. In questo modo, dice Facebook, il riconoscimento e la catalogazione delle fotografie sono molto più accurati e rendono più semplice la gestione dei singoli album degli eventi da parte degli utenti. Per le autorità canadesi ed europee, il riconoscimento automatico delle facce era una violazione della privacy: per evitarsi multe e contenziosi, Facebook nel 2015 rinviò la diffusione di Moments nell’Unione Europea e in Canada, in attesa di avere una versione alternativa della sua app.

Moments per Europa e Canada è quindi sensibilmente diverso dalla versione usata negli Stati Uniti. Il riconoscimento delle facce non è automatico: la app rileva le facce nelle fotografie, ma chiede all’utente di collegarle manualmente al corrispondente profilo su Facebook la prima volta che le trova nelle immagini; per le volte successive, Moments utilizza alcuni parametri più generici per riconoscere le stesse facce, senza conservare informazioni dettagliate come richiesto dalle autorità. Il risultato finale è molto meno immediato e pratico rispetto alla versione originale di Moments, applicazione nata proprio con l’idea di semplificare la raccolta di foto a un evento scattate dagli amici, evitandosi la fatica di inviarsi le immagini in altro modo e perdendosene sempre qualcuna per strada.

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Il sistema automatico di riconoscimento e identificazione delle facce sta comunque costando qualche problema a Facebook anche negli Stati Uniti. La settimana scorsa, un giudice di una corte distrettuale della California ha stabilito che il sistema usato da Facebook deve essere soggetto alle leggi che impediscono la raccolta di dati biometrici senza l’esplicito consenso da parte delle persone interessate. Nelle prossime settimane il tribunale stabilirà se Facebook abbia o meno violato la legge.

Google sta avendo problemi analoghi con il suo nuovo servizio per le fotografie, che come Moments riconosce automaticamente le facce delle persone nelle immagini, raccogliendo dati biometrici come la distanza degli occhi, delle orecchie, l’altezza della fronte e così via. Google Foto è disponibile in buona parte del mondo, ma il sistema di riconoscimento dei volti può essere usato solo negli Stati Uniti e in alcuni altri paesi.

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