Giphy, il motore di ricerca delle GIF

65 milioni di persone lo usano ogni mese, ma i suoi fondatori dicono di non avere un piano per farci dei soldi

Giphy esiste dal febbraio 2013: inizialmente era solo un motore di ricerca dedicato alle GIF, oggi è anche una piattaforma per creare e condividere GIF e il 16 febbraio ha raggiunto un valore stimato di 300 milioni di dollari (circa 267 milioni di euro) grazie a un finanziamento da 55 milioni. Sono tanti soldi per una startup che non ha un piano per generare ricavi – lo ha ammesso lo stesso amministratore delegato, Alex Chung, a Popular Science – e la cui attività ha che fare con brevi animazioni, spesso un po’ sciocche, che sembravano essere passate di moda per sempre. Adesso 65 milioni di persone in tutto il mondo usano Giphy ogni mese.

Le GIF sono state inventate nel 1987 dall’ingegnere Steve Wilhite che lavorava a CompuServe (uno dei primi operatori commerciali e provider della rete, poi acquisito da AOL): l’acronimo significa Graphics Interchange Format. Per Wilhite la parola “GIF” andrebbe pronunciata con la “g” dolce, come in “gioia”, mentre per Alex Chung la pronuncia corretta è quella con la “g” dura, come in “ghiotto”: l’Oxford English Dictionary ammette entrambe le pronunce, anzi ne registra addirittura quattro, distinguendo tra accento britannico e accento statunitense. Pare che la pronuncia scelta dallo sviluppatore delle GIF e dai suoi colleghi fosse ispirata allo slogan del burro d’arachidi Jif: per anni le pubblicità di questo prodotto erano accompagnate dalla frase “Choosy moms choose Jif”, che significa “Le mamme esigenti scelgono Jif”, e l’idea era ricalcarla con “Choosy developers choose GIF”, cioè “I programmatori esigenti scelgono le GIF”.

Perché Giphy e le GIF hanno successo?

Secondo Alex Chung le GIF sono particolarmente efficienti per comunicare: utilizzando come vocabolario l’intera cultura pop – dalle serie tv degli anni Ottanta all’ultimo video di Beyoncé, da un gatto che scivola e cade a un’azione sportiva particolarmente efficace – permettono di esprimere un’ampia gamma di messaggi in modo sempre diverso. Quando furono create, e fino alla fine degli anni Novanta, le GIF venivano usate perché consentivano di mostrare brevi video in un formato leggero e adatto alla ridotta velocità delle prime connessioni a Internet; oggi invece la loro principale funzione è essere “reactions“, cioè “reazioni”: si usano in alternativa a segni di punteggiatura, emoticon ed emoji per comunicare velocemente una sensazione o un’opinione. Di fatto sono il modo più completo per esprimere in chat quello che in una comunicazione faccia a faccia potremmo comunicare grazie all’espressione del viso, delle mani o al tono della voce. All’ultima edizione del festival South By Southwest la madre di un bambino autistico ha ringraziato Alex Chung dicendogli di usare le GIF di Giphy per insegnare a suo figlio come riconoscere e distinguere le espressioni del volto.

Giphy non trae nessun profitto dal permettere ai suoi utenti di caricare e condividere GIF. Le sue GIF possono essere condivise e usate nei messaggi di diversi social network, tra cui Facebook, Tinder, Twitter e Slack. Nel marzo del 2015 Giphy ha acquisito Nutmeg, una app per chattare scambiandosi GIF, e poi ha comprato anche Gifsoup, un sito per creare GIF. Forse Giphy non è principalmente orientata al profitto per via del luogo in cui è stata fondata: a differenza della maggior parte delle startup americane che hanno a che fare con la tecnologia non ha sede a San Francisco o nella Silicon Valley, sulla costa occidentale, ma a New York, sulla costa orientale. Alex Chung ha detto a Popular Science che Giphy ha preso esempio sia dallo stile californiano, quello “degli algoritmi”, sia da quello più “umanistico” della costa orientale, dove è più facile che nascano riviste e aziende di moda.

Come funziona Giphy spiegato da Giphy: ci sono molte immagini pop e parecchia confusione, ma anche la conferma che “GIF” lo possiamo pronunciare come preferiamo.

Anche se Giphy non ha un modello di business, qualche affare lo fa: ha collaborato con diverse aziende (tra cui Disney, Calvin Klein e Pepsi), canali televisivi, agenzie pubblicitarie ed etichette discografiche. Il canale televisivo HBO commissiona delle GIF a Giphy per lanciare i suoi nuovi programmi; la casa di produzione cinematografica Paramount ha chiesto a Giphy di realizzare delle GIF per il lancio del film Terminator Genisys nell’estate del 2015: l’obiettivo di quelle GIF erano i ragazzi troppo giovani per aver visto i film originali di Terminator negli anni Ottanta, che però potevano capire l’immaginario del nuovo film grazie alle immagini condivise sui social network. A marzo 2016 Giphy ha annunciato l’apertura a Los Angeles di un suo studio per la realizzazione di GIF originali.

In un’intervista all’Huffington Post David Rosenberg, capo del business development di Giphy, ha detto che il modo migliore per fare pubblicità con le GIF è realizzare GIF che non sembrino pubblicità. Per esempio, l’istituto bancario britannico Halifax ha pubblicato una serie di GIF sul tema del farsi restituire i soldi: non sembrano pubblicità e sono utili per comunicare il bisogno di riscuotere un credito, e per questo sono usate e condivise anche mesi dopo la fine della campagna pubblicitaria.

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