Jaguar XF Sportbrake (Foto Graham Watson)
  • Auto
  • lunedì 25 aprile 2016

Jaguar non farà più station wagon

Non ne vale la pena perchè se ne vendono sempre meno (Volvo invece continua a farle, eccome)

Jaguar XF Sportbrake (Foto Graham Watson)

Il costruttore automobilistico inglese Jaguar ha detto che non produrrà le versioni station wagon dei suoi modelli recenti Jaguar XE e XF, due berline a tre volumi di tipo premium, un mercato oggi dominato dai marchi tedeschi Audi, BMW e Mercedes-Benz. Durante un incontro con i giornalisti a Londra per la presentazione del nuovo F-Pace – il primo SUV prodotto da Jaguar – Ian Callum, capo del design del marchio, ha spiegato così la decisione di Jaguar: “Il mercato delle station wagon si sta fortemente restringendo; la cosa mi rattrista, ma è un mercato oggi molto difficile da sostenere”.

Callum ha ricordato che l’unico mercato importante a livello globale per questo tipo di carrozzeria (da noi si chiama anche “familiare” o “giardinetta”) è l’Europa, mentre in altre regioni come Stati Uniti e Cina i clienti preferiscono berline e SUV. “Il mercato nazionale più grande al mondo per le station wagon è la Germania. E cosa comprano i tedeschi? Auto tedesche”, ha aggiunto Callum facendo un riferimento diretto ad Audi, BMW e Mercedes-Benz, che invece offrono varianti station wagon di tutte le loro berline a tre volumi più importanti.

Nella sua storia Jaguar ha venduto solo due station wagon: la X-Type SW dal 2004 al 2009 e la versione Sportbrake della precedente XF, lanciata nel 2012. Nel 2008 Jaguar è stata acquistata insieme a Land Rover dal gruppo indiano Tata Motors. L’anno scorso Jaguar ha venduto poco meno di 84mila automobili nel mondo, un dato in crescita del 3 per cento ma comunque una frazione rispetto ai volumi dei concorrenti tedeschi: nello stesso periodo BMW ha venduto 1,91 milioni di auto, Mercedes-Benz 1,87 milioni e Audi 1,8 milioni. Quest’anno, grazie alla commercializzazione delle nuove Jaguar XE e XF, le vendite di Jaguar stanno crescendo rapidamente: nei primi tre mesi del 2016 sono arrivate a 29.854 auto, una crescita del 54 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il crescente successo dei SUV – l’anno scorso sono stati per la prima volta il tipo di auto più venduto in Europa – e il conseguente calo di popolarità delle station wagon, potrebbero portare altri costruttori a seguire la decisione di Jaguar: anche il marchio italiano Alfa Romeo non ha ancora comunicato ufficialmente (e, anzi, forse lo ha proprio escluso) se offrirà una versione station wagon della sua nuova berlina a tre volumi Giulia, concorrente di Audi A4, BMW Serie 3, Mercedes-Benz Classe C e della Jaguar XE.

La casa automobilistica che più di tutte ha legato la propria storia e la propria immagine alle station wagon è la svedese Volvo: dalla Duett del 1953 in avanti, Volvo ha offerto modelli molto conosciuti come la Amazon degli anni Sessanta, la Serie 240 nei Settanta, la 740 negli Ottanta e la 850 nei Novanta. Da noi in particolare si sono diffuse molto le versioni speciali “Polar”. Al Salone di Detroit di gennaio Volvo ha presentato la nuova V90, un modello lungo 4,93 metri derivato dalla berlina S90 e concorrente delle tedesche Audi A6 Avant, BMW Serie 5 Touring e Mercedes-Benz Classe E SW. Gli analisti di IHS Automotive prevedono che nel 2017 e 2018 la Volvo V90 sarà la wagon più venduta del segmento in Europa, superando l’attuale leader Audi A6 Avant. Se si escludono SUV e crossover, l’anno scorso con circa 195mila unità le station wagon hanno rappresentato la metà delle vendite delle auto premium di grandi dimensioni in Europa.

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