(AP Photo/Petr David Josek)

La Repubblica Ceca potrebbe darsi un nuovo nome

Le autorità del paese vogliono che si usi di più il diminutivo "Cechia", più amichevole e pratico

(AP Photo/Petr David Josek)

Nel tardo pomeriggio di giovedì 14 aprile a Praga si sono incontrati il Presidente della Repubblica Ceca, il primo ministro, i ministri degli Esteri e della Difesa e i presidenti dei due rami del Parlamento: dopo la riunione è stato annunciato che verrà presentata alle Nazioni Unite una richiesta per far sì che la “Repubblica Ceca” possa essere chiamata ufficialmente anche “Czechia” con l’abbreviazione del suo nome che in italiano corrisponde a “Cechia”. Le autorità della Repubblica Ceca, in particolare, vorrebbero che il nome abbreviato venisse usato anche nelle lingue estere: «nelle situazioni in cui non è necessario utilizzare il nome formale (manifestazioni sportive, promozioni commerciali, ecc)», come spiega un comunicato diffuso dopo la riunione di ieri.

Il dibattito sul nome della Repubblica Ceca va avanti da tempo: nel 2013, durante una visita ufficiale in Israele, il presidente del paese, Miloš Zeman, aveva spiegato che lui stesso usava «il nome Cechia, perché è più amichevole e più corto del freddo Repubblica Ceca». Il ministro degli Esteri Lubomir Zaoralek ha spiegato ai giornalisti che il governo ha ora deciso di formalizzare questo cambiamento perché «in passato ci sono state distorsioni e fraintendimenti».

Spesso, come si sente anche durante le telecronache delle partite di calcio, la Repubblica Ceca viene chiamata Cechia o con i suoi corrispettivi nelle altre lingue. Nel tempo il nome abbreviato è stato accettato anche a livello istituzionale e molte lingue hanno cominciato a usarlo spontaneamente: l’italiano ha due varianti, quella prevalente Repubblica Ceca e la meno utilizzata Cechia, il tedesco usa invece quasi unicamente il corrispettivo del secondo, ossia Tschechien, e lo stesso fanno il russo e il bulgaro (Чехия, cioè Chekhia), il greco (Τσεχία, Tsechia), il bosniaco, il macedone, il croato, lo sloveno e il serbo con Češka, le lingue nordiche (Tsjekkia in norvegese, Tjeckien in svedese, Tjekkiet in danese), l’olandese Tsjechië e l’albanese Çeki.

C’è anche un sito che smonta le principali argomentazioni di chi si oppone al cambiamento: si dice ad esempio che per usare in modo diffuso il nome corto non è necessario cambiare la Costituzione, si spiega come “Cechia” non sia un neologismo e che il suo primo uso documentato storicamente risale al 1634. Si dice anche che sebbene il nome abbreviato potrebbe creare confusione con i nomi di altri paesi (Cecenia, ad esempio), la scarsa conoscenza della geografia di alcune persone non può essere un motivo sufficiente per rifiutare un cambiamento già ampiamente condiviso.