• Sport
  • Martedì 12 aprile 2016

Il basket europeo diviso in due

Perché la federazione internazionale e la lega privata che organizza il torneo continentale più importante stanno litigando da parecchi mesi

Una partita di Eurolega tra Olympiakos e Real Madrid (STR/AFP/Getty Images)
Una partita di Eurolega tra Olympiakos e Real Madrid (STR/AFP/Getty Images)

Da diversi mesi i rapporti tra FIBA, la federazione internazionale di basket, e ULEB, le lega privata che organizza l’Eurolega, la principale competizione europea per squadre di club, sono diventati molto complicati — più di quanto lo erano già — per via della decisione della FIBA di creare, a partire dal prossimo anno, la Basketball Champions League: una propria coppa europea in competizione con la già esistente Eurolega, in sostanza. Dal momento dell’annuncio FIBA e ULEB hanno iniziato una specie di duello a distanza, cercando di convincere squadre e federazioni nazionali ad aderire alla propria competizione: ne è venuta fuori una grande confusione generale, con federazioni europee divise e club che protestano. Anche la situazione italiana è abbastanza confusionaria: la federazione appoggia la FIBA, tre club invece hanno stretto accordi con la ULEB.

Dall’inizio

I rapporti tra FIBA e ULEB iniziarono a complicarsi nel 2000, quando l’ULEB creò l’Eurolega. Fino a quella data la principale competizione europea per club era organizzata dalla FIBA, che però riservava ai club solo una piccola parte dei soldi generati dal torneo. In questa falla si inserì la ULEB, fondata ufficialmente a Roma nel 1991 come associazione di campionati nazionali. Nel 2000 venne disputata la prima edizione dell’Eurolega, il torneo continentale organizzato dalla ULEB: in quell’anno il basket europeo ebbe due coppe continentali, una vinta dalla Virtus Bologna e l’altra dal Maccabi Tel Aviv. La FIBA però si rese conto subito della maggior attrattiva dell’Eurolega, che divenne l’unica competizione continentale già dall’anno dopo. Da allora l’Eurolega è cresciuta molto, soprattutto economicamente. La FIBA rimase fuori e si limitò, nel 2004, a creare l’EuroChallenge, per importanza la terza coppa europea dietro Eurolega e Eurocup, seconda competizione creata dall’ULEB nel 2003.

La convivenza apparentemente pacifica tra FIBA e ULEB è terminata definitivamente quest’anno, principalmente per via delle decisioni di Patrick Baumann, segretario generale della FIBA e membro del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale. Baumann ha dapprima iniziato a varare una serie di riforme alla struttura del basket europeo, come la modifica del calendario delle partite delle nazionali; poi, a inizio novembre, la FIBA ha annunciato l’intenzione di ritornare a organizzare una competizione continentale. Gli eventi che si sono succeduti in quelle settimane sono stati riassunti da Dario Ronzulli in un articolo del sito Ultimo Uomo dello scorso 24 marzo:

Il 3 novembre la FIBA annuncia l’intenzione di organizzare la sua Coppa dei Campioni, subito rinominata Basketball Champions League: appoggiato dalle federazioni di Italia, Grecia, Spagna e Turchia, il segretario Patrick Baumann presenta una prima bozza con 8 posti garantiti ad altrettante big, un posto a testa per i campioni di Italia, Francia, Germania e Lituania e 4 posti alle vincitrici della fase di qualificazione per un totale di 16. La torta da spartire è di 30 milioni all’anno di cui 24 alle G8, tra le quali però manca la “nostra” Olimpia Milano.

Dopo il rifiuto degli 8 club contattati dalla FIBA, il 10 novembre arriva la contromossa di ECA: grazie ad un accordo da 872 milioni in 10 anni con il colosso americano IMG, viene presentata la nuova Euroleague con 11 squadre con licenza decennale, a cui si aggiungono la vincente della nuova Eurocup (a 24 squadre, di cui 21 con licenza triennale), quella del qualifying round e tre tra i campioni nazionali non ancora in EL. La cifra garantita per i club di EL è 36 milioni all’anno più possibili bonus. Tra le squadre con il posto garantito c’è l’Olimpia, firmataria di un accordo pregresso all’annuncio della FIBA. Primo scoglio dunque per la FIP, la Federbasket italiana che per composizione stessa deve “sottostare” alla FIBA: che fare con l’EA7?

La posizione dell’Italia

L’Olimpia Milano è l’unica squadra a cui la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) ha permesso di partecipare ancora all’Eurolega, per via dell’esistenza di un contratto firmato prima dell’annuncio della FIBA. Per le altre squadre, il presidente della FIP Claudio Petrucci ha detto: “Una volta che la FIBA ha deciso di organizzare una sua Coppa Campioni, il discorso è chiuso. L’Eurolega è una lega privata e noi tutti dipendiamo dalla FIBA. Nessuno ha il potere di andare contro la FIBA, neppure noi della FIP”. A inizio marzo però Trento, Reggio Emilia e Sassari, i cui dirigenti si erano già lamentati per la posizione dell’Olimpia Milano, hanno firmato un accordo con la ULEB contravvenendo alle disposizioni della FIP.

Ora la situazione è ancora ferma, con Trento, Reggio Emilia e Sassari dalla parte della ULEB e la federazione con la FIBA. Il presidente del CONI Giovanni Malagò, intervistato dalla Gazzetta dello Sport lo scorso il 31 marzo ha detto: “La situazione è complicata, sono arrabbiato ma sono anche fiducioso”.

Le accuse a Patrick Baumann

Secondo molti giornalisti e commentatori sportivi, la maggior parte delle colpe per questa situazione sono da attribuire a Patrick Baumann, segretario generale della FIBA. Negli ultimi anni, infatti, Baumann avrebbe fatto di tutto per ostacolare e rendere più complicata l’organizzazione dell’Eurolega allo scopo di favorire la nascita della Basketball Champions League.

Secondo i più critici, le “ragioni sportive” più volte citate da Baumann per giustificare la creazione della nuova competizione non sono il vero motivo della scelta della FIBA: l’Eurolega negli ultimi dieci anni è diventata una delle competizioni sportive più importanti d’Europa, anche dal punto di vista economico. La FIBA è rimasta fuori da ogni tipo di accordo e per questo avrebbe deciso di rientrare nel giro. Baumann ha detto più volte che l’Eurolega, in quanto lega privata in cui alcune squadre sono sicure di parteciparvi a prescindere da come si classificano in campionato, danneggia il valore dei campionati nazionali, la cui classifica finale non è vincolante per la qualificazione all’Eurolega. Nonostante questo la FIBA ha offerto a diverse squadre europee un posto fisso nella Basketball Champions League, contraddicendosi.

Lo scorso marzo l’Eurolega ha pubblicato nel proprio sito una lettera in cui ha criticato molto duramente la FIBA e la sua “mancanza di coerenza”:

Verso la fine del 2012 la FIBA approvò il nuovo calendario per le competizioni delle squadre nazionali – rompendo così unilateralmente l’accordo firmato con Euroleague Basketball nel 2004. Da quel momento in poi abbiamo riscontrato una crescente aggressività da parte della FIBA nei confronti dell’organizzazione creata dai club cestistici europei, quell’organizzazione che nelle ultime 15 stagioni è stata artefice della crescita e dei progressi che mai si erano visti prima nella storia delle competizioni europee per club.

Negli ultimi mesi abbiamo riscontrato che la FIBA è passata dal proporre una competizione che garantiva contratti decennali ad alcuni club ad affermare adesso che i risultati sportivi annuali dovrebbero essere l’unico criterio per partecipare a competizioni europee. Oltre alla mancanza di credibilità e coerenza nel suo ruolo, la Federazione internazionale ha ripetutamente fatto pressioni e minacciato i club per spingerli a rinunciare al proprio diritto di continuare a decidere liberamente il proprio futuro, creando deliberatamente uno scisma all’interno del basket europeo. Invece di scegliere la strada del dialogo e provare a convincere i club, il FIBA European Board ha deliberato sanzioni a qualsiasi federazione nazionale che permetterà ai propri club di andare contro all’opinione della FIBA stessa.

La situazione attuale

Lunedì 11 aprile è stata definita la nuova organizzazione dell’Eurolega e dell’Eurocup, che continueranno normalmente ad esistere. L’Eurolega sarà composta da 30 squadre in un girone unico all’italiana, al termine del quale inizieranno i playoff fra le prime classificate. Le squadre con licenza A, cioè le “big”, saranno Maccabi Tel Aviv, Anadolu Efes Istanbul, Fenerbahce Istanbul, CSKA Mosca, FC Barcellona Lassa, Laboral Kutxa Vitoria Gasteiz, Olympiacos Pireo, Panathinaikos Atene, Real Madrid, Zalgiris Kaunas e Olimpia Milano, più la vincitrice dell’Eurocup. A queste si aggiungeranno i campioni della Lega Adriatica, dei campionati spagnoli e tedeschi e della United Basketball League.

L’Eurolega inoltre potrebbe procedere legalmente contro la FIBA per via delle dichiarazioni dell’organizzazione e di alcune federazioni nazionali sulle sanzioni alle squadre che partecipano alle coppe organizzate dalla ULEB. A oggi, sembra più precaria l’organizzazione della Basketball Champions League della FIBA.