Una donna giapponese in un onsen, il bagno termale tradizionale del paese ((Photo by Koichi Kamoshida/Getty Images)
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  • sabato 9 Aprile 2016

Il Giappone vuole cambiare qualcosa sul divieto di tatuaggi alle terme

Sono un simbolo ostentato della mafia locale, ma i divieti hanno effetti negativi sul turismo

di The Japan News/Yomiuri
Una donna giapponese in un onsen, il bagno termale tradizionale del paese ((Photo by Koichi Kamoshida/Getty Images)

L’Agenzia del turismo giapponese ha stilato una serie di misure per limitare i casi in cui ai turisti stranieri con tatuaggi viene vietato l’ingresso ai “ryokan“, i tradizionali alberghi giapponesi con bagni comuni, e alle strutture termali. Le misure includono anche la distribuzione o la vendita di adesivi per coprire i tatuaggi, che consentirebbero ai visitatori stranieri di accedere alle aree termali. Secondo alcune fonti l’Agenzia del turismo giapponese si rivolgerà a organizzazioni del settore e altri canali per esortare le strutture interessate a essere più accomodanti con i turisti, per i quali i tatuaggi spesso rappresentano un modo per esprimere le proprie credenze religiose e culturali, oltre che una questione estetica.

Il fatto che i ryokan e i centri termali si rifiutino di far entrare chi ha tatuaggi ha colpito in modo negativo i turisti stranieri. Secondo i membri dell’Agenzia giapponese le misure potrebbero migliorare la situazione e modificare la politica di alcune strutture che vietano l’accesso a chiunque abbia dei tatuaggi. Oltre agli adesivi l’agenzia consiglia a chi ha dei tatuaggi di accedere alle strutture termali nelle ore in cui sono meno frequentate dalle famiglie e di noleggiare cabine private. L’agenzia, inoltre, chiederà alle agenzie di viaggio di informare i turisti stranieri delle regole che a volte vengono imposte in Giappone alle persone che hanno dei tatuaggi. Il divieto è dovuto al fatto che in Giappone i tatuaggi sono spesso associati ai membri della Yakuza, la più famosa organizzazione di criminalità organizzata del paese.

Secondo uno studio condotto lo scorso ottobre dall’Agenzia del turismo, circa il 56 per cento delle pensioni e alberghi giapponesi vietano alle persone tatuate l’uso delle terme, mentre il 13 ha già adottato misure come gli adesivi per permettere l’accesso ai visitatori tatuati.

© 2016 – The Washington Post