Gonzalo Higuain dopo aver ricevuto un cartellino rosso, domenica scorsa contro l'Udinese (Dino Panato/Getty Images)
  • Sport
  • martedì 5 aprile 2016

Higuaín è stato squalificato per 4 giornate

Il miglior calciatore del Napoli – e dell'intero campionato – dovrà saltare alcune partite fondamentali, per una storia che fa discutere

Gonzalo Higuain dopo aver ricevuto un cartellino rosso, domenica scorsa contro l'Udinese (Dino Panato/Getty Images)

Gonzalo Higuaín, attaccante del Napoli, è stato squalificato per quattro giornate di campionato dal giudice sportivo dopo la sua espulsione – e le successive reazioni – nell’ultima giornata di Serie A, nella quale il Napoli ha giocato contro l’Udinese.

È stata la vicenda di cui si è discusso di più negli ultimi giorni, e probabilmente se ne parlerà ancora, per vari motivi: Higuaín è il calciatore più forte del Napoli e probabilmente dell’intera Serie A, ed è un calciatore solitamente molto sportivo e corretto; salvo la pena gli sia scontata in appello, il Napoli non potrà schierarlo in partite importanti contro l’Inter e la Roma; il Napoli si sta giocando in questo finale di stagione la possibilità di rimontare la Juventus al primo posto, mentre la Roma sta cercando di raggiungerla al secondo; molti tifosi del Napoli sostengono che in una simile circostanza di poco tempo fa un calciatore della Juventus, Leonardo Bonucci, non abbia ricevuto una sanzione altrettanto dura.

Durante la partita tra Udinese e Napoli di domenica scorsa Gonzalo Higuaín – che è anche capocannoniere della Serie A, con 30 gol segnati in 31 partite – è stato ammonito due volte e quindi espulso. La seconda ammonizione è arrivata per un fallo di reazione contro un calciatore dell’Udinese che lo aveva marcato stretto per tutta la partita. Dopo aver ricevuto il secondo cartellino giallo, Higuaìn ha perso le staffe, si è avvicinato minacciosamente all’arbitro mettendogli le mani sul petto ed è stato portato a fatica fuori dal campo dai compagni. Le motivazioni del giudice sportivo spiegano così la squalifica: «doppia ammonizione per proteste nei confronti degli
Ufficiali di gara e per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (una giornata); per avere inoltre, al 31° del secondo tempo, all’atto dell’espulsione, rivolto all’Arbitro un’espressione ingiuriosa e compiuto nei suoi confronti un gesto irriguardoso, fronteggiandolo e ponendogli entrambe le mani sul petto; per avere, infine, assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un avversario, venendo trattenuto dai propri compagni di squadra».

Chi critica la squalifica porta in sostanza due argomenti diversi. Il primo sostiene che la squalifica sia sproporzionata, per il danno che infligge al calciatore e al Napoli, specie visto che la reazione di Higuaìn all’espulsione per quanto scomposta non era stata violenta, ma solo espressione di frustrazione. Daniele Manusia, direttore dell’apprezzata rivista online di sport L’Ultimo Uomo, ha scritto su Twitter: «Un sistema che dà 4 giornate a Higuain per quella mezza reazione è ridicolo, indipendentemente dalle ragioni e dai regolamenti». Il secondo argomento – quello “complottista”, diciamo – sostiene invece che in una circostanza simile un calciatore di un’altra squadra non sarebbe stato sanzionato allo stesso modo. L’episodio più citato è una protesta di Leonardo Bonucci, difensore della Juventus, contro l’arbitro Nicola Rizzoli durante la recente partita tra Torino e Juventus.

Sui social network circola molto questa immagine, accompagnata da tweet e articoli che sostengono che Bonucci abbia dato addirittura una testata a Rizzoli ma sia stato punito solo con un’ammonizione e nessuna squalifica.

In realtà, a guardare i video e le foto scattate da un’altra prospettiva, la testa di Bonucci non tocca quella di Rizzoli: l’atteggiamento di Bonucci è comunque aggressivo, cosa per cui è stato ammonito, ma non sembra esserci nessun contatto. Dopo la partita lo stesso Rizzoli aveva detto: «Bonucci non ha dato nessuna testata, sia chiaro. Se ci facciamo condizionare da una fotografia… Guardando il video si capisce che non c’è stata alcuna testata. Protestava con l’addizionale Irrati, io l’ho portato via e ammonito perché continuava a protestare. È una cosa normalissima».

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