(AP Photo/Mike Groll, File)
  • Mondo
  • sabato 12 marzo 2016

Come se la sta cavando Bill de Blasio a New York?

Dopo mesi difficili ha rispettato un po' di promesse elettorali ed è tornato popolare, anche se rimane un problema di comunicazione

(AP Photo/Mike Groll, File)

Sono passati poco più di due anni dall’insediamento a sindaco di New York di Bill de Blasio, 54enne ex consigliere del consiglio comunale della città eletto nel 2013 dopo una campagna elettorale molto di sinistra. Della sua elezione e di de Blasio stesso si parlò molto alla fine del 2013: sia perché si portava dietro grandi promesse di giustizia sociale – New York di recente è stata governata prima dal Repubblicano Rudolph Giuliani e poi da Michael Bloomberg, imprenditore molto moderato e centrista – sia perché de Blasio era un personaggio molto particolare: è di Brooklyn, uno dei distretti più problematici della città, è sposato con una poetessa e consulente politica afroamericana con cui ha avuto due figli, prima del 2013 non aveva mai ricoperto cariche politiche importanti.

Due anni dopo, praticamente a metà del suo mandato, alcuni giornali americani hanno fatto il punto sul suo lavoro, sottolineando diversi meriti – come aver mantenuto le promesse elettorali sull’estensione degli asili nido gratuiti, l’insistenza sui progetti per nuove case popolari e l’ottimo stato dell’economia cittadina – ma criticando diversi aspetti della sua gestione, fra cui un problema di comunicazione – troppi equivoci e figuracce – e un cattivo rapporto con il governatore di New York, il Democratico Andrew Cuomo.

Cos’ha fatto, cosa vuole fare
Nei primi tempi molte delle iniziative di de Blasio sono state perlopiù simboliche: nel febbraio del 2014, per esempio, ha scelto di non partecipare alla storica parata di San Patrizio per via del divieto di esporre simboli riferibili alla comunità gay, cosa che ha fatto anche l’anno successivo. Nei primi mesi del suo mandato de Blasio ha anche annunciato che la polizia di New York – che negli anni ha ricevuto molte critiche per il suo duro atteggiamento nei confronti delle minoranze etniche – avrebbe sperimentato un programma per fare indossare delle telecamere ai propri agenti.

Il programma è effettivamente partito, così come diverse altre iniziative “radicali” di de Blasio, l’ultima delle quali è stata l’aumento dello stipendio minimo dei dipendenti pubblici della città – fra cui anche maestre e professori delle scuole comunali – a 15 dollari l’ora, più del doppio del salario minimo federale. De Blasio ha anche preso misure di buon senso e trasversalmente apprezzate, come la riduzione della pratica del cosiddetto “stop-and-frisk” – per mezzo della quale gli agenti di polizia della città possono fermare e perquisire chiunque, cosa che interessava soprattutto i cittadini afroamericani o ispanici – l’apertura di diversi centri di assistenza per i senzatetto, l’estensione dell’asilo gratuito per tutti i cittadini e l’espansione del programma di bike sharing, avviato sotto l’amministrazione di Michael Bloomberg.

In particolare, il nuovo approccio della polizia di New York – che prevede rapporti più amichevoli con i cittadini nei quartieri più difficili, meno controlli e perquisizioni e la parziale depenalizzazione del possesso di marijuana – ha ricevuto molti apprezzamenti, confortati anche dal tasso del crimine in costante declino dal 2014. Il New York Magazine spiega che «secondo i dati della polizia, nel 2015 c’è stato un complessivo calo del 2 per cento rispetto all’anno precedente di reati come omicidio, stupro, furti, violenza privata, rapina e furto d’auto. E il 2014 era già stato un anno in cui i tassi erano stati molto bassi». A dicembre del 2015 il commissario della polizia di New York William Bratton ha detto che il 2015 è stato «il più “sicuro” nella storia moderna, per quanto riguarda le attività criminali».

Uno dei programmi più ambiziosi di de Blasio, la costruzione o ristrutturazione di 200mila appartamenti di case popolari entro dieci anni, è stato avviato ma realizzato solo in parte: l’11 gennaio 2016 de Blasio ha detto che da quando è entrato in carica le autorità cittadine hanno ristrutturato o costruito 40.204 appartamenti, ma in molti hanno sottolineato che il futuro del progetto dipenderà anche dal mantenimento di una serie di agevolazioni fiscali per i costruttori che vanno pianificate e negoziate col governo statale. Una di queste, la cosiddetta 421a, è scaduta il 15 gennaio e non è ancora stata rinnovata: il 18 gennaio il governatore Andrew Cuomo ha spiegato che «al momento, non esiste un programma di case popolari attivo nella città di New York, e questa è una fonte di preoccupazione sia per il sindaco sia per me».

De Blasio in queste settimane è anche in mezzo a una “crisi dei senzatetto”, come l’ha chiamata il New York Times: si stima che a New York vivano per strada fra le tremila e le quattromila persone, mentre altre 58mila persone sono già ospitate dalle strutture della città: il loro numero è aumentato di circa 5.000 da quando de Blasio ha iniziato il suo mandato. Gli stessi centri di accoglienza si sono lamentati spesso di non essere finanziati a sufficienza dalle autorità cittadine, e diversi rapporti pubblicati in passato ne hanno denunciato le condizioni precarie. A dicembre il capo dell’agenzia cittadina che si occupa dei senzatetto è stato di fatto licenziato da de Blasio, che ha promesso un nuovo piano che però entrerà in funzione solamente a marzo. Un recente sondaggio effettuato a New York ha indicato che il 62 per cento dei cittadini contattati non è soddisfatto di come la città si è occupata dei senzatetto.

La valutazione della gestione economica e sociale di de Blasio alla fine è positiva, almeno secondo il New York Times, che fa notare che «raramente la città è stata meglio dal punto di vista economico»:

«Nei primi due anni di mandato, la città ha avuto un aumento dei posti di lavoro – 248mila – che negli ultimi 50 non ha mai sperimentato nell’arco di un biennio. Negli ultimi due anni gli stipendi dei lavoratori si sono alzati a ritmo costante, cosa che ha aiutato a bilanciare l’aumento del costo della vita. Le costruzioni di edifici residenziali e di uffici si stanno espandendo. Anche il turismo va benone».

Le critiche
Oltre a critiche alle sue stesse iniziative – sul fatto per esempio che il suo piano di case popolari sia eccessivamente costoso e ambizioso – a de Blasio vengono rimproverate diverse figuracce, oltre che i cattivi rapporti per esempio con il corpo di polizia della città o col governatore di New York Andrew Cuomo.

deblasioNegli ultimi mesi del 2014 diversi poliziotti di New York lo criticarono anche platealmente perché dopo l’omicidio di Eric Garner, un uomo nero ucciso dalla polizia durante un arresto, de Blasio aveva detto di aver consigliato a suo figlio Dante, che è nero, di «stare molto attento durante ogni suo contatto con la polizia». I rapporti con Cuomo invece sono tesi sin dalla sua elezione: il Washington Post ricorda per esempio che «quando il governatore accettò di finanziare in parte il nuovo programma sugli asili, de Blasio – invece di portare a casa la vittoria – gli chiese di farlo tassando i più ricchi e Cuomo rifiutò». Qualche mese dopo, un consulente di Cuomo disse al Wall Street Journal che de Blasio era «imbranato e incompetente». Ancora il Washington Post ricorda che ultimamente de Blasio ha anche gestito male il suo endorsement per Hillary Clinton: il suo appoggio è arrivato a campagna elettorale abbondantemente iniziata, nonostante in passato de Blasio abbia guidato lo staff elettorale di Clinton alle elezioni del Senato nel 2000.

De Blasio si è difeso dalle accuse spiegando che si tratta solamente di problemi di comunicazione, e alla fine del 2015 si è impegnato a «comunicare in maniera chiara». Il suo tasso di popolarità è sempre comunque piuttosto alto, e si è ripreso dopo una leggera flessione a fine 2015: secondo il Wall Street Journal è oggi al 50 per cento.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.