(Dal film "Ave, Cesare!")

Stasera cinema?

Se vi piacciono i fratelli Coen decisamente sì, perché è uscito "Ave, Cesare!", e anche se vi piace Brizzi o la saga di "Divergent"

(Dal film "Ave, Cesare!")

Nei cinema italiani le settimane dopo gli Oscar si dividono tra film della “nuova stagione” e film della “passata stagione”, che arrivano in Italia magari proprio dopo aver vinto qualche importante premio (una cosa che di solito fa molto bene agli incassi di un film). La settimana scorsa è uscito Roomgrazie al quale Brie Larson ha vinto l’Oscar come Miglior attrice protagonista. Questa settimana niente film da Oscar, invece. Ci sono comunque dei film interessanti: Ave, Cesare! è il nuovo film dei fratelli Coen, una commedia colta e interessante sulla Hollywood degli anni Cinquanta; Allegiant è il nuovo capitolo della saga iniziata con Divergent e molto seguita soprattutto dagli adolescenti; Forever Young è una commedia italiana diretta da Fausto Brizzi; Weekend è invece un film drammatico che parla della storia d’amore tra due uomini.

Questa settimana ci sarà in alcuni cinema anche Kung Fu Panda 3. Si tratta però di anteprime, la vera uscita del film sarà il 17 marzo: è una questione piuttosto intricata ed è spiegata qui.

Ave, Cesare!

È il nuovo film dei fratelli Joel ed Ethan Coen, la coppia di registi e sceneggiatori statunitensi famosa soprattutto per Fargo, Il Grande Lebowski e Non è un paese per vecchi. Il film è ambientato negli anni Cinquanta e il protagonista è Eddie Mannix (Josh Brolin), un uomo che lavora come “facilitatore” per i film realizzati dal suo studio cinematografico, la Capitol Pictures: Mannix deve per esempio controllare che le riprese vadano secondo i piani e tenere a bada capricci e vizi degli attori, evitando che i particolari delle loro vite private diventino pubblici. Nel cast ci sono George Clooney (che interpreta un famoso attore impegnato a girare un film sull’antica Roma), Scarlett Johansson (che interpreta una star di film con coreografie acquatiche), Channing Tatum (nel ruolo di un attore di musical e ballerino di tip tap) e Ralph Fiennes (che interpreta un regista di film drammatici e sofisticati).

Ave, Cesare! è una commedia ma c’è anche molto altro: è la storia di un rapimento, è una dichiarazione d’amore (secondo altri una critica) alla Hollywood di quegli anni ed è un film che, come succede quasi sempre con i Coen, ha molti possibili livelli di lettura. Slate spiega per esempio quanto Ave, Cesare! abbia a che fare con il modo in cui comunismo e omosessualità erano trattati negli Stati Uniti (e nella Hollywood) degli anni Cinquanta. Ave, Cesare! è costato circa 20 milioni di euro e nelle ultime settimane ne ha già incassati più del doppio. I voti dati al film dagli spettatori su IMDB e Rotten Tomatoes sono pienamente sufficienti, ma non arrivano ai picchi di altri film dei fratelli Coen: su IMDB la media fra 20mila voti è di 6,8 su 10; il voto di Ave, Cesare! su Rotten Tomatoes è 2,9 su 5, ottenuto facendo la media tra circa 30mila voti.

– Prima o dopo il film: qualche settimana fa è uscito nei cinema L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo. Anche quel film racconta a suo modo la Hollywood di quegli anni e in particolare la questione legata al comunismo che viene fuori anche in Ave, Cesare!. Il film su Trumbo è al momento in quel limbo in cui non lo si può vedere né al cinema né altrove. Intanto si può leggere la storia di Trumbo, che aiuta a capire di più parte di quello che succede in Ave, Cesare!.

The Divergent Series: Allegiant

Allegiant è nei cinema italiani dal 9 marzo ed è il terzo film della saga cinematografica tratta dalla trilogia di romanzi scritti da Veronica Roth tra il 2011 e il 2013. La protagonista della saga è una ragazza che, in un futuro post-apocalittico, lotta contro un regime dispotico. Allegiant è il penultimo film della saga e racconta la prima metà del libro Allegiant: la saga cinematografica finirà nel 2017, quando la seconda metà del libro diventerà il film The Divergent Series: Ascendant. Il film è diretto da Robert Schwentke, già regista del secondo film della saga, e gli attori sono sempre Shailene Woodley e Theo James, che interpretano Tris e Quattro: i due – che nel film sono una coppia – sono i capi di una ribellione contro un governo dispotico.

Allegiant è ambientato in un futuro post-apocalittico: nei primi due film, Tris, Quattro e tutti gli altri personaggi vivevano in una città circondata da mura, senza sapere cosa ci fosse fuori: ora lo scoprono (qui c’è una sintesi un po’ più dettagliata dei primi due filmDivergent e Insurgent). Una delle più importanti persone che ci sono fuori dal muro è il potente e ambiguo David, interpretato da Jeff Daniels. Allegiant è uscito in Italia prima che in quasi tutto il resto del mondo e negli Stati Uniti arriverà solo il 18 marzo. Le recensioni degli spettatori sono quindi poche, ci sono però quelle dei critici, che sono in generale pessime. La rivista britannica Empire ha scritto che «anziché portare la chiarezza di cui c’era bisogno, Allegiant aggiunge una disorientante mitologia, che sconcerta e confonde». Jordan Mintzer di Hollywood Reporter ha scritto che «per essere un film che fa gran vanto della sua eroina anticonformista, praticamente ogni cosa che c’è in Allegiant è molto convenzionale». Per sintetizzare un’opinione comune: alcune cose della trama non sono ben spiegate, altre sono troppo banali e prevedibili.

– Prima o dopo il film: Oltre che per i film in cui ha interpretato Tris, negli ultimi anni Woodley è diventata famosa (ed è stata apprezzata come attrice) per essere stata Hazel Grace Lancaster nel film Colpa delle stelle in cui, tra le altre cose, si innamora dell’attore che in Allegiant interpreta suo fratello.

Forever Young

Il regista è Fausto Brizzi – quello di Notte prima degli esamiEx e Indovina chi viene a Natale? – e nel cast ci sono Fabrizio Bentivoglio, Teo Teocoli, Sabrina Ferilli, Claudia Zanella, Stefano Fresi e Pasquale Petrolo (più noto come Lillo, del duo comico Lillo & Greg). Forever Young è una commedia corale che racconta le vite di alcuni più-o-meno cinquantenni (qualcuno dei protagonisti ha qualche anno in meno, altri ne hanno un po’ di più) che sono quasi tutti accomunati dal sentirsi ancora giovani o dal voler comunque provare a esserlo o sembrarlo. Una delle frasi usate per promuovere Forever Young è «per crescere c’è sempre tempo» e i primi secondi del trailer iniziano con un ironico «dal regista di Notte prima degli esami e Maschi contro femmine, una nuova commedia sui giovani di oggi».

A molti critici il film non è piaciuto un granché: Paolo D’Agostini ha scritto su Repubblica che «ci sono buoni spunti ma il film la butta in caciara» e Paolo Mereghetti ha scritto sul Corriere della Sera che Forever Young è un’occasione sprecata e la commedia “non diventa mai vera storia ma solo occasione per inanellare battute e sorrisi». Paola Casella ha scritto su MyMovies che in Forever Young Brizzi «perde l’occasione di girare un film veramente importante, edulcorando gli aspetti più dolorosi e amari dell’età che avanza». Secondo Casella, «se il contrasto da illustrare era quello fra “il nuovo che avanza contro il vecchio che non molla”, il linguaggio del racconto avrebbe dovuto essere meno “antico”, e lo spazio per il nuovo – in termini di soluzioni creative e di coraggio nell’essere scomodi e sgradevoli – più ampio». Nel suo primo giorno nei cinema, il 10 marzo, Forever Young  è stato il quinto film più visto (sono andati a vederlo poco più di 11mila persone).

– Prima o dopo il film: Una commedia italiana che si è a suo modo occupata di adulti che per motivi diversi si trovavano a fare i giovani è Immaturi, un film del 2010 con Paolo Genovese.

Weekend

È un film drammatico diretto da Andrew Haig, il regista di 45 anni (un film che racconta un grande sconvolgimento nella vita una coppia che abita nella campagna inglese e che si appresta a festeggiare i 45 anni di matrimonio). Weekend è un film del 2011 ma è uscito in Italia solo ora: racconta la storia d’amore tra due uomini, Russell e Glen, che si incontrano una notte in un locale e trascorrono insieme un weekend. Il film è piaciuto molto sia al pubblico che alla critica ed è uscito il 10 marzo. Sarà però un problema trovare un cinema che lo faccia vedere: sono 11 in tutta Italia.

Le sale cinematografiche in cui si può vedere Weekend sono state segnalate dalla Stampa, che ha aggiunto che uno dei motivi per cui il film è in così poche sale ha a che fare con il giudizio negativo che ne ha dato la “Commissione nazionale per la valutazione dei film”, un organo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Secondo la Commissione, “la pellicola è sconsigliata, inutilizzabile e scabrosa“. Scrive La Stampa:

La Commissione della Cei valuta tutti i film che escono in Italia per dare delle linee guida per la programmazione delle 1.126 Sale della Comunità, cioè quelle ecclesiastiche. Quello che molti non sanno, però, è che tra queste non ci sono solo piccoli cinema parrocchiali ma molte sale del cosiddetto circuito d’eccellenza. Sono cinema a gestione laica ma che devono attenersi alle indicazioni della Commissione, che può quindi impedire la proiezione di film che sono già passati al vaglio dei controlli del Ministero dei Beni Culturali.

Peggy Guggenheim: Art Addict

Non c’entra la CEI ma anche questo film uscirà da lunedì 14 marzo in pochissime sale. È un documentario della regista Lisa Immordino Vreeland e racconta la storia di Peggy Guggenheim, una famosa e importante collezionista d’arte statunitense morta nel 1979. Repubblica scrive:

Grazie a un accesso senza precedenti ai materiali d’archivio, e in particolare alle registrazioni di una lunga intervista rilasciata poco prima della morte e finora considerata perduta, il documentario offre – anche attraverso la vera voce di Peggy Guggenheim – il ritratto di una figura sempre in anticipo sui tempi, anticonformista e “scandalosa”.

Intanto nei cinema ci sono anche i film usciti nelle ultime settimane. Tra cui:

– Room: Era candidato a quattro premi Oscar – Miglior film, Miglior regia, Migliore sceneggiatura non originale e Miglior attrice protagonista – e ne ha vinto uno. Il regista è Lenny Abrahamson – quello di Frank, il film con il personaggio con una maschera di cartapesta in testa – e la storia è tratta dal romanzo Stanza, letto, armadio, specchio di Emma Donoghue. Libro e film raccontano la storia di Joy, una ragazza di 24 anni che da sette vive reclusa in una stanza dopo che un uomo – chiamato “Old Nick” (che in inglese è uno dei nomi del diavolo) – l’ha rapita. La donna ha anche un figlio, nato da uno dei rapporti sessuali a cui è stata costretta dal suo rapitore. Il figlio ha cinque anni e ha vissuto tutta la sua vita nella stanza dove è rinchiusa sua madre. Di Room si è parlato benissimo.

– Legend: è nei cinema dal 3 marzo e racconta la storia dei gemelli Kray, due famosi gangster della Londra degli anni Sessanta. Il film è tratto dal libro The Profession of Violence: The Rise and Fall of the Kray Twins, scritto nel 1972 da John Pearson. A interpretare i due gemelli Kray – Ronald e Reginald – è un solo attore: Tom Hardy. Hardy, anche lui britannico, è uno degli attori i cui film sono andati meglio negli ultimi anni: ha recitato in Inception, Il cavaliere oscuro – Il ritorno e Lawless e nel 2015 ha avuto un ruolo da protagonista in Mad Max: Fury Road e uno piuttosto importante in The Revenant. Due film che insieme hanno vinto sei Oscar (avevano 22 nomination).

Revenant – Redivivo: il regista è Alejandro González Iñárritu e l’attore protagonista è Leonardo DiCaprio, che ha vinto l’Oscar per il miglior attore, il primo della sua carriera. Revenant – Redivivo si ispira alla storia vera di Hugh Glass, che viene attaccato da un orso, abbandonato dai suoi compagni, dato per morto e tradito dall’uomo che si offre di seppellirlo. Da solo in un territorio difficile – e molto, molto freddo – dovrà sopravvivere e trovare chi l’ha abbandonato per vendicarsi.

– Suffragette: è il film che racconta la storia di alcune donne britanniche che nei primi anni del Novecento lottarono per ottenere, tra le altre cose, il diritto al voto. È stato diretto dalla regista britannica Sarah Gavron e nel cast ci sono Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Anne-Marie Duff e, con un piccolo ruolo, Meryl Streep. Tutti i personaggi sono ispirati in varia misura a persone realmente esistite, così come lo sono le vicende raccontate: ispirate ai fatti avvenuti tra il 1912 e il 1918 in Inghilterra che portarono all’approvazione nel 1928 della prima legge sul voto alle donne. Alcuni critici hanno riconosciuto al film il merito di aver fatto conoscere qualcosa in più sulle vicende e i personaggi di quegli anni; altri hanno invece criticato le eccessive semplificazioni di Suffragette, accusandolo per esempio di essere un film “troppo facile”.