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  • martedì 8 Marzo 2016

Un po’ di pagine del nuovo numero di Studio

Il primo numero di una “nuova fase di rilancio e ampliamento” della rivista esce con due copertine, una con Kevin Spacey e una con Federico Marchetti

Mercoledì 9 marzo esce in edicola il nuovo numero del trimestrale Studio. È passato un po’ più tempo del solito dal numero precedente perché, spiega Studio, questo è il primo di una “nuova fase di rilancio e ampliamento”.

Esce con due copertine: in una c’è l’attore americano Kevin Spacey, intervistato da Studio su House of Cards e altre cose di cinema e serie tv. Sull’altra c’è Federico Marchetti, fondatore e CEO di Yoox, sito di e-commerce di moda di successo che si è fuso pochi mesi fa con Net-à-Porter. Tra le altre cose, in questo numero di Studio si parla anche di affumicatura, di Bruxelles e dello smantellamento delle centrali nucleari in Italia (in un articolo di Davide De Luca del Post e Giovanni Zagni). Poi ci sono 7 brevi interviste a 7 persone che vivono a Bruxelles (è davvero “la nuova Berlino”?) e un reportage di Gianluigi Ricuperati con fotografie di Giovanna Silva dal Kenya, dove hanno seguito l’ultimo rinoceronte bianco sulla faccia della Terra.

Ci siamo: dopo lunga attesa, mercoledì 9 marzo torna in edicola Studio. E ci torna con un numero tutto nuovo, sotto molti punti di vista: una nuova veste grafica, una nuova scansione dei contenuti, un team redazionale migliorato nella quantità e nella qualità. Insomma, il numero di Studio che troverete in edicola dal 9 marzo, è il primo di una fase nuova che si apre, una fase di rilancio e di ampliamento del nostro progetto editoriale.

Per celebrare tutto ciò abbiamo deciso di uscire addirittura con due copertine. In una ci troverete Kevin Spacey. Il motivo lo capite da voi: sono le ore in cui ricomincia House of Cards, giunto alla sua quarta stagione, che in Italia sarà trasmessa in esclusiva su Sky Atlantic. La serie televisiva, e la politica in generale, sono ovviamente state argomento di discussione nell’intervista che abbiamo fatto all’attore americano, ma non l’unico: si è parlato anche e soprattutto dei nuovi modelli e delle nuove frontiere del cinema e della tv, e di conseguenza del suo ruolo di produttore.

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