Una modella sfila per Stella Jean alla settimana della moda di Milano, 21 settembre 2013. (AP Photo/Giuseppe Aresu)
  • Moda
  • venerdì 4 marzo 2016

I nuovi nomi della moda italiana

Che è cambiata tantissimo negli ultimi cinque anni e non ha più per protagonisti soltanto Armani, Valentino e Versace

di Enrico Matzeu – @ematzeu
Una modella sfila per Stella Jean alla settimana della moda di Milano, 21 settembre 2013. (AP Photo/Giuseppe Aresu)

Negli ultimi anni la settimana della moda di Milano è cambiata parecchio, soprattutto dal punto di vista creativo, e in parte anche economico. Un tempo era la città dei grandi nomi della moda, da Giorgio Armani a Gianni Versace mentre oggi ci sono anche stilisti emergenti ad attirare l’attenzione di stampa ed esperti internazionali con loro collezioni, particolarmente originali e piene di nuove idee. La giornalista Elizabeth Paton racconta sul New York Times chi sono i più importanti e quali sono le loro innovazioni.

Nel 2014 la moda ha fatturato 61 miliardi di euro e secondo gli analisti nel 2015 potrebbe arrivare a 65 miliardi, circa il 7 per cento in più: ha quindi un peso notevole nell’economia italiana e per mantenerlo deve trovare sempre qualcosa di nuovo da dire. Negli ultimi cinque anni ci sono stati molti cambiamenti, e nuovi giovani stilisti hanno aperto le loro aziende o hanno iniziato a collaborare con storiche e importanti case di moda, di cui hanno rilanciato lo stile. Il 2015 è stato particolarmente importante perché Carlo Capasa è diventato nuovo presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, l’ente che organizza le sfilate e le principali iniziative legate alla moda. Ha subito preso decisioni per lasciare spazio ai più giovani, primo tra tutti il Fashion Hub per la settimana della moda di Milano, un padiglione in piazza Gae Aulenti dedicato ai nuovi marchi e stilisti. Secondo Capasa oggi l’Italia è il posto giusto per un giovane stilista: «abbiamo un patrimonio storico importante, una base manifatturiera e stiamo lavorando più che mai per formare talenti emergenti e per integrarli nell’ecosistema».

In Italia ci sono anche molti concorsi che aiutano i nuovi talenti a farsi conoscere; quello più importante dal punto di vista anche economico è “Who Is On Next?”: è organizzato da Vogue Talents e si tiene per le collezioni maschili a giugno all’interno di Pitti Uomo e per quelle femminili a luglio ad Alta Roma, la settimana dell’alta moda italiana. Da questo concorso sono usciti ad esempio Marco De Vincenzo e Stella Jean, due tra gli stilisti più interessanti del momento. De Vincenzo ha ricevuto anche il LVMH Prize nel 2014, un importante premio consegnato dal gruppo del lusso. Ha lavorato per 13 anni nell’ufficio stile di Fendi e poi ha aperto una sua linea: sfila a Milano dal 2010 e negli ultimi due anni ha avuto molto successo, soprattutto grazie all’intensa ricerca su materiali e colori. I suoi vestiti compaiono spesso sulle riviste di moda e sono indossati da persone famose in cinema e in tv (lo ha fatto per esempio Virginia Raffaele nell’ultima serata di Sanremo 2016). De Vincenzo sostiene che la moda è molto cambiata negli ultimi cinque anni, quando ha iniziato a concentrarsi sulla sua tradizione senza inseguire le tendenze del momento.

Un po’ di sfilate di Marco De Vincenzo

Stella Jean è una stilista italo-haitiana che lavora a Roma e sfila a Milano. Il successo è arrivato nel 2013 dopo che fu ospitata da Giorgio Armani al Teatro Armani, dove fa solitamente sfilare le sue collezioni. Da quel momento in molti si sono interessati al suo stile, che mescola tessuti e fantasie esotiche tipiche di Haiti allo stile occidentale contemporaneo. Per Jean è importante il dialogo con i grandi nomi della moda, e da questo punto di vista Armani, che trova spesso nuovi talenti, le è stato molto di aiuto.

Le sfilate di Stella Jean

Anche Dolce & Gabbana ha un progetto per sostenere i nuovi nomi della moda: nel concept store Spiga 2, in via della Spiga a Milano, ospitano i lavori dei loro stilisti emergenti preferiti. Tra questi c’è stato anche Fausto Puglisi, diventato famoso negli ultimi tre anni. Puglisi andò negli Stati Uniti a 22 anni dove divenne il costumista di Whitney Houston e l’assistente del fotografo David LaChapelle. Nel 2012 lavorò come direttore creativo del marchio francese Emanuel Ungaro e dal 2013 sfila a Milano con la propria collezione. I suoi abiti sono molto opulenti, hanno spesso applicazioni di cristalli e dettagli dorati, e per questo piacciono molto alle pop star come Lady Gaga e Madonna, che li indossano spesso in tour. Puglisi è anche comparso sul palco insieme a Madonna quando si è esibita a Torino nel suo ultimo tour.

Un po’ di creazioni di Fausto Puglisi

La nuova creatività della moda italiana è favorita anche dall’arrivo, negli ultimi due anni, di nuovi direttori creativi in aziende importanti: Alessandro Michele da Gucci, Massimo Giorgetti da Emilio Pucci (che ha anche un proprio marchio: MSGM), Massimiliano Giornetti da Salvatore Ferragamo e Rodolfo Paglialunga da Jil Sander. Paglialunga è molto apprezzato per come sta ridefinendo lo stile del marchio tedesco, che disegna dal 2014. Si è formato all’Istituto Marangoni di Milano; negli anni Novanta ha lavorato nell’ufficio stile di Romeo Gigli, poi ha passato dieci anni a Prada e infine è stato direttore creativo del marchio Vionnet.

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