Che cos’è la microcefalia

I ricercatori sospettano che la recente diffusione del virus Zika possa essere una delle cause di questa malattia rara, che porta a gravi malformazioni

Le autorità sanitarie internazionali stanno indagando su migliaia di casi di microcefalia segnalati negli ultimi mesi in Sudamerica, soprattutto in Brasile, e che potrebbero essere legati alla rapida diffusione del virus Zika, definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità un’”emergenza sanitaria di livello globale”. Il virus provoca di solito sintomi blandi, come febbre e sfoghi cutanei, ma i ricercatori sospettano che possa essere il responsabile di alcune malformazioni nei feti, dovute al contagio delle future madri in seguito al morso di una zanzara, la principale via di trasmissione dello Zika. Solo in Brasile dallo scorso ottobre sono stati segnalati oltre 4mila casi di microcefalia, un numero ben al di sopra della media dei casi che si verificano annualmente nel paese. Per ora solo alcune centinaia di diagnosi di microcefalia sono state confermate dalle autorità sanitarie, mentre si attendono indicazioni più concrete circa il rapporto tra i contagi da Zika e la malattia.

Cos’è la microcefalia
La microcefalia è una malformazione neurologica dovuta al mancato pieno sviluppo della scatola cranica. Semplificando, la testa del neonato non cresce in proporzione con il resto del corpo, mantenendo dimensioni al di sotto della media con il cervello che quindi non sviluppa tutte le proprie funzionalità. I neonati affetti da microcefalia hanno di solito difetti neurologici molto marcati con attacchi di vario tipo, che possono essere mortali. In alcuni casi i difetti cognitivi sono visibili da subito, mentre quelli legati alle funzioni motorie diventano evidenti nelle fasi successive della crescita.

Talvolta i bambini affetti da microcefalia nascono con una testa proporzionata al resto del corpo, che però nei mesi seguenti non continua a crescere e a svilupparsi come il resto. In altri casi, i neonati mostrano già uno sviluppo della testa inferiore rispetto alla media. Di solito il viso continua a crescere normalmente, mentre il cranio non si sviluppa e rende evidente la condizione medica. La microcefalia può essere accompagnata da uno sviluppo al di sotto della media anche del resto del corpo. Le capacità cognitive e motorie variano moltissimo a seconda dei casi, e possono essere più o meno gravi.

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Cosa causa la microcefalia
Attualmente non sono completamente noti i meccanismi e le cause che portano alla microcefalia. Sulla base dei sintomi iniziali, poco dopo la nascita o durante esami diagnostici sulle madri come l’ecografia, si determina se il paziente soffra di microcefalia congenita o stia sviluppando la malattia nei primi anni di vita per altre cause esterne. Secondo le ricerche svolte finora, può essere dovuta a condizioni già note che causano una crescita anormale del cervello e di conseguenza della scatola cranica, oppure a sindromi genetiche dovute a modifiche nei cromosomi. La lista di possibili cause è comunque molto lunga.

“Microcefalo”
La microcefalia è una malattia piuttosto rara, ma conosciuta da secoli, anche perché i suoi principali sintomi sono piuttosto evidenti. Benché poco rispettoso e inappropriato, il termine “microcefalo” viene usato ancora oggi come insulto per indicare una persona che non brilla per intelligenza. Tra il XIX e il XX secolo, le persone affette da microcefalia erano spesso assunte nei circhi e in altri spettacoli itineranti e presentati come specie diverse da quella umana, talvolta come “uomini scimmia”. Il film Freaks del 1932 racconta proprio la vita e le vicende dei cosiddetti “fenomeni da baraccone”, persone con varie deformazioni fisiche compresa la microcefalia che lavorano in un circo dimostrando di avere sentimenti e di provare emozioni come tutti gli altri.

Cura
Attualmente non è conosciuta nessuna cura per la microcefalia. I trattamenti sono indirizzati ad attenuare il più possibile i sintomi, aiutando dove possibile le persone che ne sono affette a condurre una vita normale e a ridurre le difficoltà legate alle loro disabilità.

Microcefalia e Zika
Il virus Zika non è particolarmente pericoloso e si stima che meno del 20 per cento delle persone contagiate manifestino sintomi, come febbre, sfoghi cutanei, dolori alle ossa e congiuntivite che di solito spariscono entro una settimana. A oggi non è noto un solo caso mortale di infezione da virus Zika, ma ci sono sospetti circa un suo ruolo nell’aumento dei casi di microcefalia nel Sudamerica, dove il virus si è diffuso molto nell’ultimo anno.

Al momento non è chiaro se effettivamente lo Zika porti alla microcefalia nel caso in cui siano contagiate donne in stato di gravidanza, ma per le autorità sanitarie il virus resta uno dei principali indiziati. Questo non significa che in generale lo Zika è l’unica causa della microcefalia, ma semmai che potrebbe aggiungersi alla lista già piuttosto lunga di condizioni che possono causare la malattia. Sono in corso ulteriori ricerche per comprendere meglio il presunto legame tra Zika e microcefalia: fino a quando non ci saranno informazioni più concrete, le autorità sanitarie a partire dall’OMS consigliano di applicare il principio di precauzione. Alle donne incinte o che stanno provando ad avere un bambino viene consigliato di non recarsi nei paesi dove il numero di contagi è molto alto, come gli stati Sudamericani. Per le donne in stato di gravidanza in quei paesi il consiglio è di proteggersi il più possibile dalle zanzare, per evitare il contagio.