Un operatore al lavoro per fumigare i nidi delle zanzare in un quartiere di Tegucigalpa, Honduras (ORLANDO SIERRA/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • martedì 2 Febbraio 2016

Il virus Zika è un’emergenza sanitaria

Lo ha detto l'OMS per i sospetti casi di microcefalia legati al virus e la sua rapida diffusione nelle Americhe, ma è più una decisione "politica"

Un operatore al lavoro per fumigare i nidi delle zanzare in un quartiere di Tegucigalpa, Honduras (ORLANDO SIERRA/AFP/Getty Images)

Lunedì l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la diffusione del virus Zika nelle Americhe un’”emergenza globale” e ha invitato tutti i paesi a collaborare, in modo da tenere sotto controllo il numero dei contagi. Il virus non causa sintomi molto gravi, di solito febbre e sfoghi cutanei, ma si teme che possa essere legato ad alcune malformazioni – come la microcefalia – tra i feti, nel caso in cui sia trasmesso a donne incinte: in Brasile ne sono stati segnalati quasi 4mila casi dallo scorso ottobre, ma solo alcune centinaia di questi sono stati verificati e confermati dalle autorità sanitarie. La dichiarazione di “emergenza globale” consentirà di dare più risorse per contrastare il virus, che si diffonde principalmente attraverso il morso delle zanzare, come avviene per altre malattie come la febbre gialla e la dengue.

Il direttore generale dell’OMS, Margaret Chan, ha detto che l’alto numero di contagi da Zika è “un evento straordinario” e che deve essere contrastato come tale: “Oggi vi dico che i recenti casi di microcefalia e altre anomalie neurologiche riscontrati in America Latina e quelli simili rilevati in Polinesia nel 2014 costituiscono un’emergenza sanitaria pubblica di rilievo internazionale”. L’obiettivo delle autorità sanitarie deve essere proteggere le donne in stato di gravidanza e di contrastare la diffusione delle zanzare nelle aree più a rischio, ha aggiunto Chan. L’OMS consiglia alle donne che aspettano bambini di evitare viaggi nei paesi dove lo Zika è attualmente più diffuso, quindi Sud e Centro America, e di rivolgersi a un medico per avere consigli su come proteggersi al meglio dalle zanzare se vivono in quei paesi.

Con la dichiarazione di una “emergenza sanitaria pubblica di rilievo internazionale” (PHEIC) l’OMS in pratica avvisa gli stati del mondo, e le loro autorità competenti, circa un potenziale pericolo legato a una malattia che ha iniziato a diffondersi molto rapidamente e che potrebbe portare a conseguenze serie: serve per fare in modo che i paesi si attivino e dedichino risorse per arginare la sua diffusione, prima che sia troppo tardi e più complicato intervenire. L’emergenza viene decisa da un comitato di esperti, che valuta la situazione e consiglia poi al direttore generale che cosa fare. Il comitato sul virus Zika si è riunito ieri per la prima volta e Chan ha seguito il suo parere, dichiarando l’emergenza.

Storicamente l’OMS non ha fatto ricorso molto spesso a questo tipo di avviso, ma negli ultimi anni – anche in seguito ad alcune polemiche sul ritardo con cui si è attivata per particolari crisi – le emergenze sono state dichiarate con più frequenza. Nel 2009 ne fu decisa una per l’epidemia da influenza suina (H1N1), nel maggio del 2014 fu la volta di un’emergenza legata alla poliomielite che rischiava di ritardare o compromettere la sua eradicazione, infine nell’agosto dello stesso anno ne fu dichiarata una per il crescente numero di contagi da virus ebola nell’Africa occidentale.

In un certo senso la PHEIC può essere considerata uno strumento politico, uno dei pochi su cui l’OMS può fare leva nel caso di problemi da affrontare in termini rapidi: dice ai paesi del mondo che è necessario coordinarsi e destinare fondi contro la diffusione di una malattia che potrebbe avere effetti su larga scala. Come ha dimostrato il caso di ebola negli ultimi due anni, una dichiarazione di questo tipo non è comunque sufficiente per risolvere il problema. Molti stati non hanno le capacità e le risorse per arginare le epidemie e organizzare una risposta sanitaria richiede comunque tempo. È inoltre la prima volta nella storia che l’OMS dichiara un’emergenza legata a una malattia trasmessa dal morso delle zanzare, per sua natura più complicata da contenere.

mappa-zika

La notizia dell’emergenza sanitaria sta facendo scalpore, ma non deve portare a eccessivi allarmismi. La dichiarazione dell’OMS è soprattutto legata ai casi sospetti di microcefalia e non alla malattia di Zika in sé, che porta a sintomi piuttosto blandi e dai quali si guarisce in una settimana al massimo, facendo ricorso se necessario ai normali farmaci per tenere sotto controllo la febbre. Al centro dell’emergenza ci sono le malformazioni e la necessità di studiare meglio il fenomeno, per capire se effettivamente il virus abbia un ruolo di qualche tipo.

Lo Zika (ZIKV) fa parte della famiglia di virus in cui sono compresi quelli della febbre gialla e della dengue, viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare appartenenti al molto diffuso genere Aedes: gli insetti mordono una persona infetta, diventano vettori del virus e quando mordono di nuovo lo trasmettono a una persona sana. Il più alto numero di contagi da virus Zika è stato rilevato nell’ultimo anno in Brasile: l’OMS stima che le persone infettate siano state tra le 500mila e gli 1,5 milioni.

Il virus Zika è conosciuto da decenni e finora non è stato mai confermato un caso di morte direttamente collegato alla malattia. Trasmettendosi con le zanzare, lo Zika è comunque altamente infettivo e si sta quindi valutando lo sviluppo di un vaccino per immunizzare la popolazione più a rischio, anche per evitare possibili mutazioni virali. Negli Stati Uniti sono in corso ricerche per sviluppare vaccini contro lo Zika. Uno di questi è basato sul vaccino (in fase di studio) per il virus del Nilo occidentale, che potrebbe essere riadattato contro lo Zika in tempi rapidi, tali da consentire l’avvio dei primi test clinici entro fine anno. La dichiarazione dell’emergenza potrebbe accelerare ulteriormente le attività di ricerca per la produzione di un vaccino.