Narendra Modi (ROBERTO SCHMIDT/AFP/Getty Images)
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  • martedì 2 febbraio 2016

Una strana lettera sui marinai italiani accusati in India e il governo italiano

Un ex consulente di Finmeccanica sostiene che il governo indiano abbia chiesto a quello italiano prove su un caso di corruzione internazionale in cambio di una mano sul caso di Latorre e Girone

Narendra Modi (ROBERTO SCHMIDT/AFP/Getty Images)

Christian Michel, ex consulente inglese di AgustaWestland, una società legata a Finmeccanica, ha scritto una lettera pubblica accusando il governo indiano di aver offerto all’Italia la libertà di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – i due militari italiani accusati di avere ucciso due pescatori all’interno delle acque territoriali indiane – in cambio di informazioni che collegassero Sonia Gandhi (presidente del principale partito di opposizione al primo ministro Narendra Modi) e la sua famiglia a una truffa legata alla vendita di elicotteri. La lettera è stata inviata al Tribunale internazionale del diritto del mare (un organo indipendente delle Nazioni Unite, con sede ad Amburgo) e anche alla Corte permanente di arbitrato dell’Aja (CPA, un’organizzazione internazionale per facilitare la risoluzione delle controversie fra stati).

AgustaWestland è una multinazionale italo-britannica che realizza e costruisce elicotteri: fino a poco tempo fa era una società controllata direttamente da Finmeccanica, che ne possedeva l’intera proprietà, dal 1 gennaio 2016 le sue attività sono confluite nel settore Elicotteri di Finmeccanica. La vicenda a cui fa riferimento la lettera riguarda presunte tangenti per circa 50 milioni di euro che sarebbero state pagate nel 2010, quando Giuseppe Orsi era amministratore delegato di AgustaWestland, per aggiudicarsi la vendita di 12 elicotteri modello AW101 al governo indiano. Per favorire il gruppo italiano, persone collegate allo stato maggiore militare indiano fecero modificare il bando in alcuni aspetti tecnici. La gara si concluse l’8 febbraio 2010 con la vittoria di Finmeccanica. I primi modelli furono consegnati nel dicembre del 2012. Il valore complessivo dell’appalto era circa 550 milioni di euro. Nel 2013 alcuni dirigenti di Finmeccanica vennero accusati in Italia di aver corrotto dei funzionari indiani attraverso Michel e un altro intermediario, Ralph Haschkee. Giuseppe Orsi venne arrestato e anche le autorità dell’India avviarono un’inchiesta sull’acquisto degli elicotteri, che è ancora in corso e che coinvolge i due intermediari, compreso Michel, che attualmente si trova a Dubai.

Christian Michel ha detto al Calcutta Telegraph di essere consapevole «che si tratta di gravi accuse». La lettera è del 23 dicembre 2015 e dice che il primo ministro Narendra Modi aveva fatto l’offerta durante un incontro con il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi a New York nel settembre 2015, quando entrambi avevano partecipato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Michel ha parlato di un “brush-by”, cioè di un incontro non pianificato tra i due leader, e ha anche detto di essere disposto a rivelare le sue fonti in maniera riservata al tribunale. Nella lettera si dice: «Il primo ministro indiano ha proposto al primo ministro italiano che in cambio di qualche prova che il consigliere chiave di Finmeccanica/AgustaWestland (questo è un riferimento a me stesso) avesse qualche relazione con qualsiasi membro della famiglia Gandhi, lo stesso primo ministro indiano avrebbe fornito un aiuto per risolvere il caso dei due marinai italiani».

Il portavoce del ministero degli Affari Esteri indiano, Vikas Swarup, ha detto che «le accuse sono troppo ridicole per essere commentate». Né l’India né l’Italia hanno mai ufficialmente riconosciuto l’incontro tra Modi e Renzi a New York nel 2015, ma Swarup rispondendo a una precisa domanda non ha negato l’affermazione di Michel sul “brush-by” tra Modi e Renzi, citando la presenza alle Nazioni Unite di «tanti leader mondiali» e facendo dunque intendere che una breve conversazione tra i due poteva essere stata possibile. Quello che si sa è che i due primi ministri hanno parlato almeno una volta al telefono, l’11 agosto del 2014, per cercare di risolvere la questione dei due militari italiani.

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