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  • domenica 31 gennaio 2016

L’enigma dei servizi di intelligence britannici che nessuno riusciva a risolvere

Era formato da cinque fasi e si passava alla successiva solo risolvendo la precedente: sono state comunicate le soluzioni e i vincitori

Aggiornamento del 5 febbraio: Il GCHQ ha ricevuto 550 soluzioni per l’ultimo passaggio dell’enigma. Sei risposte sono state ritenute complete, ma solo tre persone sono state considerate vincitrici. L’enigma era già difficile di suo, il GCHQ ha detto che è diventato praticamente impossibile per via di un errore nella formulazione di una delle domande. I vincitori riceveranno una biografia di Alan Turing firmata dal direttore del GCHQ e “il diritto di vantarsi” per aver vinto. Il GCHQ ha anche pubblicato tutte le risposte dell’enigma.

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Come ogni dicembre il GCHQ, l’agenzia di intelligence britannica che si occupa di criptare e intercettare le comunicazioni, ha inviato per posta i suoi auguri di Natale, dove però c’era anche un difficilissimo “rompicapo”: una tabella (quella dell’immagine qui sotto) dove si dovevano colorare dei quadratini risolvendo un enigma. Una volta colorati i quadratini sarebbe dovuto comparire un QR code. Fotografando il QR code con uno smartphone si sarebbe poi arrivati a un successivo e ancora più difficile enigma. Poco dopo essere stata mandata per posta insieme agli auguri di Natale, l’immagine-rompicapo è stata messa anche sul sito del GCHQ, a disposizione di chiunque volesse provare a risolverla.

La tabella del primo enigma, con le indicazioni del GCHQ
Ogni riga o colonna ha una serie di cifre. Le cifre indicano la lunghezza di tutte le sequenze di quadratini neri, e sono mostrate nell’ordine in cui le sequenze si presentano in quella riga o colonna. Per esempio: la sequenza di cifre “2 1 6” indica che ci sono due caselle nere consecutive, poi una sola, poi sei. Tra ognuna di queste sequenze ci sono una o più caselle bianche.

 

grid-shading-puzzle

Ci hanno provato in moltissimi e parecchi ci sono riusciti. Circa 600mila persone hanno trovato il QR code, quei codici che si possono attivare con gli smartphone e che in genere garantiscono l’accesso a siti altrimenti irraggiungibili. Solo il cinque per cento di loro – 30mila persone circa – è riuscito a risolvere gli altri tre enigmi e ad arrivare all’ultimo: ma nessuno, ha detto il GCHQ, è riuscito finora a completare l’ultimo passaggio. E comunque sarà difficile riuscirci, anche perché la scadenza è la mezzanotte del 31 gennaio. Il GCHQ ha fatto sapere che nei prossimi giorni verificherà tutte le soluzioni che riceverà dai partecipanti e il responso verrà diffuso all’inizio di febbraio (non c’è una data precisa).

I requisiti per riuscire ad affrontare l’enigma sono parecchi. Oltre a capacità logiche e matematiche è necessario possedere un’ottima conoscenza della lingua inglese e qualche parole di francese (se andate di fretta, il Telegraph ha pubblicato le soluzioni ai primi quattro problemi: si trovano qui). Se siete dei fenomeni – o avete proprio voglia di rimanerci male per non esserci riusciti – questo è l’ultimo e decisivo enigma, quello che nessuno ha ancora risolto.

Questa settimana il GCHQ ha invitato i partecipanti a lavorare in gruppo, in modo da condividere conoscenze e abilità e ottenere più possibilità di risolvere l’enigma. Il GCHQ ha anche precisato qual è il premio in palio: un attestato firmato. Si tratta di un premio che probabilmente deluderà molti dei partecipanti che speravano di ottenere un lavoro da agenti segreti partecipando al gioco. Nigel Smart, professore di crittografia all’università di Bristol, ha spiegato al Guardian che la trovata del GCHQ è probabilmente un modo per far parlare di sé e attirare nuovi potenziali candidati, in maniera non molto diversa da quella utilizzata durante la Seconda guerra mondiale quando l’agenzia pubblicava quiz ed enigmi a pagamento sul quotidiano Times.

È la prima volta che il GCHQ crea un enigma che ottiene così tanto seguito. In passato aveva però già organizzato iniziative simili (di solito rivolte a scuole o studenti, e anche in quel caso soprattutto per farsi pubblicità). L’ultimo è stato organizzato nel 2014 e nel parlarne il GCHQ scrisse che era «un indovinello, avvolto in un mistero all’interno di un enigma». È una citazione di Winston Churchill, oltre che una definizione perfetta anche per l’enigma delle lettere di Natale.

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