Reed Hastings, CEO di Netflix, il 6 gennaio a Las Vegas (Ethan Miller/Getty Images)

Netflix ora c’è in quasi tutto il mondo

Da ieri è attivo in 130 nuovi paesi, con conseguenze su lingue e catalogo: restano fuori la Cina, la Corea del Nord, la Siria e la Crimea

Reed Hastings, CEO di Netflix, il 6 gennaio a Las Vegas (Ethan Miller/Getty Images)

Dal 6 gennaio Netflix – la società che offre film e serie tv di in streaming on demand attraverso il suo sito e la sua app – è disponibile in quasi ogni paese del mondo: fino all’altroieri era disponibile in 60 stati, da ieri ne ha aggiunti altri 130, tra cui l’India, la Russia, l’Indonesia, la Corea del Sud e la Nigeria.

L’annuncio dell’espansione di Netflix è stato dato dal suo CEO e co-fondatore Reed Hastings durante il Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, una delle più importanti fiere di aggeggi tecnologici al mondo. «Oggi siete testimoni della nascita di un nuovo network globale di tv su internet», ha detto Hastings. «Con il suo lancio, i clienti di tutto il mondo – da Singapore a San Pietroburgo, da San Francisco a San Paolo – potranno vedere le stesse cose in simultanea. L’attesa è finita. Con l’aiuto di internet stiamo dando ai clienti la possibilità di vedere qualsiasi cosa, in qualunque momento, da qualsiasi dispositivo».

Netflix a fine 2015

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Netflix nel 2016

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I nuovi paesi più importanti per Netflix saranno l’India – dove il servizio costerà tra i 6 e gli 11 euro al mese – e la Corea del Sud, che ha circa 50 milioni di abitanti ed è un paese tecnologicamente molto avanzato, in cui si prevedono molte registrazioni al servizio. Tra i nuovi luoghi in cui si potrà vedere Netflix c’è anche l’Antartide: gli ipotetici utenti sono pochi, ma il contributo “territoriale” è rilevante.

Tra i paesi in cui Netflix continua a non essere disponibile ci sono la Cina, la Crimea, la Corea del Nord e la Siria, per via degli ovvi problemi di questi paesi (e per le restrizioni nei confronti delle aziende statunitensi che lì vogliono operare). Parlando della Cina, Hastings ha detto: «È ovviamente un paese molto grande, ci sono un miliardo di cinesi che aspettano di vedere i nostri contenuti. Ma in Cina servono permessi speciali da parte del governo: continuiamo a lavorarci, e siamo molto pazienti».

L’espansione territoriale di Netflix corrisponde a un conseguente aumento delle lingue in cui i film, i programmi e le serie tv di Netflix sono ora disponibili: erano 17 e da ora ci sono – tra le altre – anche l’arabo, il coreano, il cinese semplificato e il cinese tradizionale. L’offerta di Netflix cambierà da paese a paese, a seconda dei precedenti contratti di distribuzione per i prodotti creati o trasmessi da Netflix: non ovunque ci sarà per esempio House of Cards (è la stessa cosa che è successa in Italia, dove Netflix è arrivato a ottobre e House of Cards era già stato trasmesso da Sky).

Nel 2015 Netflix aveva detto di voler completare la sua espansione globale verso la fine del 2016: l’inattesa espansione del 6 gennaio ha quindi anticipato di alcuni mesi i piani della società, che aveva chiuso il 2015 con circa 70 milioni di iscritti. Nel 2016 Netflix ha in programma di pubblicare 31 nuove serie originali (contando anche le stagioni successive di serie precedenti), più di venti nuovi film e documentari prodotti da Netflix e altri programmi di vario tipo. Nel frattempo il film Ridiculous Six di Adam Sandler è stato – lo ha detto Hastings – il film più visto nella storia di Netflix.

Netflix esiste dal 1998. All’inizio offriva un servizio di noleggio di DVD e videogiochi che aveva superato nettamente la concorrenza di Blockbuster: dava la possibilità ai suoi utenti di sottoscrivere degli abbonamenti flat, di noleggiare film online e riceverli a casa per posta, senza limiti di tempo per la restituzione, al prezzo mensile di 8,99 dollari. Dal 2008 è stato attivato il servizio di streaming online on demand, accessibile tramite un apposito abbonamento. Netflix è quotata in borsa dal maggio 2002, quando vendette 5,5 milioni di azioni, al prezzo di 15 dollari l’una. Le azioni di Netflix sono andate benissimo durante tutto il 2015 e Quartz aveva definito “stellare” l’anno di Netflix. Il 6 gennaio le azioni di Netflix hanno guadagnato il 9 per cento: valevano 105 dollari l’una a inizio giornata, hanno chiuso a quasi 118 dollari (un anno fa le azioni di Netflix valevano meno di 50 dollari l’una).

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Fortune spiega però che «nonostante la sua espansione, Netflix deve comunque affrontare alcuni importanti venti contrari». Il sito spiega che alla crescita di Netflix – sia a livello territoriale che nei guadagni – corrisponderanno anche delle sempre maggiori spese. Per cominciare, gestire un servizio in nuovi paesi ha i suoi costi e a tutto ciò va aggiunto il fatto che stanno nascendo (e crescono anche loro) molti altri servizi concorrenziali nei confronti di Netflix (Amazon, per esempio). Per rispondere alla concorrenza Netflix dovrà – già lo sta facendo – produrre sempre più contenuti originali (e sono degli investimenti rilevanti); per rispondere ai crescenti costi dovrà – già lo sta facendo – aumentare il prezzo mensile che chiede ai suoi utenti. Non è poi detto che la risposta che la risposta che Netflix avrà nei nuovi paesi sarà sempre buona: non tutti sono tecnologicamente avanzati o anche solo mediamente ricchi.