OpenAI si sta preparando per quotarsi in borsa
Già a settembre secondo i media statunitensi, in quella che sarebbe una delle Offerte pubbliche iniziali più grandi di sempre

OpenAI, una delle principali società al mondo nel settore dell’intelligenza artificiale, conosciuta soprattutto per ChatGPT, si sta preparando per quotarsi in borsa secondo i principali media statunitensi, che citano fonti proprie vicine all’azienda. Secondo il Wall Street Journal e il New York Times sta collaborando con le banche d’affari Morgan Stanley e Goldman Sachs per preparare le pratiche da depositare nelle prossime settimane o addirittura nei prossimi giorni.
Secondo il Financial Times, l’obiettivo di OpenAI è di quotarsi in borsa potenzialmente già a settembre. Se dovesse verificarsi, quella di OpenAI sarebbe l’Offerta pubblica iniziale (IPO: Initial Public Offering), cioè la prima emissione di azioni di un’azienda e la loro vendita sul mercato, più grande e più attesa delle aziende nel campo dell’intelligenza artificiale, oltre che una delle più grandi nella storia. Recentemente OpenAI è stata valutata 852 miliardi di dollari.
OpenAI non è l’unica grande società che lavora nell’intelligenza artificiale che nel 2026 ha deciso di quotarsi in borsa: sono del resto aziende che hanno bisogno di enormi capitali per continuare a svilupparsi, e la quotazione in borsa serve proprio ad attirare una mole di investimenti altrimenti difficile da reperire.
Da mesi si parla dell’Offerta pubblica iniziale che avrà SpaceX, la società spaziale che il proprietario Elon Musk ha da pochi mesi fuso con xAI, la sua società di sviluppo di intelligenze artificiali. Proprio in queste ultime ore Musk ha rivelato alcuni dettagli sul deposito della sua documentazione, già avvenuto in via riservata il 1° aprile. I documenti riservati relativi all’Offerta pubblica iniziale vengono presentati mesi prima dell’entrata effettiva in borsa, e molti commentatori hanno interpretato l’impazienza di Altman a comunicare la notizia come una strategia per oscurare gli annunci di Musk.
Anche la rivale di OpenAI Anthropic, la società californiana conosciuta soprattutto per il chatbot Claude e di cui è CEO Dario Amodei, si sta muovendo per quotarsi in borsa secondo i media americani. Anthropic è la società che più ha recuperato terreno su OpenAI, che dopo un primo periodo di enorme visibilità e popolarità seguito al lancio di ChatGPT ha perso popolarità nel settore.
– Leggi anche: OpenAI si è fatta rimontare
OpenAI nacque come istituto di ricerca senza scopo di lucro nel 2015 in Delaware, negli Stati Uniti, da un gruppo di ingegneri informatici e investitori tra cui era presente anche Elon Musk, che era presidente insieme a Sam Altman. Proprio questa settimana Altman è stato chiamato a testimoniare nel processo per le accuse mosse da Musk contro Altman, secondo cui questo avrebbe approfittato dei suoi investimenti e non avrebbe mantenuto la promessa di gestire la società come una non profit. La causa è stata respinta da un tribunale di Oakland, in California, ma Musk ha detto che presenterà ricorso.
Nel 2019 OpenAI è passata da organizzazione senza scopo di lucro a società a scopo di lucro, e progressivamente si era avvicinata a un modello sempre più aziendale, diventando una “società benefit” alla fine del 2025. I nuovi capitali sono necessari per continuare a sviluppare i propri strumenti e per mantenerli in funzione.



