(ATTA KENARE/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 1 gennaio 2016

Stati Uniti e Iran litigano ancora

Si parla da giorni di nuove possibili sanzioni americane, il presidente Rouhani ha detto che sarebbe "un'ingerenza illegale": è una faccenda diversa dall'accordo di luglio

(ATTA KENARE/AFP/Getty Images)

Con una lettera inviata giovedì al suo ministro della Difesa, il presidente iraniano Hassan Rouhani con tono molto deciso ha accusato gli Stati Uniti di “ingerenze illegali” negli affari dell’Iran e ha chiesto che il paese accresca le sue difese missilistiche. Diversi giornali internazionali negli ultimi giorni avevano scritto che il governo statunitense stava valutando nuove sanzioni nei confronti dell’Iran, per via di alcuni test missilistici svolti a ottobre, e che le Nazioni Unite ritengono che l’Iran abbia violato una risoluzione che vieta al paese di costruire armi nucleari.

Il Wall Street Journal aveva scritto mercoledì che il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti stava progettando sanzioni finanziarie per cittadini e società iraniane che il governo statunitense ritiene in qualche modo coinvolte con il presunto programma militare nucleare iraniano. Delle possibili nuove sanzioni si parlava già da diverse settimane, da quando le Nazioni Unite avevano stabilito che i test missilistici dello scorso ottobre avevano violato una risoluzione dell’ONU che vietava all’Iran di costruire armi nucleari. La risoluzione ONU sulle armi nucleari è una cosa distinta dall’accordo sul nucleare iraniano raggiunto lo scorso luglio tra l’Iran e i paesi del cosiddetto “5+1”, che prevede la cessazioni di molte attività di sviluppo nucleare in Iran in cambio dell’alleggerimento delle sanzioni nucleari imposte da diversi anni al paese dalla comunità internazionale.

L’Iran aveva già fatto sapere che avrebbe ritenuto eventuali nuove sanzioni come una violazione dell’accordo raggiunto a luglio, ma gli Stati Uniti ritengono che le due questioni siano separate e che il governo statunitense abbia il diritto di sanzionare l’Iran per questioni che non riguardano direttamente quanto concordato con a luglio. Diversi commentatori hanno comunque spiegato che le misure di cui si parla in questi giorni sarebbero quasi irrilevanti, se confrontate con le sanzioni che gli Stati Uniti dovrebbero eliminare come parte dell’accordo di luglio. Un funzionario del governo statunitense ha detto mercoledì: «Abbiamo preso in considerazione per diverso tempo la possibilità di approvare nuove sanzioni legate ai programmi missilistici iraniani, inclusi quelli del 10 di ottobre. Stiamo considerando diversi aspetti delle possibili sanzioni e anche la possibilità di iniziare un nuovo lavoro diplomatico nell’interesse della sicurezza nazionale».

Le sanzioni di cui parlano i giornali riguardano il divieto per cittadini statunitensi di fare affari con persone e società coinvolte con i programmi missilistici iraniani, e il blocco dei loro asset gestiti da banche statunitensi. Le nuove sanzioni, scrive il Guardian, riguarderebbero anche Mabrooka Trading, una società con sede negli Emirati Arabi e che avrebbe aiutato il governo a procurarsi la fibra di carbonio necessaria per la costruzioni dei missili.

I test missilistici per cui stanno discutendo Stati Uniti e Iran sono avvenuti in due occasioni a ottobre e novembre e hanno riguardato missili a media gittata. L’Iran non ha negato di aver condotto i test missilistici, ma ha sempre sostenuto che i missili testati fossero convenzionali armi di difesa e che non avessero a che fare con un programma di sviluppo nucleare. Questa posizione è stata ribadita anche dal ministro degli Esteri iraniano, Hossein Jaber Ansari, con un comunicato di giovedì 31 dicembre. La risoluzione 1929 del 2010 delle Nazioni Unite vieta all’Iran di sviluppare armi nucleari e vieta anche i test missilistici che possano avere a che fare con il programma nucleare. La questione su cui discutono Iran e Stati Uniti gira intorno a un tecnicismo: secondo l’Iran il divieto riguarda missili progettati per trasportare armi nucleari, mentre secondo gli Stati Uniti e le Nazioni Uniti riguarda tutti i missili “in grado di” trasportare armi nucleari, anche se progettati per scopi diversi.

Al momento il governo statunitense non ha annunciato le nuove sanzioni, a differenza di quanto scritto da diversi giornali. Questa settimana l’Iran ha spedito 11.000 chilogrammi di uranio arricchito in Russia, come parte degli accordi di luglio.

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