Eden Hazard e Diego Costa (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)
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  • lunedì 14 dicembre 2015

Il Chelsea a un punto dalla zona retrocessione

Perché la squadra campione in carica del campionato inglese – ricchissima, piena di campioni e allenata da José Mourinho – sta andando così male?

Eden Hazard e Diego Costa (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

Dopo sedici partite di Premier League, la prima divisione del campionato di calcio inglese, il Chelsea campione in carica allenato da José Mourinho è fermo al 16esimo posto (quintultimo) con nove partite perse, tre pareggiate e solamente quattro partite vinte. Ha segnato 18 gol e ne ha subiti 26, e si può dire che sia una situazione incredibile. Il Chelsea è una delle squadre più ricche del mondo, di proprietà di uno degli uomini più ricchi del mondo. È allenata da uno dei migliori allenatori in circolazione, José Mourinho, e la squadra è composta quasi totalmente da giocatori di primo livello, molti dei quali sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra. Ha perso entrambe le ultime due partite di campionato disputate: due settimane fa ha perso in casa contro il Bournemouth, piccola squadra inglese che sta disputando il suo primo campionato di Premier League, e lunedì sera è stato sconfitto 2 a 1 dal Leicester di Claudio Ranieri, che si trova da solo in testa alla Premier.

 

La scorsa estate il Chelsea ha speso 90 milioni di euro per comprare i calciatori Pedro dal Barcellona, Falcao dal Monaco, Abdul Rahman Baba dall’Augbsurg e un folto numero di giovani promettenti che poi manda in prestito in giro per l’Europa, come ormai è solito fare da diversi anni. Ha venduto solamente giocatori secondari, già fuori rosa o che non sono riusciti a inserirsi bene l’anno precedente, come Juan Cuadrado o il terzino Filipe Luis: nessun giocatore fondamentale è stato ceduto. Gli acquisti estivi però hanno inciso molto poco nelle prestazioni della squadra. Falcao è irriconoscibile, ha giocato solo nove partite per via di alcuni infortuni e ha segnato solamente un gol. Il terzino sinistro Baba, pagato venti milioni, non si è dimostrato ancora pronto per la Premier e per le tattiche di Mourinho. L’unico ad aver giocato titolare è Pedro.

A questo si aggiungono le pessime prestazioni dei giocatori che negli ultimi anni avevano permesso invece al Chelsea di vincere un campionato e raggiungere la semifinale di Champions League. Il forte attaccante Diego Costa, per sua stessa ammissione, ha iniziato la stagione in una pessima condizione fisica e con diversi chili in più rispetto alla passata stagione, quando si rivelò fondamentale per la vittoria in campionato. Stanno mancando anche la costanza di Branislav Ivanovic, colonna della difesa del Chelsea da parecchi anni, che in questa stagione è stato fin qui probabilmente il giocatore che sta giocando peggio di tutti gli altri.

Di conseguenza il Chelsea fatica moltissimo. La difesa non sembra più solida e ben organizzata come lo scorso anno, il centrocampo gira a fatica: Cesc Fabregas e Nemanja Matić, due fra i centrocampisti più completi in Europa e titolari da due stagioni a questa parte, quest’anno non hanno ancora trovato un modo efficace di giocare assieme. Il giocatore più fuori forma di tutto l’attacco è però Eden Hazard, fortissimo attaccante esterno belga che l’anno scorso era frequentemente fra i migliori in campo. Le prestazioni di Hazard si collegano direttamente ai problemi del reparto offensivo della squadra. I due esterni d’attacco, Hazard e Willian, sono due giocatori a cui piace spesso tagliare verso il centro del campo, andando a occupare le posizioni centrali dove Diego Costa sta già faticando per conto suo. I due terzini titolari, Azpilicueta e Ivanovic, non riescono ad accompagnare le azioni d’attacco della squadra e quando lo fanno i risultati sono pessimi. Mourinho poi sembra riluttante a sostituire alcuni giocatori che non sono al meglio della loro condizione.

 

Uno dei fattori che preoccupa i commentatori sportivi e i tifosi del Chelsea è anche il recente atteggiamento di José Mourinho, che è tornato al Chelsea nel 2013 dopo averlo allenato con grande successo fra il 2004 e il 2007. Negli ultimi mesi Mourinho è tornato a parlare con toni molto sprezzanti alla stampa, ha rivolto accuse molto pesanti alla federazione calcistica inglese e sembra spesso teso e sotto pressione. Da anni Mourinho viene criticato per ricorrere a volte a dichiarazioni e comportamenti molto agitati, che secondo i suoi critici “distraggono” la stampa sportiva in occasione di cattive prestazioni delle sue squadre. In questa stagione, però, comportamenti del genere sono diventati molto frequenti, tanto che Harry Redknapp – storico allenatore inglese e oggi commentatore televisivo – ha detto che in questo momento «è come se Mourinho avesse la testa dentro a una lavatrice».

I guai di Mourinho sono iniziati a inizio stagione, quando ha litigato con Eva Carneiro, medico ufficiale del Chelsea. Durante Chelsea-Swansea dell’8 agosto Carneiro era entrata in campo per soccorrere un giocatore del Chelsea, costringendolo a uscire dal campo e far giocare la squadra in 9 (in precedenza un altro giocatore era stato espulso). Mourinho si era arrabbiato moltissimo perché «anche se sei un medico devi capire quello che accade in campo» e aveva ridimensionato il ruolo di Carneiro, fra moltissime polemiche. Carneiro è stata poi allontanata dalla squadra. A metà settembre, dopo aver battuto per 2-0 l’Arsenal, Mourinho ne aveva criticato l’allenatore – il suo nemico “storico” Arsène Wenger – definendolo “un privilegiato” che può parlare con gli arbitri prima e dopo la partita, a differenza sua. Mourinho aveva anche spiegato che «alcuni allenatori possono parlare con l’arbitro prima e dopo la partita, altri invece non possono. Io sono nella lista di quelli che non possono. È una lista immaginaria, ma è evidente».

Il 3 ottobre, dopo aver perso per 3-1 contro il Southampton, Mourinho si era lamentato perché sull’1-1 l’arbitro non aveva dato un rigore al Chelsea, a suo dire molto evidente. In un’intervista dopo la partita Mourinho aveva detto esplicitamente che «gli arbitri hanno paura di fischiare a favore del Chelsea». La federazione inglese lo aveva poi multato per 50mila sterline. Nel corso delle stesse interviste post partita, Mourinho aveva anche aggiunto che in caso di esonero il Chelsea «licenzierebbe il miglior allenatore che ha mai avuto». Anche durante e dopo la sconfitta contro il West Ham del 24 ottobre Mourinho si è comportato in modo piuttosto bizzarro. Durante l’intervallo è andato a protestare con l’arbitro, che a suo parere aveva annullato un gol regolare a Cesc Fàbregas per fuorigioco. Mourinho è stato espulso e nel secondo tempo ha visto la partita dalla tribuna. Nessuno del Chelsea si è fermato a parlare coi giornalisti dopo la partita: lo stesso Mourinho, secondo i giornalisti presenti allo stadio, ha lasciato lo stadio senza nemmeno rientrare negli spogliatoi.

Le squadre allenate da Mourinho sono spesso entrate in crisi in coincidenza del suo terzo anno in carica. Durante la sua prima esperienza al Chelsea, dal 2004 al 2007, la squadra cominciò ad andare male al termine del terzo anno. Uno dei giocatori più forti nella storia del Chelsea, l’attaccante ivoriano Didier Drogba, ha detto che Mourinho in quel periodo faticò a comunicare con i giocatori e tenere unita la squadra. Lo stesso accadde poi al Real Madrid, quando al terzo anno alcuni problemi presenti dall’inizio della gestione Mourinho si ingigantirono fino a diventare insostenibili. Oggi sembra che stia accadendo lo stesso, con la squadra poco determinata e tatticamente confusa, gli atteggiamenti estremi di Mourinho e le critiche dei tifosi e della stampa.

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