La polizia a Saint-Denis (KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • mercoledì 18 novembre 2015

Cosa è successo mercoledì a Saint-Denis

Il punto della situazione sull'operazione di polizia di stamattina nel comune alla periferia di Parigi

La polizia a Saint-Denis (KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images)

La mattina di mercoledì 18 novembre è avvenuta a Saint-Denis una grossa operazione antiterrorismo della polizia francese. Saint-Denis è un comune a nord di Parigi, in Francia, ma che fa sostanzialmente parte della capitale francese. A Saint-Denis c’è anche lo Stade de France dove venerdì 13 novembre sono avvenuti alcuni degli attentati terroristici in cui sono state uccise 130 persone. Per ora la procura francese ha confermato la morte di due sospettati – uno dei due, una donna, si è suicidata azionando una cintura esplosiva –  e l’arresto di otto persone. Non sono stata fornite notizie sull’identità degli arrestati né su quella dei morti. Il procuratore generale di Parigi, François Molins, ha detto che né Abdelhamid Abaaoud né Salah Abdeslam, due sospettati di avere partecipato agli attentati del 13 novembre, fanno parte degli arrestati. Nelle ultime ore è circolata la notizia che Abaaoud fosse uno dei due morti.

L’operazione della polizia è iniziata intorno alle 4.20 del mattino ed è durata circa 7 ore: gli abitanti della zona hanno detto di avere sentito spari ed esplosioni. Le scuole attorno all’area dove si è svolta l’operazione sono rimaste chiuse. Secondo alcuni media locali e internazionali, l’operazione di polizia a Saint-Denis è stata messa in piedi per arrestare Abdelhamid Abaaoud. Non sono informazioni confermate ufficialmente: le autorità non hanno confermato né che Abaaoud sia l’organizzatore degli attentati, né che si trovi a Saint-Denis.

Le operazioni di polizia di oggi a Saint-Denis sono state realizzate in parte dai RAID francesi. RAID significa Recherche Assistance Intervention Dissuasion: è una sezione speciale delle forze di polizia francesi ed è la principale unità anti-terrorismo del paese: si occupa di sequestri, attentati, ammutinamenti e arresti di criminali molto pericolosi. Al momento il governo francese sta lavorando ad una proposta di legge per estendere lo stato di emergenza annunciato venerdì dal presidente François Hollande ad altri tre mesi. Nella proposta di legge c’è anche la possibilità di estendere gli arresti domiciliari a tutte quelle persone i cui comportamenti possano costituire, in base «a serie ragioni», una grave minaccia per l’ordine pubblico.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.