Un quartiere di Sinjar in rovine, 15 novembre 2015. (John Moore/Getty Images)
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  • martedì 17 Novembre 2015

Le foto della presa di Sinjar, in Iraq

Una delle più importanti recenti vittorie contro l'ISIS, raccontata per immagini: l'attacco delle milizie curde, la città in rovina, la gioia e la fuga degli abitanti

Un quartiere di Sinjar in rovine, 15 novembre 2015. (John Moore/Getty Images)

Venerdì 13 novembre i peshmerga – le milizie curde che combattono nel nord dell’Iraq – hanno riconquistato la città di Sinjar, che dall’agosto del 2014 era controllata dallo Stato Islamico (o ISIS). Si tratta di una delle più importanti vittorie contro l’ISIS degli ultimi tempi, sia per ragioni strategiche – Sinjar si trova lungo una strada utilizzata dall’ISIS come via per i rifornimenti – sia per ragioni simboliche: qui nell’estate del 2014 l’ISIS aveva massacrato migliaia di yazidi, una minoranza etnica concentrata nel nord-est dell’Iraq, e aveva costretto altre centinaia di migliaia di persone a lasciare le loro case e rifugiarsi sul monte Sinjar. L’operazione militare dei peshmerga è stata appoggiata dai bombardamenti aerei compiuti della coalizione internazionale che combatte contro l’ISIS e che è guidata dagli Stati Uniti.

Gli yazidi che abitavano a Sinjar e quelli rifugiati nei campi profughi in Siria hanno festeggiato la notizia della riconquista, anche se la battaglia ha lasciato la loro città in macerie, come mostrano le immagini scattate dai fotografi arrivati sul posto. Queste fotografie raccontano i momenti prima dell’attacco, altre mostrano il fumo che proveniva dalla città durante gli scontri e la devastazione che ne è seguita: edifici incendiati, case distrutte con dentro mobili e oggetti rotti e ricoperti di polvere. Moltissimi abitanti di Sinjar intanto si stanno spostando verso zone più saldamente in mano ai curdi: in città non è rimasto in piedi molto, inoltre restarci è piuttosto pericoloso data la vicinanza al territorio tuttora controllato dall’ISIS.

Tra i tanti fotografi arrivati a Sinjar in questi giorni c’è anche John Moore dell’agenzia fotografica Getty Images, uno dei preferiti del Post oltre che vincitore di moltissimi premi, tra cui un Pulitzer nel 2005 per la copertura della guerra in Iraq con Associated Press. Tra gli altri suoi lavori che abbiamo pubblicato ci sono le persone guarite dall’ebola, il viaggio dei migranti messicani per arrivare illegalmente negli Stati Uniti e la vita in una discarica in Messico.