“Zouheir”, la guardia dello Stade de France, non ha sventato alcun attentato

È un'altra delle molte notizie false rilanciate dai giornali e sui social network sugli attentati di Parigi di venerdì

Due poliziotti fuori dallo Stade de France di Parigi, il 14 novembre 2015. (MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Nei giorni successivi agli attentati di Parigi del 13 novembre sono circolate naturalmente molte versioni e storie su come si siano svolti gli attacchi e sulle persone coinvolte: alcune di queste sono false o impossibili da verificare, ma nonostante questo sono state diffuse dagli utenti dei social network e anche da alcuni giornali. Una di queste notizie false riguarda un certo Zouheir, descritto come un uomo musulmano che al momento degli attentati lavorava come addetto alla sicurezza agli ingressi dello Stade de France (uno dei luoghi colpiti dagli attacchi). Secondo questa storia, Zouheir si sarebbe accorto che un uomo stava cercando di entrare allo stadio indossando un giubbotto esplosivo e gli avrebbe impedito di entrare. Il terrorista quindi si sarebbe fatto esplodere fuori dallo stadio e Zouheir avrebbe salvato la vita di centinaia di persone.

Cosa è vero

Paolo Attivissimo, giornalista svizzero che spesso si occupa di bufale online, ha citato le verifiche fatte a questo proposito dal famoso sito americano sulle bufale Snopes. C’è stato effettivamente un addetto di sicurezza dello stadio – intervistato dal Wall Street Journal e che ha voluto apparire solo con il nome di Zouheir – che ha raccontato quello che è successo, confermando la versione della polizia:

– dopo quindici minuti dall’inizio della partita, un uomo si è presentato a un ingresso dello stadio per entrare a vedere la gara;

– le persone addette alla sicurezza hanno scoperto che l’uomo aveva dell’esplosivo addosso;

– l’uomo è scappato allontanandosi dai cancelli d’entrata, e dopo circa 20 minuti si è fatto saltare in aria;

– fra i tre e i cinque minuti dopo, un secondo uomo si è fatto esplodere fuori dallo stadio, e in campo si è sentita una seconda esplosione.

Cosa non è vero o comunque non affidabile

Che Zouheir sia di religione musulmana non è stato mai scritto dal Wall Street Journal, unica fonte attendibile che abbia citato il nome di Zouheir e lo abbia intervistato. Al Wall Street Journal Zouheir ha fatto semplicemente un racconto di ciò che era successo allo stadio, ma lui non era presente ai controlli all’ingresso perché stava lavorando dentro lo stadio. Zouheir non ha quindi scoperto che il terrorista indossava un giubbotto esplosivo, non lo ha affrontato direttamente né tanto meno è morto nel tentativo di sventare l’attacco, come raccontano versioni ancora più fantasiose della storia. Anche questo virgolettato di Zouheir sembra sia stato aggiunto alla storia successivamente, e non è stato confermato.

«L’ho capito dopo, avrebbe potuto essere una carneficina. Al primo sguardo non ho pensato che quell’uomo avesse un giubbotto esplosivo e l’esplosione, più tardi, mi era sembrata quella dei petardi che si tirano in curva»

Come è nata la storia

Secondo Snopes la storia è venuta fuori da questo tweet, che è stato retwittato decine di migliaia di volte.

A creare ancora più confusione c’è stato un tweet di un giornalista del Wall Street Journal, Ahmed Al Omran, che presentava l’articolo con l’intervista a Zouheir asserendo che la guardia avesse «bloccato» il terrorista suicida.

Poco dopo Al Omran ha pubblicato un altro tweet con la correzione, in cui conferma che Zouheir non faceva parte dei controlli agli ingressi. Probabilmente tratti in inganno dal primo tweet di Al Omran, molti giornali italiani e stranieri hanno ripreso la storia senza fare verifiche. Tra i giornali italiani, hanno dato la notizia falsa Repubblica e Vanity Fair.

 

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