IAKOVOS HATZISTAVROU/AFP/Getty Images
  • Mondo
  • martedì 3 Novembre 2015

I migranti bloccati nella base militare a Cipro

Sono arrivati il 21 ottobre ma a causa di una disputa diplomatica col Regno Unito non possono lasciare l'isola

IAKOVOS HATZISTAVROU/AFP/Getty Images

Il 21 ottobre 114 migranti sono sbarcati a Cipro dopo che le due barche su cui viaggiavano sono state soccorse dalla guardia costiera cipriota. Il soccorso è avvenuto in un tratto di mare che compete al contingente militare britannico che controlla una delle due basi che il Regno Unito ha mantenuto sull’isola, che fino al 1960 era una sua colonia. Per questo i migranti, tra cui ci sono anche 28 bambini, sono stati trasportati nella base dell’aviazione britannica di Akrotiri dove si trovano tuttora, bloccati in una sorta di limbo burocratico: secondo un contestato accordo diplomatico, spetterebbe al Regno Unito occuparsi della loro accoglienza e delle loro domande di asilo, ma si rifiuta di farlo per timore che la sua base a Cipro diventi un facile punto di arrivo per i migranti che vogliono raggiungere il paese.

Negli ultimi giorni la condizione dei migranti nella base britannica a Cipro è diventata piuttosto difficile: ci sono state manifestazioni e in segno di protesta sono state incendiate alcune tende messe a disposizione per loro nella base. La situazione ricorda il precedente di 67 migranti che per ragioni simili sono bloccati dal 1998 in un’altra zona della stessa base militare.

I migranti arrivati il 21 ottobre sono stati individuati da alcuni pescatori ciprioti in barca: hanno avvertito la guardia costiera di Cipro che, a sua volta, ha contattato la base militare britannica di competenza sul tratto di mare in cui si trovavano le due barche coi migranti. La base militare non aveva barche a disposizione per il soccorso, e per questo è intervenuta la guardia costiera cipriota, che ha portato i migranti a riva e poi alla base di Akrotiri. I migranti, tutti di origine siriana, erano partiti tre giorni prima dalla Turchia per raggiungere le coste della Grecia, ma le barche su cui viaggiavano, dopo un’avaria, erano state abbandonate in alto mare dai trafficanti che le stavano pilotando. Nella base di Akrotiri i migranti sono stati sistemati in tende e altre strutture temporanee e, come hanno confermato alcuni ispettori ONU, gli sono garantiti cibo, accesso a comunicazioni e privacy.

La situazione legale dei migranti siriani della base di Akrotiri è tuttavia piuttosto complicata. Nel 2003 il governo di Cipro e quello del Regno Unito firmarono un accordo che avrebbe dovuto regolare situazioni di migranti arrivati direttamente in una delle basi del Regno Unito sull’isola, ma di quell’accordo vengono date due interpretazioni divergenti. Il governo britannico sostiene che in base all’accordo l’accoglienza e l’esame delle domande di asilo spetti al governo della Repubblica di Cipro, l’ONU sostiene invece che l’accoglienza spetti al governo britannico, che può però appoggiarsi alle strutture di accoglienza di Cipro e coprire così le spese per l’accoglienza dei migranti. Il Regno Unito, in particolare, teme che offrendo asilo ai migranti arrivati alla base aprirebbe un nuovo canale per le persone che dall’Africa e dal Medio Oriente cercano di raggiungere l’Europa, facendo aumentare di molto gli sbarchi sull’isola.

I 114 migranti siriani sono tutti in buone condizioni di salute, anche se sono molto frustrati e preoccupati per l’incertezza sul loro futuro e per l’impossibilità di fare qualsiasi cosa. Il ministero della Difesa britannico non ha commentato direttamente le proteste avvenute all’interno della base, ma il Guardian ha ottenuto foto e video che mostrano l’incendio di alcune tende e la frustrazione delle famiglie bloccate nella base. Recentemente il governo di Cipro ha detto che potrebbe farsi carico delle domande di asilo dei migranti bloccati nella base; i colloqui con il governo britannico però non sono ancora iniziati e una soluzione ufficiale alla situazione non è ancora stata trovata.

Una situazione simile a quella dei migranti bloccati nella base di Akrotiri esiste già, in quella stessa base. Nel 1998 un gruppo di migranti arrivò alla base dopo che la barca su cui viaggiavano dal Libano verso l’Italia ebbe un’avaria a largo delle coste di Cipro. Il gruppo di 74 migranti fu accolto dai militari britannici che, dopo il rifiuto delle autorità cipriote di prendersi carico di loro, li sistemò in una zona della base prima destinata all’alloggio delle famiglie dei militari impiegati nelle basi: un gruppo di case conosciuto come Richmond Village che doveva essere demolito nel giro di pochi mesi. Da allora i 67 migranti vivono ancora a Richmond Village, una zona recintata all’interno della base britannica, cercando ripetutamente ma inutilmente di ottenere asilo in Regno Unito.