Deso Dogg in una foto scattata a Berlino nel giugno del 2005. (Photo by: picture-alliance/dpa/AP Images)
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  • sabato 31 Ottobre 2015

La storia di Deso Dogg, il rapper tedesco che si è unito all’ISIS

Prima di andare in Siria era già molto conosciuto in Germania per le canzoni rap e i canti islamici

Deso Dogg in una foto scattata a Berlino nel giugno del 2005. (Photo by: picture-alliance/dpa/AP Images)

Aggiornamento aprile 2016 – Il dipartimento della Difesa americano ha diffuso un comunicato dicendo che forse Denis Cuspert, il rapper tedesco che si è unito allo Stato Islamico in Siria, è ancora vivo.

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Venerdì il dipartimento della Difesa statunitense ha confermato l’uccisione in Siria di Denis Cuspert, ex rapper tedesco molto noto qualche anno fa in Germania con il nome “Deso Dogg”. Cuspert aveva 39 anni ed è stato ucciso durante un attacco aereo compiuto il 16 ottobre vicino a Raqqa, città siriana che nel 2014 l’ISIS ha proclamato sua capitale: Cuspert si era unito all’ISIS nel 2012 e da allora si occupava soprattutto del reclutamento di nuovi miliziani. Elissa Smith, portavoce del dipartimento della Difesa, ha detto: «Cuspert era un foreign fighter, un terrorista e un operativo dell’ISIS che usava i social network per influenzare i giovani frustrati e le potenziali reclute occidentali».

Denis Cuspert - Deso DoggDeso Dogg in una foto del giugno 2005 scattata a Berlino, in Germania. (Photo by: picture-alliance/dpa/AP Images)

Cuspert, racconta il New York Times, era nato a Berlino Ovest da madre tedesca e padre ghanese. Il padre lasciò molto presto la famiglia e Cuspert crebbe insieme alla madre e al suo compagno, un ex soldato americano che gli impose un’educazione molto rigida. La sua famiglia ebbe diversi problemi, e Cuspter fu mandato per cinque anni in un centro apposito per bambini con problemi. Cominciò molto giovane a scrivere e cantare canzoni rap, grazie alle quali divenne piuttosto conosciuto in Germania tra gli appassionati del genere: tra le altre cose, fece dei tour con DMX, un rapper americano molto noto, e lavorò alla colonna sonora di un film tedesco.

Cuspert divenne ancora più popolare qualche anno dopo, quando decise di abbandonare il rap e cominciare a cantare i nasheed – i canti islamici – in tedesco. La sua attenzione verso temi più politici, e in particolare le sue critiche verso la politica estera americana, risaliva al 1990, l’anno dell’intervento statunitense in Iraq per fermare l’invasione irachena del Kuwait: Cuspert partecipò ad alcune proteste a Berlino, dove tra le altre cose vennero bruciate delle bandiere americane. Il suo impegno aumentò nel 2003 con l’invasione americana dell’Iraq per destituire il regime dell’ex presidente iracheno Saddam Hussein. Nel 2012 Cuspert lasciò l’Egitto, dove si era spostato poco tempo prima, e andò in Siria. Nella primavera del 2014 le autorità tedesche dissero che Cuspert si era unito all’ISIS, dopo avere giurato la sua alleanza al capo del gruppo, Abu Bakr al Baghdadi.

Della storia di Cuspert si erano già occupati in passato diversi giornali internazionali. Nel 2011 – quando ancora Cuspert si trovava in Germania – le autorità tedesche lo accusarono di avere ispirato un attentato contro due aviatori americani all’aeroporto di Francoforte. Arid Uka, l’uomo accusato di avere ucciso i due aviatori, raccontò di avere compiuto l’attacco dopo avere visto un video che sembra mostrare una donna musulmana stuprata da soldati statunitensi in uniforme. Il video era stato postato su Facebook da Cuspert ed era stato poi condiviso anche da Uka. Le autorità tedesche anti-terrorismo definirono Cuspert – che allora aveva 35 anni – una minaccia; alcuni lo paragonarono anche ad Anwar al Awlaki, il noto predicatore americano ucciso nel settembre del 2011 in un attacco aereo statunitense. Cuspert disse di non conoscere Uka, ma aggiunse di appoggiare il suo attacco.

Zeitung: Bei Salafisten-Razzia beschlagnahmte Sprengstoff-Weste soll ehemaligem Rapper Deso Dogg gehoerenDenis Cuspert durante una manifestazione contro il gruppo di estrema destra “Pro-Bewegung”, nel 2012. (Foto: Michael Koslowski/dapd)

Nel 2011 Cuspert raccontò un po’ di cose di sé al New York Times. Disse per esempio che la sharia, la legge islamica, gli permetteva l’autodifesa: «Il mio dovere è usare la mia voce per dire alle persone la verità, e la verità è che il jihad è un dovere». Raccontò anche l’origine dei tatuaggi sulle sue mani, che Cuspert aveva fatto da giovane prima di avvicinarsi all’Islam radicale – «questi sono del periodo in cui vivevo una vita da infedele. Allah li cancellerà un giorno» – e delle difficoltà vissute durante l’infanzia: «crebbi con il razzismo. nonostante mia madre sia tedesca, alcuni insegnanti mi chiamavano “negro” e trattavano male tutti i bambini musulmani». In quel periodo Cuspert era molto vicino alle idee di al Qaida e dei talebani: per esempio definì il Mullah Omar, storico leader dei talebani ucciso più di due anni fa, «uno degli uomini più grandi».

Negli ultimi anni Cuspert è comparso in molti video diffusi dai miliziani dell’ISIS: il dipartimento di Stato americano lo identificò per esempio in un video pubblicato nel novembre del 2014 che lo mostrava mentre teneva in mano una testa decapitata appartenente a un oppositore dell’ISIS. Altri video lo mostravano minacciare i cittadini statunitensi e tedeschi e incoraggiare i musulmani residenti negli stati occidentali a compiere attacchi terroristici nel loro paese. Tra le altre cose, Cuspert minacciò anche pubblicamente il presidente americano Barack Obama.