Giovinco esulta dopo un gol durante una partita di MLS contro i Philadelphia Union (Icon Sportswire via AP Images)
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  • giovedì 15 Ottobre 2015

La nuova vita di Sebastian Giovinco

Un calciatore italiano che in Serie A era dato per fallito è andato a giocare in Nordamerica e sta facendo cose dell'altro mondo

Giovinco esulta dopo un gol durante una partita di MLS contro i Philadelphia Union (Icon Sportswire via AP Images)

Da alcune settimane molti giornali sportivi e italiani scrivono con ammirazione della stagione di Sebastian Giovinco, 28enne calciatore italiano che da alcuni mesi gioca per Toronto, una delle squadre canadesi di MLS, il principale campionato nordamericano di calcio. Nelle 35 partite di MLS giocate finora – il campionato “regolare” è iniziato a marzo, e si concluderà la settimana prossima: poi ci saranno i playoff – Giovinco, che è un attaccante, ha segnato 22 gol e 15 assist: nessuno mai in MLS aveva messo insieme una cifra combinata di assist e gol così alta. La storia nella storia però è un’altra: Giovinco è un calciatore che in Serie A aveva mostrato grandi potenzialità senza riuscire mai a sfruttarle ad alti livelli. Poteva fare il titolare in una squadra piccola, o la riserva di una squadra forte: in Nordamerica è diventato il campione della lega e a questo punto praticamente un divo.

Il gran momento di Giovinco è sottolineato dal fatto che nelle ultime settimane è tornato a giocare con la Nazionale italiana ed è circolata la notizia di un suo possibile trasferimento al Barcellona nel mercato di gennaio. Da mesi, inoltre, i video dei suoi gol più belli diventano virali: come quello che ha segnato nella partita più recente dei Toronto, giocata contro i New York Bulls, dove segna di sinistro (non il suo piede migliore) dopo aver scartato praticamente mezza squadra avversaria. Grazie alla vittoria sui Bulls, Toronto ha raggiunto i playoff per la prima volta da quando partecipa alla MLS. In Canada e negli Stati Uniti, Giovinco è diventato uno dei giocatori più popolari in assoluto: molti sono certi che vincerà il premio come migliore giocatore della MLS.

Nelle due scorse stagioni Giovinco aveva giocato poco e male con la Juventus, smentendo le alte aspettative nei suoi confronti dopo due grandi stagioni col Parma e una buona stagione iniziale con la Juventus. Il suo trasferimento in MLS – un campionato considerato meno competitivo di molti campionati nazionali europei – era stato considerato una specie di pensionamento anticipato, a soli 27 anni. Si parlò anche molto del suo stipendio, considerato eccessivo: con sei milioni di euro di base e 2,5 fra bonus e diritti d’immagine, ancora oggi è il calciatore italiano più pagato al mondo.

Un passo indietro
Giovinco era considerato un fenomeno da piccolo: è cresciuto della Juventus e ha giocato con tutte le nazionali giovanili italiane dall’Under16 in avanti. Fra il 2007 e il 2008, a soli 20 anni, Giovinco giocò una stagione da titolare in Serie A in prestito all’Empoli, facendosi notare soprattutto per la sua velocità, un’ottima tecnica e un tiro molto preciso. Segnò 5 gol in 35 partite e l’anno dopo tornò alla Juventus per giocarsi un posto da titolare.

Fra il 2008 e il 2010 fece però due stagioni mediocri e fu dato in comproprietà al Parma, dove nei due campionati successivi si fece notare con 22 gol in 66 partite. Nel 2012 la Juventus spese molti soldi – 11 milioni di euro – per ricomprare la metà che aveva ceduto al Parma, convinta che Giovinco sarebbe stato pronto per giocare ai massimi livelli italiani. Non andò così. Due stagioni e mezzo dopo, alla fine del 2014, la carriera di Giovinco era a un punto morto: non era titolare nella Juventus, in Nazionale non aveva mai funzionato – ancora oggi ha segnato un solo gol in 23 partite – e non era riuscito a variare e migliorare il suo gioco, fatto soprattutto di dribbling e accelerazioni improvvise. Era inoltre rimasto piuttosto fragile fisicamente: è alto circa 1 metro e 62, sette centimetri in meno di Lionel Messi, e andava spesso in difficoltà contro avversari veloci e forti fisicamente.

A Toronto le cose sono cambiate nel giro di pochi mesi: giocando da seconda punta dietro Jozy Altidore – una delle grandi promesse non mantenute del calcio americano – Giovinco prende spesso palla nella zona di confine fra difesa e centrocampo e la porta a ridosso dell’area, per poi accelerare e tirare oppure passarla in mezzo verso un compagno. Di fronte a difese lente, deboli e male organizzate come quelle nordamericane, in questo modo Giovinco risulta decisivo. Lo si vede bene in un video circolato moltissimo online che mostra una sua azione di gioco nella partita contro i New England Revolution (persa comunque da Toronto 3-1): Giovinco dribbla con due colpi di tacco un avversario – nemmeno troppo velocemente – poi si allunga la palla per superare un difensore e crossare in mezzo.

Non è chiaro però se Giovinco abbia davvero migliorato il suo gioco, dato che il livello della MLS è basso ma in crescita rispetto agli anni scorsi. Di conseguenza è ancora da dimostrare che possa rendere ugualmente bene in un campionato diverso e più competitivo, come per esempio quello spagnolo: in ogni caso lui per il momento ha detto di trovarsi bene a Toronto e di non considerare un trasferimento altrove.