(Heikki Saukkomaa/Lehtikuva via AP)

C’è un grande sciopero oggi in Finlandia

Il nuovo governo vuole tagliare ferie e stipendi per risollevare un'economia finita in grossa crisi (anche per colpa di iPhone e iPad) e i sindacati protestano

(Heikki Saukkomaa/Lehtikuva via AP)

Oggi in Finlandia è stato organizzato un grande sciopero generale per protestare contro le nuove misure di austerità decise dal governo per provare a risollevare un’economia che sta andando piuttosto male.

Il governo finlandese – guidato da Juha Sipilä, a capo di una coalizione di centrodestra – vorrebbe far passare misure che, tra le altre cose, riducano i giorni di ferie (eliminando due festività nazionali) e diminuiscano la retribuzione in caso di straordinario e in caso di lavoro la domenica. Le riforme sono state proposte per provare a rendere più produttiva l’economia finlandese, che è in recessione da mesi e in crisi da anni. Gli scioperi sono stati indetti da tutti i principali sindacati e stanno avendo importanti conseguenze sui trasporti, oltre che sulle imprese. Il Financial Times scrive che era dal 1992 che in Finlandia non c’era uno sciopero così grande e importante: in quell’occasione scioperarono circa 300mila lavoratori.

Lo sciopero è stato indetto da sindacati che rappresentano oltre due milioni di lavoratori (i cittadini finlandesi sono poco più di 5 milioni) ma non ci sono ancora numeri ufficiali sui lavoratori che hanno scelto di aderire. Helsinki Times spiega ed elenca le ripercussioni che lo sciopero avrà sull’attività di banche, negozi e trasporti pubblici. Finnair, la più grande compagnia aerea finlandese, ha cancellato 15 voli nazionali e molti altri potrebbero subire ritardi. Le più ripercussioni dello sciopero si vedranno però soprattutto nella produzione industriale e in particolare sull’industria della carta. La produzione di carta – a partire dal legname delle molte foreste finlandesi – fino ad alcuni mesi fa era uno dei motivi del successo dell’economia della Finlandia, che veniva definita la “tigre nordica”. La produzione di carta era, insieme con gli ottimi risultati della Nokia, uno dei motivi dell’ottimo stato dell’economia finlandese.

La crisi di Nokia, le diminuzioni nella vendita di carta (dovute soprattutto all’arrivo del digitale) e le sanzioni che alcuni mesi fa l’Europa ha imposto alla Russia (un importante partner commerciale della Finlandia) hanno però messo in crisi i principali pilastri su cui si basava il successo della Finlandia. «Gli iPhone hanno ucciso Nokia e gli iPad hanno ucciso l’industria della carta», ha detto nel 2014 l’ex ministro finlandese Alexander Stubb per sintetizzare una situazione molto particolare. Dal 2008 a oggi l’economia finlandese si è contratta dell’8 per cento, la disoccupazione ha superato il 10 per cento e nel 2015 il rapporto fra deficit e PIL sarà superiore al 3 per cento (il limite considerato “sano” per i paesi dell’eurozona).

Poco dopo l’insediamento del suo governo, avvenuto nel maggio 2015, Sipilä aveva proposto ai sindacati una riduzione del 5 per cento negli stipendi di molti lavoratori. Quella proposta è stata rifiutata dai sindacati e il governo sta quindi cercando di far passare delle nuove riforme che – oltre all’abolizione di due feste nazionali e alla  diminuzione nella retribuzione per gli straordinari e le domeniche – prevedono di pagare all’80 per cento del totale i giorni di malattia e ridurre i giorni di vacanza dei dipendenti pubblici a 30 giorni l’anno. Lauri Lyly – presidente di SAK, il più grande sindacato finlandese – ha detto che “attraverso la sua legislazione coercitiva il governo vuole indebolire le condizioni di lavoro”, violando in maniera evidente i diritti dei lavoratori.