I senatori Roberto Calderoli (Lega Nord), Raffaele Ranucci (PD) con il sottosegretario Luciano Pizzetti e la ministra Maria Elena Boschi. (Roberto Monaldo / LaPresse)

Le foto di giovedì in Senato

È iniziata la discussione del disegno di legge Boschi sulla riforma del Senato, tra polemiche e proteste delle opposizioni

I senatori Roberto Calderoli (Lega Nord), Raffaele Ranucci (PD) con il sottosegretario Luciano Pizzetti e la ministra Maria Elena Boschi. (Roberto Monaldo / LaPresse)

Senatrici e senatori hanno iniziato oggi una nuova discussione in aula della riforma del Senato, una delle più importanti portate avanti dal governo di Matteo Renzi e definita dal presidente del Consiglio la “madre di tutte le riforme”. Il dibattito nella prima giornata è stato molto movimentato, anche perché il disegno di legge è arrivato direttamente in aula senza essere prima esaminato dalla commissione Affari costituzionali, su richiesta della maggioranza che vuole sveltire i tempi di approvazione ed evitare l’ostruzionismo dell’opposizione. Sinistra Ecologia Libertà l’ha definita “un’accelerazione di carattere politico” inaccettabile, mentre per i senatori della Lega Nord “si stanno costruendo i presupposti per tornare al fascismo”. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che abbandonerà “a tempo indefinito” la commissione perché non ne sono state rispettate le funzioni, ha detto il senatore Vito Crimi.

Diversi senatori hanno provato a rallentare i lavori sostenendo la necessità di discutere prima il disegno di legge sulle missioni all’estero, già all’ordine del giorno e superato dall’arrivo della riforma del Senato. Il ddl è però ancora in commissione Bilancio e di conseguenza si è passati a quello sulla riforma, come ha spiegato il presidente del Senato, Pietro Grasso. Alle 15 sono iniziati i voti sulle pregiudiziali finora presentate da SEL, M5S, Lega Nord e Forza Italia, respinte poi tutte assieme con un’unica votazione.

La riforma prevede di modificare le funzioni e la composizione del Senato: prevede un Senato non più elettivo e l’eliminazione del “bicameralismo paritario”. In altre parole la Camera potrà approvare gran parte delle leggi senza bisogno del “sì” del Senato, che perderà anche la possibilità di revocare la fiducia al governo. Oggi Renzi ha detto che i tempi continueranno a essere stringati: “il disegno di legge Boschi tornerà alla Camera a gennaio e poi nell’estate-autunno 2016 ci sarà il referendum”, necessario per adottare le modifiche apportate alla Costituzione in Parlamento.