• sabato 29 agosto 2015

La foto dei migranti in mare non è di Banksy

È di una campagna di una ONG spagnola di qualche mese fa, e ora l'ha semplicemente condivisa una pagina Facebook finta e sgangherata di Banksy

Venerdì 28 agosto diversi giornali italiani hanno pubblicato una foto che mostra dei migranti morti in mare aperto, disposti a cerchio, spiegando che era stata pubblicata dal famoso artista Banksy. La posizione dei cadaveri dei migranti ricorda molto la bandiera dell’Unione Europea, formata da dodici stelle gialle in cerchio su uno sfondo blu: per questo i giornali hanno ipotizzato che la foto fosse stata scelta da Banksy per denunciare l’atteggiamento dell’Europa nell’accoglienza dei migranti che attraversano il Mediterraneo. In realtà la foto non è stata né scattata né pubblicata da Banksy.

Banksy non ha una pagina Facebook ufficiale, e quella che ha effettivamente condiviso l’immagine non è gestita né affiliata all’artista: è una pagina che si limita a condividere vecchi e nuovi lavori di Banksy, insieme a immagini di opere di altri artisti, ad aforismi legati al conflitto israelo-palestinese e post dal tono complottista, in cui parla ad esempio di «controllo sionista globale dei media».

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Come ha precisato qualche giornale italiano – in alcuni casi correggendo l’errore dopo che gli era stato segnalato – la foto era stata utilizzata nel maggio del 2015 da un’organizzazione spagnola che si occupa di diritti umani, la CEAR (Comisión Española de Ayuda al Refugiado), per una campagna di sensibilizzazione sui naufragi dei migranti nel Mediterraneo chiamata #UErfanos, e non è chiaro se sia stata in qualche modo “modificata”. Ancora oggi la foto è l’immagine di copertina dell’account Twitter della CEAR. Una cosa simile era accaduta lo scorso gennaio dopo l’attentato terroristico nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi: un’immagine condivisa da un account Instagram non ufficiale di Banksy era stata pubblicata come autentica da molti giornali, ma in realtà era di un’illustratrice inglese di nome Lucille Clerc.

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