La distruzione di pesche sequestrate, nella città di Novozybkov, il 7 agosto. (AFP/Getty Images)
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  • venerdì 28 agosto 2015

Il cibo europeo distrutto in Russia

Da un mese la Russia distrugge centinaia di tonnellate di cibo: ufficialmente per motivi sanitari, ufficiosamente per ritorsione dopo le sanzioni europee

La distruzione di pesche sequestrate, nella città di Novozybkov, il 7 agosto. (AFP/Getty Images)

Giovedì 27 agosto la Russia ha fatto distruggere 1,5 tonnellate di cibo importato dall’Europa e destinato a un evento di automobilismo organizzato dalla BMW che si terrà il prossimo fine settimana vicino a Mosca. Le autorità sanitarie russe hanno sequestrato il cibo spiegando che mancavano i documenti che ne accertassero la provenienza e che c’erano sospetti di contraffazione delle etichette e quindi possibili rischi medico-sanitari. L’agenzia russa di controllo delle importazioni di cibo, Rosselkhoznadzor, ha spiegato in un comunicato che il cibo “è stato sequestrato per gravi violazioni delle norme sanitarie”, ma questo è solo l’ultimo di una serie di sequestri di cibo europeo avvenuti nelle ultime settimane, dopo che è entrata in vigore all’inizio di agosto una dura legge per disincentivare l’importazione illegale di cibo prodotto nella UE.

Il divieto di importare cibo europeo in Russia è stato deciso nell’estate del 2014 dal governo russo in risposta alle sanzioni economiche decise dall’Unione Europea contro la Russia per via dell’invasione della Crimea e dell’Ucraina. Lo scorso agosto, tuttavia, il governo ha deciso di cambiare le leggi per contrastare l’importazione illegale di cibo, visto che nel corso dell’ultimo anno molti prodotti alimentari sono stati importati con etichette contraffatte che indicano paesi di produzione non appartenenti all’Unione Europea (ai quali il divieto non si applica).

La distruzione del cibo europeo in Russia è iniziata ad agosto, dopo alcuni sequestri di prodotti con etichette ritenute non autentiche dalle autorità russe. Il cibo viene bruciato o seppellito, nel caso si tratti di frutta o verdura. La nuova legge che impone la distruzione del cibo sequestrato prescrive anche che la distruzione avvenga di fronte a testimoni e che venga filmata, per evitare che possa poi essere rivenduto. Riporta il Guardian che nel primo giorno di applicazione della legge, il 6 agosto, sono state distrutte circa 300 tonnellate di cibo, tra cui 650 chili di mele provenienti dalla Polonia, una spedizione di carne irlandese sequestrata in un magazzino nella città di Reutovo e 114 chili di carne con etichetta brasiliana ma che secondo le autorità era stata prodotta in Europa.

Molte persone, in Russia, hanno criticato la nuova legge, chiedendo al governo di rivederla per permettere che il cibo sequestrato venga distribuito tra pensionati e poveri. Una petizione online è stata firmata da più di 300.000 persone e, secondo il Guardian, anche molti sostenitori del governo di Putin hanno trovato inappropriata la decisione di distruggere grandi quantità di cibo come semplice ritorsione. Come ha spiegato BBC, accanto al problema etico legato alla distruzione del cibo ce n’è uno di carattere economico. I divieti della Russia sull’importazione hanno causato una riduzione dell’offerta e un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari in tutto il paese, che sta peraltro attraversando un periodo di crisi economica. Anche alcuni ristoratori hanno detto di aver avuto problemi a causa dei nuovi divieti, visto che prodotti come i formaggi italiani o francesi non possono essere rimpiazzati con altri di origine russa. Oltre alle critiche, tuttavia, ci sono anche state dimostrazioni di sostegno per la nuova legge: a Mosca un gruppo di attivisti controlla la merce esposta nei supermercati appiccicando adesivi sui prodotti di importazione europea affinché non possano essere venduti. Dal 6 agosto, infatti, è diventata illegale anche la vendita di prodotti europei, oltre che la loro importazione.

Le autorità russe finora hanno risposto alle critiche chiedendo che la situazione non venga “eccessivamente drammatizzata”, anche se contemporaneamente non impedisce a fotografi e giornalisti di assistere e documentare la distruzione del cibo. Un portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha spiegato che anche se visivamente non è bello vedere cibo distrutto, è necessario farlo quando non è possibile stabilire la provenienza di un prodotto e la sua idoneità al consumo. La Rosselkhoznadzor ha detto che pochi giorni dopo l’approvazione della nuova legge la quantità di cibo illegale contrabbandato in Russia era diminuita di dieci volte.

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