• Mondo
  • domenica 23 agosto 2015

C’è un nuovo video di “Jihadi John”?

Il Daily Mail dice di aver ottenuto le prime immagini a volto scoperto del miliziano dell'ISIS noto per i video delle decapitazioni, ma ci sono dubbi sulla sua autenticità

Il Mail on Sunday, la versione domenicale del giornale scandalistico Daily Mail, ha ottenuto e pubblicato sul sito un video molto sfocato di otto secondi che secondo alcune fonti mostrerebbe per la prima volta a volto scoperto Mohammed Emwazi, noto con il soprannome di Jihadi John, il miliziano dell’ISIS protagonista di diversi video in cui sono stati decapitati ostaggi occidentali. L’autenticità del video, però, non è ancora stata confermata da altre fonti, e lo stesso Mail on Sunday ha ammesso di non essere in possesso del video completo.

La notizia è stata ripresa da quasi tutti i giornali italiani, mentre gran parte della grande stampa internazionale ha mantenuto un atteggiamento più cauto: il primo giornale internazionale “serio” che ha ripreso la notizia è stato l’Independent. Il Daily Mail ha la fama di affidarsi frequentemente a fonti di dubbie e diversi suoi articoli si sono spesso rivelati privi di fondamenta solide. Secondo il Mail on Sunday, il video muto e della durata di otto secondi che ha pubblicato sul sito è soltanto un estratto di un filmato più lungo del quale alcuni giornalisti hanno anche sentito parte dell’audio. In questa versione “lunga” del filmato, sempre secondo il Mail on Sunday, Emwazi ha promesso di tornare nel Regno Unito al seguito del Califfo, cioè il leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al Baghdadi, e di continuare a tagliare teste.

L’articolo del Mail on Sunday riporta anche i dettagli di come il giornale è riuscito ad entrare in possesso del video. Si tratta di una storia abbastanza complicata e incompleta. Secondo la versione del Mail on Sunday il filmato intero è stato girato due mesi fa in una città della Siria orientale controllata dall’ISIS. Il filmato poi è finito nelle mani di alcuni ribelli della Free Syrian Army (FSA), la formazione moderata che combatte sia contro l’ISIS che contro il regime siriano. Gli uomini della FSA hanno quindi inviato il filmato – tramite l’applicazione di messaggistica Viber – ad Abu Rashid, un membro della FSA che risiede a Sofia, capitale della Bulgaria.

Dopo aver ricevuto il video, Rashid ha inviato una copia del filmato alla polizia bulgara ed un’altra ad un’attivista vicino alla FSA che vive ad Istanbul. Sarebbe questo ultimo personaggio ad aver parlato con i giornalisti del Daily Mail. Non è chiaro perché abbia consegnato loro soltanto un video di otto secondi, quando il filmato intero dura un minuto e 17. I giornalisti sostengono di aver comunque sentito personalmente almeno una parte dell’audio del video in cui l’uomo dice: «Continuerò a tagliare teste».

I giornalisti non hanno invece sentito la parte del filmato in cui il protagonista ammette di essere Mohammed Emwazi. Questa parte gli è stata solamente riferita dall’attivista che risiede ad Istanbul. Stando alla sua ricostruzione, il protagonista del filmato dice rivolto alla telecamera: «Sono Mohammed Emwazi e tornerò presto nel Regno Unito insieme al Califfo». I giornalisti dicono di aver mostrato il loro filmato di otto secondi a un esperto di riconoscimenti facciali, secondo cui il viso del protagonista ha diversi elementi chiave in comune con quello di Emwazi (di lui infatti abbiamo alcune fotografie scattate prima che partisse per la Siria).

L’identità di Jihadi John è stata resa pubblica da diversi giornali lo scorso febbraio, mentre le agenzie investigative di Stati Uniti e Regno Unito lo avevano giù identificato lo scorso settembre. Emwazi è nato in Kuwait ed è cresciuto in un quartiere di una zona occidentale di Londra: si era trasferito con la famiglia nel Regno Unito quando aveva sei anni e oggi si ritiene che abbia tra i 20 e i 30 anni. Il primo video in cui compare è quello che mostra la decapitazione del giornalista americano James Foley, nell’agosto del 2014. Da allora si ritiene che Emwazi sia comparso in numerosi video simili.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.