I candidati e le candidate alla leadership del Labour
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  • mercoledì 22 Luglio 2015

Le primarie del Partito laburista britannico

Tra due mesi sarà scelto il nuovo leader, dopo la sconfitta elettorale: quattro candidati, i sondaggi danno favorito il più "ribelle"

I candidati e le candidate alla leadership del Labour

Il Times ha pubblicato il primo sondaggio sui candidati alla leadership del Partito laburista britannico, il principale partito di sinistra del Regno Unito: il nuovo segretario – o la nuova segretaria – sarà eletto il prossimo 10 settembre per sostituire Ed Miliband, che era stato eletto nel 2010 battendo per pochi voti suo fratello maggiore David e che si era dimesso lo scorso maggio in seguito al deludente risultato delle elezioni politiche. Attualmente il partito è guidato dalla reggente Harriet Harman.

I candidati sono quattro, dopo il ritiro di Chuka Umunna: il sondaggio del Times dice che Jeremy Corbyn è decisamente in vantaggio con un distacco rispetto agli altri candidati di 17 punti. Corbyn è dato al 43 per cento, Andy Burnham al 26, Yvette Cooper al 20 e Liz Kendall al quarto posto con l’11 per cento. Cooper, ministra degli Interni ombra, ha però contestato i dati del sondaggio dicendo che non corrispondono ai suoi dati interni e che la loro diffusione rischia di influenzare le preferenze e ridurre la competizione ai primi due: Corbyn e Burnham. Il sondaggio dice anche che Corbyn vincerebbe con il 53% dei voti in caso di ballottaggio contro Burnham. È stato condotto da Yougov su un campione di 1.054 persone, di cui il 20 per cento ha detto di essere ancora indeciso sul voto.

I sondaggi
Della questione dell’affidabilità dei sondaggi si discute da sempre, ma nel Regno Unito in particolare da qualche mese: il risultato elettorale dello scorso maggio è stato del tutto inaspettato, dato che i sondaggi avevano spinto diversi giornalisti e analisti a parlare delle elezioni più incerte nel Regno Unito da molti anni a questa parte. La vittoria dei Conservatori e di David Cameron era stata invece nettissima: i Conservatori avevano ottenuto 331 seggi in Parlamento, sufficienti per avere la maggioranza assoluta e quindi governare da soli, senza la necessità di stringere accordi con altri partiti. Si era trattato della vittoria più netta del partito degli ultimi 30 anni.

I due candidati e le due candidate, in breve
Jeremy Corbyn ha 66 anni, dal giugno del 1983 è il parlamentare laburista che rappresenta Islington North Jeremy è il fratello di Piers, proprietario di un celebre centro di previsioni del tempo, ed è socialista: si oppone a qualsiasi iniziativa privata, vorrebbe nazionalizzare le ferrovie, alzare il salario minimo, tassare le corporation e ha preso spesso posizioni a favore dei palestinesi e contro l’intervento del Regno Unito in Iraq. In molti lo descrivono come un ribelle poiché ha spesso votato in Parlamento contro il volere del Laburisti, il suo stesso partito. Andy Burnham ha 45 anni, si è laureato a Cambridge, è stato ministro ombra alla Sanità, e per alcune sue dichiarazioni e posizioni è stato molto contestato e considerato piuttosto vicino al partito conservatore.

Liz Kendall, definita la più a destra dei candidati, è deputata alla seconda legislatura, ha 44 anni, una laurea a Cambridge e si è candidata un po’ a sorpresa alle primarie laburiste. I suoi rapporti con l’altra candidata donna sono piuttosto complicati. Yvette Cooper l’ha per esempio accusata di non capire i problemi delle “madri che lavorano”. E la questione della maternità è stata al centro dell’ultima copertina, molto discussa e criticata, della rivista britannica The New Statesman, che si domandava perché così tante donne di successo non avessero dei figli. Tutto aveva avuto inizio con un articolo pubblicato sullo Huffington Post, in cui la deputata laburista Helen Goodman spiegava di voler sostenere la candidata Yvette Cooper alla leadership del partito perché madre di tre figli. In molti l’avevano vista come una critica alla rivale Kendall che non ha figli ed è single. La rivista aveva messo in copertina 4 donne: la cancelliera tedesca Angela Merkel, Nicola Sturgeon, prima ministra della Scozia e leader del Partito nazionale scozzese, Liz Kendall e Theresa May ministro dell’Interno britannico. Tra le quattro donne c’era una culla vuota in cui “dormiva” un’urna elettorale.

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Le tappe
Il prossimo 14 agosto verranno inviate per posta le schede per il voto a chi ne ha diritto. Il 10 settembre scade a mezzogiorno il termine ultimo per votare, mentre due giorni dopo, il 12 settembre, sarà annunciato il vincitore e il 27 settembre comincerà il congresso del Partito laburista.

Alle primarie dei Laburisti possono votare tutti i parlamentari e gli europarlamentari laburisti, gli iscritti del partito e delle organizzazioni affiliate, come alcuni sindacati. Non tutti i voti però hanno lo stesso peso: le preferenze sono suddivise in tre settori – parlamentari ed europarlamentari, iscritti al partito, iscritti a organizzazioni affiliate – e ognuna pesa per un terzo nel risultato finale, al di là del numero di voti che esprime. Non si può vincere senza il consenso della maggioranza assoluta del partito: quindi se al primo scrutinio nessun candidato dovesse superare questa soglia – com’è alquanto probabile – si andrà a un ballottaggio tra i due candidati più votati, come successe con i fratelli Miliband.