• Mondo
  • venerdì 17 luglio 2015

Di cosa abbiamo paura

Lo dice una nuova ricerca, paese per paese: in America Latina ci si preoccupa del cambiamento climatico, in Russia dell'instabilità economica, in Italia dell'ISIS

L’istituto di ricerche statistiche e sondaggi Pew Research Center ha diffuso una nuova ricerca su quale sia considerata oggi la più grande minaccia globale. L’istituto ha sottoposto la domanda a persone di varia nazionalità, proponendo sette risposte possibili: il cambiamento climatico, l’instabilità economica, l’ISIS, il programma nucleare iraniano, gli attacchi informatici, le tensioni con la Russia e le dispute territoriali con la Cina. La ricerca è stata svolta in 40 paesi del mondo e ha coinvolto circa 45mila persone, intervistate sia per telefono che faccia a faccia tra il 25 marzo e il 27 maggio 2015: le risposte prese in considerazione nella ricerca sono state solo quelle relative alle minacce verso cui l’intervistato si è detto “molto preoccupato”.

I risultati della ricerca mostrano come sia diversa la percezione del pericolo a seconda del paese – ma anche del continente – in cui si vive. Per esempio è emerso che nei paesi solitamente definiti “occidentali” – Stati Uniti, Europa e Australia – si ha molta paura dello Stato Islamico, o ISIS, nonostante il bassissimo numero di attacchi compiuti finora dal gruppo fuori dal Medio Oriente e Nord Africa. In America Latina e nei paesi asiatici in via di sviluppo, Cina e India fra tutti, c’è molta preoccupazione riguardo al cambiamento climatico. In Russia si ha paura soprattutto dell’instabilità economica. Il Guardian ha realizzato una bella infografica che permette di vedere facilmente i risultati della ricerca di tutti i 40 paesi considerati.

paure

In 19 dei 40 paesi coinvolti nella ricerca il cambiamento climatico è stato individuato come una minaccia dal maggior numero di persone: in Brasile e in Perù si sono dette preoccupate dal cambiamento climatico il 75 per cento delle persone sentite. Il paese del mondo che più considera il cambiamento climatico come un problema è il Burkina Faso (79 per cento). In altri paesi la popolazione è molto preoccupata da questioni che si possono definire più “locali”. Nell’Europa orientale, per esempio, la tensione con la Russia è al primo posto tra le minacce percepite, molto distaccata per esempio dalla paura dell’ISIS o dal cambiamento climatico: in Polonia la considera un problema il 44 per cento della persone sentite, in Ucraina il 62 per cento. In Vietnam e in Giappone c’è molta preoccupazione per le tensioni territoriali con la Cina, anche se piuttosto sorprendentemente i giapponesi hanno più paura dell’ISIS: probabilmente si spiega con la vicenda dei due giapponesi rapiti e decapitati lo scorso gennaio, molto ripresa dai media giapponesi anche in assenza di minacce dirette al territorio nazionale.

I dati relativi all’Italia sono piuttosto curiosi. Il 69 per cento degli italiani consultati si sono detti molto preoccupati dalla minaccia dell’ISIS: è un valore piuttosto alto se si considera che in Italia – a differenza di altri paesi europei – l’ISIS non ha mai compiuto attentati e anche il problema dei cosiddetti “foreign fighters”, cioè gli stranieri che vanno a combattere la guerra in Siria, non è considerato particolarmente rilevante dal governo. Ma il dato è ancora più fuori misura se si considera che l’instabilità economica è considerata una seria preoccupazione solo per il 48 per cento delle persone sentite. È possibile che in Italia la minaccia dell’ISIS sia percepita come così forte perché descritta quotidianamente con toni molto allarmisti e sensazionalistici dalla stampa.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.