L'australiano Nikc Kyrgios dopo aver battuto l'argentino Juan Mónaco al secondo turno di Wimbledon, Londra, 1 luglio 2015. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)
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  • martedì 7 luglio 2015

Il turbolento Nick Kyrgios

Il tennista più discusso delle ultime ore è un ventenne molto bravo e molto sopra le righe, eliminato da Wimbledon con polemiche, gag e accuse di aver perso apposta

L'australiano Nikc Kyrgios dopo aver battuto l'argentino Juan Mónaco al secondo turno di Wimbledon, Londra, 1 luglio 2015. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

La partita di Wimbledon di cui si sta più parlando nelle ultime ore è quella giocata – e persa – dall’australiano Nick Kyrgios contro il francese Richard Gasquet. Non se ne sta parlando perché è stata particolarmente appassionante ma per il comportamento – definito da molti arrogante e irrispettoso – del ventenne Kyrgios, considerato una grande promessa del tennis australiano e una specie di nuovo “bad boy” del tennis internazionale. Non è la prima volta che Kyrgios viene accusato di comportarsi in modo eccessivo e sopra le righe, tanto che molti lo hanno già paragonato ad altri famosi tennisti del passato dal carattere esuberante e imprevedibile, come il romeno Ilie Năstase (che con un gioco di parole era chiamato “Nasty Năstase”, “Nastase l’antipatico”) e gli statunitensi John McEnroe e Andre Agassi.

In quest’ultima partita Kyrgios – che l’anno scorso al suo debutto a Wimbledon aveva eliminato lo spagnolo Rafael Nadal, allora numero uno al mondo – è stato accusato di aver perso volutamente, o perlomeno di non essersi impegnato abbastanza: un comportamento vietato dal regolamento di Wimbledon e sanzionato con una multa fino a 18 mila euro. Dopo aver perso di poco il primo set, Kyrgios è stato ripreso dall’arbitro James Keothavong per aver violato il regolamento che impone di non pronunciare “oscenità”.

Infuriato con l’arbitro, Kyrgios ha continuato a giocare svogliatamente, servendo male, non sforzandosi nemmeno di rispondere a un colpo di Gasquet e puntando il dito contro Keothavong. Il pubblico, solitamente divertito dalle sue intemperanze, ha iniziato a fischiarlo e parteggiare per il francese. Kyrgios si è messo a litigare con l’arbitro addirittura mentre si cambiava i calzini: «Resto in campo. Se ti arrabbi per questo andiamo oltre. Mi sto solo cambiando i calzini. Vuoi chiedere a lui? Richard, mi sto cambiando i calzini, ti va bene? Sì, per lui va bene».

Dopo aver perso anche il secondo set, Kyrgios ha ripreso il suo gioco aggressivo e divertente, anche se con molti alti e bassi, e ha vinto il terzo set tra altre esuberanze: ha lanciato una racchetta in aria per tre metri facendola finire tra la folla e ha abbracciato un raccattapalle. Gasquet ha perso a sua volta la pazienza, ha sbattuto a terra una racchetta, ma alla fine è riuscito ad aggiudicarsi l’ultimo set, vincendo la partita per 7-5, 6-1, 6-7, 7-6. Kyrgios ha affrontato la conferenza stampa dopo la partita con un atteggiamento tra l’abbattuto e l’arrogante difendendosi dalle accuse di non essersi impegnato abbastanza: «Ero solo frustrato. Voglio dire, è dura là fuori. Non so che altro aggiungere. Se decidono di multarmi, facciano pure».

Questa non è stata comunque l’unica partita dove Kyrgios si è fatto notare: anche nelle tre precedenti è stato richiamato più volte dagli arbitri. Al primo turno contro l’argentino Diego Schwartzman ha avuto un battibecco con l’arbitro Mohamed Lahyani e lo si è sentito mormorare «dirty scum» (in italiano una cosa tipo “ma che stronzo”); in conferenza stampa ha spiegato che in realtà stava parlando di sé stesso. Si è anche messo a urlare contro l’arbitro: «Si sta bene su quella sedia lassù eh? Ci si sente più potenti vero?».

Al secondo turno si è lamentato del caldo dicendo: «la mia cazzo di testa sta per esplodere, non mi sento molto bene» (il regolamento di Wimbledon vieta le imprecazioni), mentre al terzo turno contro Milos Raonic è sceso in campo con la bandana ufficiale di Wimbledon, colorata di viola e verde, i colori ufficiali del torneo. Il regolamento impone ai tennisti di vestire esclusivamente di bianco e per questo l’arbitro gli ha chiesto di giocare con la bandana al rovescio.

Kyrgios è diventato famoso nel 2014 proprio a Wimbledon, dove era entrato con una wild card, un invito che il torneo rivolge a tennisti molto giovani o ex campioni senza dover passare dalle qualificazioni. Durante il torneo aveva battuto al secondo turno proprio Gasquet in una sorprendente partita di cinque set che Kyrgios – all’epoca al 144esimo posto della classifica dei tennisti professionisti ATP – aveva recuperato dopo aver perso due set e dopo aver salvato nove match point nel quarto e quinto set. Aveva poi battuto Nadal ed era stato infine eliminato da Milos Raonic. Da allora Kyrgios è arrivato fino alla 22esima posizione in classifica (ora è 29esimo) e si è fatto notare per il suo stile di gioco aggressivo e imprevedibile, con un servizio definito da molti devastante.

Kyrgios batte Nadal a Wimbledon, nel 2014:

Oltre che per il suo gioco, Kyrgios è diventato famoso anche per la sua storia e per la sua personalità: è nato a Canberra, in Australia, nel 1995, da un commerciante greco e da una principessa della Malesia, che ha perso il titolo reale quando da piccola si trasferì in Australia con la famiglia. Kyrgios, come Agassi, ha raccontato più volte di aver scelto la carriera da tennista per le pressioni della famiglia, ma che avrebbe preferito giocare a basket: «Ero fissato col basket ma alla fine ho scelto il tennis. Sono stato spinto dai miei genitori e posso ancora dire che non amo questo sport. Se in tv su un canale danno l’NBA e su un altro un torneo di tennis, non c’è dubbio: guarderò il basket». Per questo indossa spesso magliette senza maniche – come i giocatori di basket – e anche il suo look si discosta da quello solitamente più misurato dei tennisti: capelli rasati a zigzag, i tatuaggi e due grossi diamanti alle orecchie.

«Ha un servizio potente e molto talento», ha detto di lui McEnroe, aggiungendo che è «uno dei tennisti più pericolosi di Wimbledon. Secondo me vincerà tornei molto importanti». Secondo McEnroe «le persone inizieranno a dargli addosso e diranno che non gli piace come si veste, come si è tagliato i capelli, e che parla troppo. Ma la verità è che è una boccata d’aria fresca per il tennis». Le partite di Kyrgios sono infatti molto divertenti da guardare: oltre a giocare bene, dialoga moltissimo con il pubblico, lo intrattiene, cerca di farlo divertire scherzando, irritando gli arbitri e facendo il buffone.

Se molti – tennisti, commentatori, appassionati – criticano i suoi eccessi, altri sono contenti che ci sia qualche tennista “di carattere”, lontano dall’atteggiamento controllato di Federer, da quello timido di Nadal o da quello generalmente simpatico di Djokovic. L’ex tennista statunitense Andy Roddick per esempio ha detto: «Vorrei che mio figlio si comportasse così? Credo di no. Ma vorrei guardarlo giocare così? Credo di sì». Quanto a lui, davanti alle tante polemiche di chi si chiede se sia solo un ragazzino moccioso o peggio una “testa di cazzo” (come ha scritto The Australian), ha risposto: «Non mi importa».

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