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  • giovedì 2 luglio 2015

La legge per i vaccini obbligatori in California

Dopo l'epidemia di morbillo dell'anno scorso, è stata abolita la possibilità di non vaccinare i figli per motivi religiosi e "opinioni personali"

Una donna con suo figlio ad una manifestazione per l'approvazione della legge sui vaccini, martedì 30 giugno 2015, a Sacramento, in California. (AP Photo/Rich Pedroncelli)

Martedì 30 giugno il governatore della California Jerry Brown ha firmato una delle leggi più severe degli Stati Uniti sulle vaccinazioni. La legge era stata proposta dopo che alla fine del 2014 nel parco divertimenti di Disneyland di Anheim, in California, c’era stata un’epidemia di morbillo. In seguito all’epidemia, che aveva fatto ammalare più di cento persone tra Stati Uniti e Messico, i senatori democratici Richard Pan e Ben Allen avevano cominciato a lavorare a una legge che permettesse di innalzare il livello medio di vaccinazione in alcune aree dello stato della California. Molti genitori americani evitano di vaccinare i loro figli – oppure rimandano le vaccinazioni – per timore di effetti sulla salute dei bambini. Moltissimi studi hanno dimostrato che non c’è nessuna relazione tra i vaccini e l’autismo o altre malattie croniche: tuttavia continuano a circolare teorie senza prove sulla pericolosità dei vaccini, spesso sostenute anche da personaggi molto famosi.

La situazione in California
In California il tasso di vaccinazione medio è nel complesso buono, pari a quello considerato soddisfacente per garantire la sicurezza della popolazione. Tuttavia, nelle zone periferiche delle città il tasso di vaccinazione si è ridotto in modo considerevole negli ultimi dieci anni: in alcune scuole è di circa il 50 per cento, mentre invece secondo il “Centers for disease control and prevention” degli Stati Uniti dovrebbe essere tra il 92 e il 94 per cento per tenere al sicuro chi non può vaccinarsi perché allergico o malato.

Cosa comporta la legge
Dei 50 stati che formano gli Stati Uniti, 47 permettono ai genitori – se vogliono – di non fare vaccinare i figli per motivi religiosi, mentre 20 permettono di non farlo anche solo per opinioni personali. Per molti anni solo poche famiglie non hanno fatto vaccinare i loro figli, ma quando il loro numero è cresciuto si è arrivati a situazioni come l’epidemia di morbillo dell’anno scorso in California.

Con la nuova legge, la California è diventato il terzo stato americano – dopo Mississippi e West Virginia – a non prevedere la possibilità di astenersi dalle vaccinazioni per motivi personali. Resterà valida l’esenzione per motivi medici, se i bambini hanno particolari problemi di salute. Nel prendere in considerazione se il bambino possa essere esentato, il medico potrà valutare anche i dati medici relativi agli altri membri della famiglia. A partire dall’anno scolastico 2016-2017 i bambini non vaccinati che non potranno dimostrare un valido motivo per l’esenzione non potranno andare a scuola, ma dovranno essere istruiti a casa, per evitare la diffusione di malattie gravi e potenzialmente letali. La nuova legge sarà valida sia per le scuole pubbliche sia per quelle private, e anche per gli asili nido. Sempre martedì è stata approvata un’altra legge che impone ai lavoratori degli asili nido e a chi fa istruzione privata di essere vaccinati contro il morbillo, l’influenza stagionale e la pertosse.

Cosa dicono i sostenitori della legge
Nel firmare la legge il governatore Brown ha espresso in un messaggio il suo sostegno diretto alle nuove norme, una cosa abbastanza rara. Nel messaggio dice: «La scienza dimostra chiaramente che i vaccini proteggono i bambini da molte malattie pericolose e infettive. Anche se è vero che nessun intervento medico è senza rischio, i risultati provano che tutta la comunità trae beneficio da un alto livello di immunizzazione».

Le proteste
Fin dalla presentazione della legge a febbraio 2015, ci sono state molte manifestazioni di protesta. Per alcune persone una legge di questo tipo è incostituzionale perché limita la libertà di decisione dei genitori. Altri stati oltre California, Mississipi e West Virginia hanno tentato di approvare una legge per ridurre le possibilità di esenzione, ma non hanno avuto successo. Nonostante le manifestazioni la legge ha superato l’esame di quattro commissioni parlamentari e è stata approvata da entrambe le camere dello stato. Il senato ha votato alcuni emendamenti lunedì e il governatore ha firmato la legge in meno di 24 ore. Gli oppositori sostengono che la questione non sia ancora chiusa e dicono di stare valutando sia un referendum sia la via del ricorso legale.

Italia
In Italia le uniche vaccinazioni obbligatorie per legge sono quelle contro la difterite, il tetano, la poliomielite e l’epatite virale di tipo B. Non esistono obblighi per altri tipi di vaccino perché negli anni l’approccio è cambiato e da obbligo si è passati a parlare di “diritto di ciascun bambino di essere protetto dalle malattie prevenibili mediante vaccino”. Alla base di questa impostazione c’è il diritto per il paziente di decidere se adottare o meno una terapia in autonomia dopo la consultazione con i medici. Chi decide di non procedere con la vaccinazione si assume però la responsabilità penale nei confronti delle persone che potrebbero essere contagiate. Il vaccino contro morbillo, parotite (gli “orecchioni”) e rosolia non è obbligatorio, ma è altamente raccomandato dal ministero della Salute ed è somministrato gratuitamente a tutti i bambini.

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