Ancora nessun accordo tra Grecia e creditori

A mezzanotte si è concluso il programma di salvataggio europeo per la Grecia che è anche entrata in default nei confronti del Fondo Monetario Internazionale

Alexis Tsipras (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

Alla mezzanotte di oggi martedì 30 giugno, è scaduto il termine per il rimborso delle rate di giugno che il governo della Grecia doveva versare al Fondo Monetario Internazionale. Si tratta di circa 1,6 miliardi di euro. Nei primi minuti di mercoledì 1 luglio, il mancato pagamento è stato confermato dal FMI che ha anche detto di aver ricevuto dalla Grecia una richiesta di proroga che prenderà in considerazione «a tempo debito». Non è chiaro cosa significhi. Gerry Rice, portavoce del FMI, ha comunque dichiarato che la Grecia non potrà ricevere ulteriori finanziamenti se gli arretrati non verranno cancellati. Di fatto la Grecia è ora in default nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, anche se il Fondo stesso preferisce usare l’espressione «arretrato».

A mezzanotte è scaduto anche il piano di salvataggio europeo per il paese. I negoziati stanno comunque proseguendo. Il governo di Atene aveva chiesto ai paesi che adottano l’euro un nuovo prestito e in alternativa una proroga del piano di salvataggio iniziato nel 2012 e ancora in corso. La proposta è stata valutata dai ministri delle Finanze dei paesi che fanno parte dell’euro, ma non è stato trovato alcun nuovo accordo. La Greciaha dunque perso l’accesso, sotto varie forme, a 16 miliardi di aiuti.

Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, ha detto che la Grecia manderà una nuova proposta e che i ministri delle Finanze si riuniranno mercoledì 1 luglio alle 11.30 per discuterla. Il nuovo piano di salvataggio, ha aggiunto, dovrà comunque avere condizioni «più severe».

Sul fronte interno, quello greco: dopo una riunione al ministero delle Finanze, è stato deciso che 1.000 sportelli bancari in tutto il paese riapriranno ma solo per i pensionati che non hanno carte di credito o bancomat e che potranno ritirare da domani, mercoledì 1 luglio e fino a venerdì, 120 euro. Inoltre le banche si sono impegnate a rilasciare immediatamente carte e bancomat ai pensionati per poter permettere loro di fare i prelievi giornalieri con il limite imposto di 60 euro al giorno.

Di seguito, gli aggiornamenti pubblicati oggi minuto per minuto.

00:25 1 Lug 2015

Il Fondo Monetario Internazionale ha confermato che la Grecia non ha versato il rimborso in scadenza. Ha anche confermato che il governo di Alexis Tsipras aveva inviato una richiesta di proroga del pagamento e che il consiglio prenderà in considerazione la richiesta «a tempo debito». Non è chiaro se questo avverrà nelle prossime ore o se si tratti di una dichiarazione formale. Gerry Rice, portavoce del FMI, ha comunque dichiarato che la Grecia non potrà ricevere ulteriori finanziamenti se gli arretrati non verranno cancellati.

00:13 1 Lug 2015

Il Guardian parla di «momento storico»: la Grecia è in arretrato nei confronti del Fondo Monetario Internazionale. «La crisi finanziaria della Grecia è appena entrata in una nuova fase».

00:05 1 Lug 2015

Sono le 6.00 a Washington e mezzanotte a Bruxelles: non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, ma teoricamente significa che il secondo programma di salvataggio alla Grecia, attivo dal 2012, è terminato.

23:59 30 Giu 2015

23:54 30 Giu 2015

Fuori dalla sede del Fondo Monetario Internazionale a Washington si trovano molti giornalisti. Questo perché il FMI potrà confermare, poco dopo le 6.00 ora locale, cioè mezzanotte a Bruxelles, se la Grecia ha rimborsato o no la rata di circa 1,6 miliardi in scadenza.

23:52 30 Giu 2015

23:49 30 Giu 2015

Manca meno di un quarto d’ora alla scadenza del piano di salvataggio per la Grecia.

23:45 30 Giu 2015

La giornalista greca del quotidiano Kathimerini Eleni Varvitsiotis la vede così:

23:39 30 Giu 2015

La prima pagina del Guardian di domani, mercoledì 1 luglio.

23:34 30 Giu 2015

Le foto delle oltre 22 mila persone che hanno manifestato ad Atene a favore delle proposte dei creditori internazionali, al referendum del 5 luglio.

22:43 30 Giu 2015

Il vice premier greco Yannis Dragasakis ha dichiarato alla televisione di stato ERT che il governo ha inviato una nuova lettera all’Eurogruppo «che riduce ulteriormente le differenze tra le parti».

22:34 30 Giu 2015

L’Eurogruppo riprenderà domani mattina alle 11.30 la riunione sulla Grecia:

22:24 30 Giu 2015

Dopo S&P anche l’agenzia Fitch Ratings ha declassato la Grecia da CCC a CC. Nel comunicato vengono citate la probabilità di un imminente default nei confronti del Fondo Monetario Internazionale e anche la situazione critica nei confronti della BCE. Il prossimo 20 luglio la Grecia deve rimborsare circa 3,5 miliardi di euro alla BCE e se non lo farà la Banca centrale europea potrebbe decidere di tagliare l’accesso della Grecia di prestiti d’emergenza.

22:20 30 Giu 2015

In piazza Syntagma ad Atene, prosegue la manifestazione a favore del Si al referendum. L’inviato della BBC ha scritto su Twitter che molti slogan sono contro il primo ministro Alexis Tsipras.

22:15 30 Giu 2015

Cosa succederà in Grecia dopo mezzanotte se il governo non rimborserà il Fondo Monetario Internazionale e se il Fondo non concederà un rinvio. 

22:14 30 Giu 2015

Mancano circa due ore alla scadenza del rimborso al Fondo Monetario Internazionale. 

21:55 30 Giu 2015

Il quotidiano greco Kathimerini dice che nelle prossime ore il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis presenterà i dettagli delle misure che la Grecia sarebbe disposta ad attuare in cambio di un terzo piano di salvataggio.

21:11 30 Giu 2015

È stata lanciata una campagna di crowd funding per aiutare la Grecia. Partita ieri grazie a un ragazzo londinese, Thom Feeney, ha già raccolto quasi 250 mila euro da più di 16.000 persone.

21:03 30 Giu 2015

La riunione dell’Eurogruppo convocata in teleconferenza alle 19 di oggi per discutere le ultime proposte della Grecia è durata circa un’ora e si è conclusa con la convocazione di un nuovo incontro per domani, mercoledì 1 luglio: «È troppo tardi per estendere l’attuale piano di salvataggio», ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem.

20:49 30 Giu 2015

Il sito del referendum che si svolgerà domenica 5 luglio, messo online dal governo greco (c’è anche un timer con il conto alla rovescia)

20:42 30 Giu 2015

Il ministro delle Finanze slovacco Peter Kazimir:

20:34 30 Giu 2015

Intanto, in piazza Syntagma ad Atene, alcuni manifestanti a favore del Sì al referendum si sono scontrati con la polizia antisommossa.

20:32 30 Giu 2015

Il programma di salvataggio della Grecia si concluderà questa sera a mezzanotte. L’ultima tranche del prestito non sarà dunque più disponibile così come i circa 11 miliardi destinati al fondo salva banche.

20:29 30 Giu 2015

Jeroen Dijsselbloem, a capo dell’Eurogruppo, ha dichiarato che la Grecia invierà una nuova proposta e ha confermato che i ministri delle Finanze della zona euro si incontreranno di nuovo domani per parlarne. Ha comunque anticipato che qualsiasi nuovo piano di salvataggio potrebbe richiedere condizioni più severe.

20:27 30 Giu 2015

Alla fine della riunione non è stata presa alcuna decisione sul salvataggio della Grecia. Il Ministro delle Finanze finlandese Alexander Stubb ha scritto che l’Eurogruppo ha respinto le richieste del governo di Alexis Tsipras. Comunque è possibile che ci sia una nuovo incontro domani, mercoledì 1 luglio.

20:24 30 Giu 2015

I ministri delle Finanze dei paesi che fanno parte dell’euro e che dovevano valutare la proposta della Grecia di ricevere un nuovo prestito attingendo ai fondi del Meccanismo europeo di stabilità, il fondo per la stabilità dell’eurozona, hanno terminato la loro riunione.

20:19 30 Giu 2015

Nonostante la pioggia, migliaia di persone si sono riunite in piazza Syntagma ad Atene, davanti al parlamento greco per manifestare a favore del Si al referendum che si terrà domenica 5 luglio, cioè per accettare il piano proposto dai creditori internazionali.

Ieri, lunedì 29 giugno, altre 20 mila persone si erano riunite nello stesso luogo con cartelloni con scritto “No!”, “Non tiriamoci indietro”, “Le nostre vite non appartengono ai creditori». La posizione dei No (“oxi”, in greco) è sostenuta dal governo di Alexis Tsipras. Su Facebook alla manifestazione per il Sì hanno aderito 35 mila persone.

17:46 30 Giu 2015

A Bruxelles sono comunque tutti molto scettici circa la possibilità di stringere in extremis un nuovo accordo.

17:27 30 Giu 2015

Come osserva Ian Traynor del Guardian, la posizione della Germania sull’importanza del referendum prima di qualsiasi accordo su un nuovo prestito è interessante: se vincessero i NO la Grecia si avvierebbe verso l’uscita dall’euro, se vincessero i SI l’interlocutore non sarebbe più Tsipras, che si dimetterebbe.

17:17 30 Giu 2015

La nuova proposta della Grecia non sembra convincere molto il governo tedesco: Merkel sarebbe contraria a un terzo prestito prima dell’esito del referendum di domenica in Grecia. Le cose si complicano, di nuovo.

17:15 30 Giu 2015

Alexis Tsipras si è sentito telefonicamente con il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, dicono le agenzie. I due leader si sono confrontati spesso sulla crisi della Grecia e Tsipras ha cercato più volte in Renzi un appoggio per sostenere le sue richieste a Bruxelles.

17:07 30 Giu 2015

Nella lettera del governo greco si fa menzione di un’estensione dell’attuale prestito per evitare tecnicamente il fallimento della Grecia, in attesa dell’apertura di una nuova linea di credito.

16:49 30 Giu 2015

La lettera inviata dal governo greco all’ESM per la richiesta del nuovo prestito.

16:35 30 Giu 2015

È prevista alle 19 una nuova riunione in teleconferenza dell’Eurogruppo per discutere gli ultimi sviluppi della crisi greca.

L’Eurogruppo è il centro di coordinamento europeo dei ministri delle Finanze dei 19 paesi che adottano l’euro (ossia la cosiddetta Eurozona).

16:25 30 Giu 2015

Bagno di realtà 1: per ottenere un terzo prestito la Grecia deve offrire in cambio proposte concrete per la riduzione della sua spesa pubblica e per la ristrutturazione del suo debito pubblico.

Bagno di realtà 2: un prestito da parte dell’ESM deve essere approvato dai governi di tutta l’eurozona e, nel caso della Germania, è necessario un voto del Parlamento, che non sembra essere molto disposto a concedere nuovo denaro alla Grecia.

16:15 30 Giu 2015

È probabile che a breve Alexis Tsipras parta dalla Grecia per raggiungere Bruxelles, in Belgio, per incontrare i rappresentanti dell’Unione Europea e proporre il nuovo piano di aiuti.

16:11 30 Giu 2015

Annunciando la richiesta del nuovo prestito, il governo greco dice:

Dal primo momento abbiamo chiarito che la decisione di organizzare un referendum non mette fine ai negoziati per avere un accordo migliore per il popolo greco. Il governo della Grecia proverà fino all’ultimo a trovare un accordo con i paesi dell’eurozona.

15:55 30 Giu 2015

Altra cosa notevole: la proposta del nuovo prestito tramite l’EMS non coinvolge il FMI.

15:46 30 Giu 2015

Non è chiaro se la proposta del governo greco potrà avere seguito in qualche modo, poco fa alcune fonti del governo tedesco hanno spiegato alle agenzie che “la giornata è finita”, facendo intendere che non potranno esserci ulteriori accordi. Ma in queste ore si dice e si smentisce di tutto.

15:40 30 Giu 2015

Secondo diversi osservatori la nuova proposta legata all’ESM doveva essere formulata a inizio anno: avrebbe evitato le tensioni degli ultimi giorni.

15:35 30 Giu 2015

Di fatti un ulteriore ricorso all’ESM costituirebbe un terzo prestito per la Grecia.

15:33 30 Giu 2015

Reuters dice che il governo greco avrebbe proposto un accordo all’eurozona per utilizzare i fondi del Meccanismo europeo di stabilità, il fondo per la stabilità dell’euro, per ristrutturare il suo debito in due anni.

15:29 30 Giu 2015

15:27 30 Giu 2015

E in tutto questo ora la Borsa di Milano guadagna quasi l’1,2 per cento dopo le perdite cospicue di ieri. 

15:22 30 Giu 2015

Come siamo arrivati a questo punto in Grecia:

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare con maggior insistenza dei problemi della Grecia, che da anni vive una pesante crisi economica e rischia di non essere in grado di ripagare i debiti contratti negli anni con l’Europa: debiti che l’hanno tenuta in piedi negli ultimi anni. Se questo dovesse succedere, la Grecia potrebbe fare default e in un ultima istanza anche uscire dall’euro; se non pagherà la rata del prestito al FMI prevista per la fine di giugno, sarà tecnicamente in bancarotta. Domenica 5 luglio in Grecia ci sarà un referendum indetto dal governo per decidere se accettare o meno le ultime proposte dell’Europa sul piano di rientro del debito pubblico: sono misure che toccano diversi aspetti strutturali dell’economia, dalle pensioni all’IVA, e che non sono ben viste da gran parte dei cittadini greci. Per capire come si è arrivati a questo punto è utile però tornare indietro di qualche anno, fino ai primi anni 2000, quando l’economia greca cresceva più del resto d’Europa e sembrava uno degli esempi da seguire.

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15:05 30 Giu 2015

Il Financial Times ha messo insieme una breve guida per capire che cosa può comportate il mancato pagamento della rata al Fondo Monetario Internazionale. Non pagando, la Grecia viene tagliata fuori dagli altri servizi e risorse forniti dal FMI e potrebbe anche essere espulsa dal Fondo stesso. Per i tecnici del FMI il mancato pagamento equivale a un fallimento del paese interessato, inoltre per tradizione l’FMI non ha mai rinegoziato questo tipo di prestiti, ma potrebbero esserci ancora spazi per un rinvio del saldo.

14:36 30 Giu 2015

Durante una conferenza stampa in Kosovo, dove si trova per una visita ufficiale, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha chiarito che non ci sono i tempi per un eventuale accordo all’ultimo minuto:

Questa sera esattamente a mezzanotte scade il programma di aiuti. Detto questo, è chiaro che non chiuderemo i nostri contatti dopo la mezzanotte: questo significa che la porta resta aperta per un nuovo confronto, ma non posso dire altro.

13:22 30 Giu 2015

Fino a qui.

– Oggi, martedì 30 giugno, scade il termine ultimo per versare al Fondo Monetario internazionale circa 1,6 miliardi di euro, parte del prestito internazionale che la Grecia aveva ottenuto per affrontare la crisi economica. Il ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis ha detto però che la Grecia non pagherà oggi il suo debito al Fondo Monetario Internazionale.

– Diversi analisti concordano però nel dire che se oggi non avverrà il pagamento del governo greco al FMI servirà comunque diverso tempo prima che sia dichiarato il default.

– Alla mezzanotte di oggi scadrà anche ufficialmente il programma di salvataggio della Grecia.

– Nel frattempo, il portavoce dell’UE Margaritis Schinas ha confermato che nella notte di ieri ci sono stati nuovi contatti tra Alexis Tsipras e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e che questi contatti sono ancora in corso. Diversi giornali e televisioni greche hanno scritto che il governo di Atene sta prendendo in considerazione la possibilità di concludere un accordo entro la mezzanotte di oggi, martedì 30 giugno.

– Il governo tedesco ha fatto sapere che è ormai troppo tardi per una proroga del programma di salvataggio alla Grecia.

– Sul fronte interno, quello greco: dopo una riunione al ministero delle Finanze, è stato deciso che 1.000 sportelli bancari in tutto il paese riapriranno ma solo per i pensionati che non hanno carte di credito o bancomat e che potranno ritirare da domani, mercoledì 1 luglio e fino a venerdì, 120 euro. Inoltre le banche si sono impegnate a rilasciare immediatamente carte e bancomat ai pensionati per poter permettere loro di fare i prelievi giornalieri con il limite imposto di 60 euro al giorno.

13:18 30 Giu 2015

Il ministro greco delle Finanze Varoufakis dice che la Grecia non pagherà oggi il suo debito al Fondo Monetario Internazionale. Oggi, martedì 30 giugno, era in scadenza una rata di circa 1,6 miliardi di euro. 

13:16 30 Giu 2015

Euclide Tsakalotos, negoziatore del governo greco impegnato nelle trattative con i creditori internazionali, ha detto che il voto di domenica potrebbe essere messo in discussione se alla Grecia venisse fatta un’offerta che non si può rifiutare.

12:57 30 Giu 2015

Un funzionario del governo tedesco, riporta Reuters, ha fatto sapere che ormai è “troppo tardi”:

12:55 30 Giu 2015

La televisione greca sta dicendo che il governo greco sta inviando le proprie proposte ai creditori. Nick Malkoutzis è il direttore del quotidiano Kathimerini.

12:38 30 Giu 2015

Alcuni giornali greci, tra cui il quotidiano Kathimerini, hanno scritto che il governo greco sta prendendo in considerazione la possibilità di concludere un accordo entro la mezzanotte di oggi, martedì 30 giugno, quando scadrà ufficialmente il programma di salvataggio della Grecia.

Kathimerini parla di una nuova offerta presentata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a cui il governo greco dovrebbe rispondere entro oggi, in tempo cioè per organizzare una riunione d’emergenza dei ministri delle Finanze dell’area euro e per organizzare una campagna elettorale in favore del “si” al referendum del 5 luglio. Ci sarebbero delle modifiche rispetto al piano presentato sabato scorso come ad esempio un alleggerimento dell’IVA per alcune categorie. Durante una conferenza stampa il portavoce dell’UE Margaritis Schinas ha confermato che nella notte di ieri ci sono stati nuovi contatti tra Tsipras e Juncker, che questi contatti sono ancora in corso ma che il governo greco non ha ancora preso una decisione. Non ha però chiarito se i negoziati sono o no su un nuovo accordo.

Kathimerini non fa però riferimento agli altri due creditori della Grecia, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale e non è del tutto chiaro se i vari ministri delle Finanze sostengano questa ultima proposta di accordo fatta da Juncker. Wolfgang Schäuble, ministro tedesco delle Finanze, in particolare avrebbe detto che il piano era “troppo generoso” per la Grecia.

12:30 30 Giu 2015

Dalla Commissione Europea:

12:27 30 Giu 2015

Secondo il funzionario della BCE Felix Hufeld le banche greche sarebbero solvibili per un massimo di 5 giorni in caso di default a seguito della mancanza di nuovi prestiti internazionali.

12:14 30 Giu 2015

Un promemoria del Guardian sui pagamenti che la Grecia deve nei prossimi mesi ai creditori internazionali. 

12:08 30 Giu 2015

Gianni Pittella, del PD e presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo, dice la sua:

12:06 30 Giu 2015

Intanto, la notizia che il primo ministro greco Alex Tsipras sta prendendo in considerazione di accettare le ultime proposte dei creditori internazionali ha avuto un effetto positivo sui principali indici azionari in Europa. Il Dax tedesco perde appena lo 0,3 per cento, il France Cac è a -0,5 per cento e l’Ibex spagnolo è a + 0,3 per cento.

11:59 30 Giu 2015

Ancora una volta, però, le cose potrebbero non essere semplici:

11:57 30 Giu 2015

La proposta dei creditori internazionali che il governo greco starebbe riprendendo in considerazione si può leggere qui

11:51 30 Giu 2015

Il quotidiano greco Kathimerini scrive che il governo greco sta prendendo in considerazione la proposta dei creditori inizialmente rifiutata e che sono in corso una serie di riunioni per concludere un accordo entro la mezzanotte di oggi, martedì 30 giugno, quando scadrà ufficialmente il programma di salvataggio della Grecia.

11:46 30 Giu 2015

Cosa potrebbe succedere in Grecia dopo il referendum di domenica 5 luglio?

Se vincerà il “sì” (se cioè verranno accettate le proposte dei creditori) il primo ministro Alexis Tsipras dovrebbe formalizzare l’esito del voto alla cosiddetta “troika”, cioè l’organo formato da rappresentanti della BCE, della Commissione Europea e del Fondo Monetario internazionale. A quel punto dovrebbero essere sbloccati gli aiuti necessari per ripagare i debiti di Atene: i 7,2 miliardi del piano di assistenza accordato lo scorso febbraio e mai erogati e ulteriori 11 miliardi del fondo salva banche.

La situazione potrebbe però essere più complicata. Diversi analisti sostengono infatti che il quesito del referendum si svolgerà in realtà su una proposta già scaduta e dunque non più disponibile. Oggi, oltre a scadere il termine per ripagare il Fondo Monetario Internazionale scade anche il programma di aiuti.

Il secondo problema riguarda Syriza e l’ala più radicale del partito che potrebbe non votare in Parlamento lo sblocco dei finanziamenti necessari ad applicare le riforme chieste dai creditori e approvate dal voto popolare. A quel punto potrebbero esserci le dimissioni di Tsipras – che ha già dichiarato che la volontà dei cittadini sarà rispettata e che ha fatto capire che potrebbe dimettersi – e nuove elezioni. Se Tsipras si dimette la Costituzione gli permette di scegliere lui i candidati di Syriza lasciando probabilmente fuori i contrari all’accordo. La seconda ipotesi è quella di un governo di unità nazionale. L’ex premier conservatore Antonis Samaras l’ha già chiesto a Tsipras, ma questa soluzione comporterebbe quasi sicuramente che nel nuovo esecutivo di emergenza rientrasse anche il centrodestra di Nea Demokratia.

Se vincerà il “no”, se cioè i cittadini e le cittadine greche non accetteranno l’accordo delle istituzioni internazionali, Alexis Tsipras dice di voler riprendere i negoziati forte del voto popolare per concludere un accordo migliore di quello proposto ora dai creditori che potrebbero però considerare il “no” come una chiusura della trattativa: la Bce sospenderebbe le linee di credito d’emergenza che negli ultimi mesi hanno permesso i vari pagamenti interni e la Grecia dovrebbe cominciare a battere una moneta propria.

Scrive Repubblica che a questo punto le ipotesi sono due: «O una valuta parallela che tenga in corso (pur svalutandosi del 30-40%) l’euro, o la dracma, segno dell’addio definitivo alla moneta unica. Le conseguenze sociali ed economiche (fallimento e nazionalizzazione delle banche, choc sull’economia) sarebbero tragiche e facili da immaginare. Specie per un paese che ha già perso il 27% del Pil in cinque anni d’austerity. L’Europa, dicono in molti, non starebbe a guardare. Anzi. Potrebbe a quel punto intervenire con prestiti d’emergenza, ma il danno sarebbe fatto».

Vi è infine una terza e ultima questione. Il presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos, di Nea Demokratia, potrebbe dimettersi: entro un mese si andrebbe a elezioni. Syriza è in testa nei sondaggi.

11:16 30 Giu 2015

L’ex ministro degli esteri greco Evangelos Venizelos ha apertamente criticato il referendum indetto dal governo di Tsipras per domenica prossima dicendo che si chiede al popolo di votare su un pacchetto che è stato accettato da entrambe le parti al 90 per cento.

Venizelos fu il ministro che nel 2011 si dissociò dalla decisione dell’allora primo ministro greco George Papandreou di interrompere le trattative con le istituzioni internazionali con cui stava trattando le condizioni di un prestito per evitare la bancarotta del paese e di sottoporre l’accordo a un referendum. Qui la storia del referendum greco del 2011 prima annunciato e poi cancellato.

11:09 30 Giu 2015

La corrispondente del Guardian Helena Smith ha parlato con Euclid Tsakalotos, negoziatore del governo greco impegnato fino a qualche giorno fa nelle trattative con i creditori internazionali. Tsakalotoso ha spiegato che il referendum di domenica prossima dovrebbe essere visto «come parte» dei negoziati e non come qualche cosa che li annulla: «L’Europa non deve averne paura».

Nelle ultime settimane Euclid Tsakalotos ha avuto un ruolo di primo piano nei colloqui del governo greco con la cosiddetta “troika”, l’organo formato da rappresentanti della BCE, della Commissione Europea e del Fondo Monetario internazionale, e dallo scorso aprile ha di fatto sostituito nei negoziati il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis.

11:03 30 Giu 2015

Politico scrive che gli Stati Uniti hanno adottato un approccio di non intervento nei confronti della crisi greca, in parte perché sono stati occupati in altre questioni – dalle sparatorie a Charleston, alle decisioni della Corte Suprema su Obamacare e matrimonio gay – ma anche perché in generale la Casa Bianca ha voluto limitare la propria influenza nei colloqui tra creditori internazionali e governo greco.

A una domanda sull’attuale crisi della Grecia, il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha detto:

«Il fatto è che l’esposizione degli Stati Uniti verso la Grecia è di piccole dimensioni, in termini di esposizione diretta. Noi continuiamo a sollecitare tutte le parti affinché contribuiscano a discussioni pragmatiche».

10:49 30 Giu 2015

Il primo ministro conservatore spagnolo Mariano Rajoy ha detto che se la Grecia dovesse lasciare l’euro invierebbe un messaggio «negativo» agli altri paesi che potrebbero decidere di seguirne l’esempio: «Se la Grecia uscisse dall’euro invierebbe il messaggio che l’adesione all’euro è reversibile. Credo che questo sia il problema più grave». Il primo ministro spagnolo, come diversi altri leader europei, sostiene che il voto di domenica prossima al referendum deciderà l’uscita o la permanenza della Grecia nella zona euro, cosa che invece Alexis Tsipras e il governo di Atene continuano a negare.

10:40 30 Giu 2015

Una vignetta del Telegraph.

10:37 30 Giu 2015

Dopo una riunione al ministero delle Finanze, è stato deciso che 1.000 sportelli bancari in tutto il paese riapriranno ma solo per i pensionati che non hanno carte di credito o bancomat e che potranno ritirare da domani, mercoledì 1 luglio e fino a venerdì, 120 euro. Inoltre le banche si sono impegnate a rilasciare immediatamente carte e bancomat ai pensionati per poter permettere loro di fare i prelievi giornalieri con il limite imposto di 60 euro al giorno. L’elenco degli sportelli bancari che apriranno mercoledì sarà reso pubblico nelle prossime ore.

10:25 30 Giu 2015

La situazione dei principali indici azionari in Europa:

10:23 30 Giu 2015

La Banca Centrale Europea ha ammesso la possibilità che la Grecia possa lasciare l’euro. In un’intervista con il quotidiano francese Les Echo, il membro del comitato esecutivo della BCE Benoit Coeuré ha detto: «Un’uscita della Grecia dalla zona euro, finora una questione teorica, non può purtroppo essere esclusa»

10:11 30 Giu 2015

Questo il testo del quesito che sarà proposto ai greci il giorno del referendum e che è stato pubblicato da diversi giornali.

Il piano proposto dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale all’Eurogruppo del 25 giugno 2015 deve essere accettato?


Il primo documento si intitola “Riforme per la concorrenza dell’attuale programma e oltre lo stesso” e il secondo “Analisi preliminare della sostenibilità del debito”.
NON ACCETTO / NO

ACCETTO / SI

10:04 30 Giu 2015

Ieri pomeriggio in Grecia hanno marciato migliaia di persone con cartelli e bandiere con scritto “No” che in greco si dice “oxi”. La stessa scritta compare sui muri e i marciapiedi di Atene e di altre città del paese. In Grecia, il 28 ottobre, si ricorda con lo stesso slogan il cosiddetto “Giorno del No”, il giorno in cui nel 1940 l’allora primo ministro greco Ioannis Metaxas si rifiutò di lasciar entrare le truppe di Mussolini.

La Grecia rappresentava a quel tempo un territorio strategicamente utile per contrastare l’esercito inglese. Mussolini inviò al primo ministro greco un ultimatum nel quale si intimava di lasciar entrare l’esercito italiano nel territorio greco per occupare determinati punti strategici. Le richieste dovevano essere accettate entro tre ore. Tre ore dopo, però, arrivò il grande rifiuto della Grecia. L’esercito italiano, che si trovava in Albania, varcò il confine e invase il territorio greco, subendo però una pesante sconfitta.

09:50 30 Giu 2015

L’analista economico Eric Chaney ha dichiarato alla BBC che se oggi non avverrà il pagamento del governo greco al FMI servirà diverso tempo prima che sia dichiarata l’insolvenza: «Se non si ripaga un prestito al Fondo monetario internazionale, non si dichiara subito il default. Il processo è molto lungo, può durare fino a sei settimane».

09:41 30 Giu 2015

L’Economist ha scritto un articolo sulla crisi della Grecia spiegando, tra le altre cose, che l’ipotetica mancanza di pagamento del proprio debito al Fondo Monetario Internazionale ha un precedente storico:

«I governi hanno una lunga storia di prestiti all’estero e di non rimborso dei loro debiti. Il primo default registrato risale al IV secolo a.C. quando dieci città greche non riuscirono a onorare i prestiti del tempio di Delo»

09:23 30 Giu 2015

Secondo il Daily Telegraph il governo della Grecia sta prendendo in considerazione la possibilità di presentare un’ingiunzione del tribunale contro le istituzioni dell’Unione europea per bloccare un’ipotetica uscita del paese dalla zona euro: «Il governo greco si avvarrà di tutti i suoi diritti legali», ha detto il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis. I trattati europei non prevedono l’uscita dall’euro e, ha precisato Varoufakis, «ci rifiutiamo di accettarlo. La nostra adesione non è negoziabile».

Nei trattati europei è in effetti prevista la procedura di uscita di uno Stato dall’Unione Europea tout court ma non soltanto dall’euro. Il Trattato sull’Unione Europea, all’articolo 50, stabilisce che uno Stato che voglia uscire dall’UE possa notificare la sua decisione al Consiglio Europeo: si aprirebbe a quel punto una negoziazione dell’Unione sulle modalità del recesso, che dovrebbero essere approvate dal Parlamento Europeo; il Consiglio dovrebbe infine deliberare sull’accordo raggiunto a maggioranza qualificata e dall’entrata in vigore dell’accordo i Trattati smetterebbero di essere applicati nell’ordinamento dello Stato uscente.

Nel caso in cui non si riuscisse a trovare un accordo, il recesso dall’UE si considererebbe comunque efficace due anni dopo la data della notifica al Consiglio Europeo (a meno che lo stato non cambi idea). Se un paese volesse uscire dall’Unione Europea per uscire dall’eurozona, dovrebbe mettere in conto quindi una fase di trattative piuttosto lunga, fino a due anni: e la totalità degli analisti – anche quelli favorevoli all’uscita dall’euro – concorda che una fase di negoziati così lunga avrebbe conseguenze disastrose sull’economia e sui mercati europei.

Sebbene la possibilità di abbandonare l’uso dell’euro senza uscire dall’UE non sia contemplata in modo esplicito dai trattati, né sia mai stata prevista una specifica procedura per metterla in pratica, non esiste nemmeno un ostacolo giuridico che impedisca a uno Stato di poterlo fare. La questione è piuttosto «complicata», ha spiegato nel 2011 il francese Jacques Attali, considerato uno dei fautori del Trattato di Maastricht: «Ci si è accuratamente dimenticati di scrivere l’articolo del trattato che permettesse l’uscita da Maastricht». Il punto è: se un paese dell’eurozona dovesse avere la volontà politica di uscire dall’euro, con una decisione presa in modo inequivocabile e definitivo, gli altri paesi non potrebbero impedirglielo. Non c’è una procedura? Andrebbe trovata in quel momento. Ci sono tre strade possibili, perché un paese dica formalmente di avere la volontà politica di uscire dall’euro:

– un referendum, nei paesi in cui si possono fare referendum su questo tema (non in Italia, nonostante la proposta del Movimento 5 Stelle per la generica introduzione dei referendum consultivi);
– una revisione unilaterale di una parte dei Trattati (possibilità prevista dai Trattati stessi), decisa dal governo e dal Parlamento;
– un recesso secondo il diritto internazionale (l’articolo 62 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati prevede per esempio la cosiddetta norma “rebus sic stantibus”, per cui un cambiamento sostanziale rispetto alle circostanze in cui si è sottoscritto un trattato può portare alla possibilità di recesso da quello stesso trattato), anche questo deciso e votato da governo e Parlamento.

Uscire dall’euro è dunque tecnicamente (e giuridicamente) possibile, ma al momento non è previsto in modo esplicito. E questo non facilita le cose.

09:05 30 Giu 2015

Un piccolo ripasso. Lo scorso gennaio il governo greco guidato da Alexis Tsipras aveva chiesto nuove condizioni per l’erogazione del prestito da 7,2 miliardi che l’Europa avrebbe dovuto concedere alla Grecia lo scorso febbraio. Il negoziato è andato avanti per mesi con proposte da una parte e controproposte dall’altra, ma senza l’erogazione degli aiuti. La Grecia – che finora è riuscita a ripagare i suoi debiti – aveva dichiarato qualche settimana fa che senza un nuovo accordo non sarebbe stata in grado di pagare una scadenza consistente, quella al Fondo Monetario Internazionale prevista entro a giugno.

Il governo di Alexis Tsipras avrebbe dovuto versare già venerdì 5 giugno una rata da 300 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale, ma aveva fatto sapere di voler accorpare in un’unica rata i quattro pagamenti previsti, per un totale di 1,6 miliardi di euro, da versare entro il 30 giugno, cioè oggi. Non è ancora chiaro se farà il pagamento oppure no, ma l’analisi più diffusa è che il governo non abbia liquidità sufficiente.

09:00 30 Giu 2015

Nel frattempo, l’agenzia di rating Standard and Poor’s ha tagliato il rating della Grecia a CCC- e ha dichiarato che ci sono il 50 per cento di possibilità che la Grecia esca dall’euro.

08:57 30 Giu 2015

La prima pagina del Guardian di oggi.

08:54 30 Giu 2015

Repubblica ha riassunto la situazione delle principali borse europee nella giornata di ieri:

«Nel giorno in cui la Grecia ha deciso di non aprire Borsa e banche, i mercati sono travolti della vendite: l’indice Stoxx 600, che contiene i principali titoli quotati nel Vecchio continente, ha ceduto il 2,69%, che equivale a 287 miliardi di euro che hanno preso una direzione lontana dall’Europa. Piazza Affari, con un calo del 4,99% dell’indice Ftse All share, ha ‘perso’ da sola oltre 30 miliardi di capitalizzazione, nella peggior seduta dall’agosto del 2011. Il Ftse Mib, principale indice milanese, chiude in rosso del 5,17%, ben sotto 23mila punti. I listini periferici vanno in maggiore difficoltà: Madrid arretra in chiusura del 4,43%, Londra perde l’1,97%, Francoforte il 3,56% e Parigi il 3,74%».

08:48 30 Giu 2015

Oggi, il Sole 24 Ore ha pubblicato una lunga intervista del direttore Roberto Napoletano a Matteo Renzi in cui si parla soprattutto di Grecia. Come diversi altri leader europei, Renzi sostiene che un No al referendum implichi un’uscita della Grecia dall’euro e il ritorno alla vecchia moneta. Ieri pomeriggio, il presidente del Consiglio, su Twitter, ha scritto: «Il punto è: il referendum greco non è un derby tra la Commissione europea e Tsipras, ma tra l’euro e la dracma. Questa è la scelta».

Alcuni passaggi rilevanti dell’intervista si possono leggere qui.

08:38 30 Giu 2015

Nella sera di lunedì, il primo ministro greco Alexis Tsipras è apparso alla tv pubblica greca ERT: ha spiegato che la vittoria dei No non comporterà automaticamente un’uscita della Grecia dall’Euro e permetterebbe invece di trattare un accordo migliore con l’Unione Europea. Ha anche lasciato intendere che se dovessero vincere i Sì, il suo governo si dimetterà o formerà un governo di unità nazionale: «Agirei in linea con la Costituzione», ha spiegato.

Alla domanda se la Grecia sarebbe riuscita a versare il rimborso previsto per oggi al Fondo Monetario Internazionale che ammonta a 1,6 miliardi di euro, Tsipras non ha esplicitamente escluso questa possibilità, ma ha anche detto che il versamento avrebbe potuto essere fatto solo in caso di un nuovo accordo nelle prossime ore.

Nonostante il blocco delle trattative con i creditori, Tsipras ha detto che la Grecia era «ancora al tavolo dei negoziati», facendo notare che le differenze tra le due parti sono piccole e esprimendo la sua convinzione che un accordo potrebbe ancora essere raggiunto, anche all’ultimo minuto. Ha aggiunto che era in contatto con i leader europei: il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker e il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.

E ancora: «La grande folla radunata a Syntagma ci dà la forza, con calma e pacatezza affronteremo minacce e ricatti», ha detto Tsipras. «Noi abbiamo la giustizia dalla nostra parte. Se siamo in grado di vincere la paura, allora non c’è nulla da temere. La gente ha il diritto di scegliere il proprio futuro». Alla domanda sulla situazione delle banche, il primo ministro ha spiegato che «le banche riapriranno appena la Bce riaprirà la liquidità. Questo avverrà dopo un chiaro risultato al referendum, che consentirà un accordo entro poche ore». Sulla possibile uscita della Grecia dall’euro: «Non credo che i creditori ci vogliano buttare fuori dall’euro. I costi sarebbero enormi» e ha concluso facendo intendere che invece quello che vogliono cacciare è «un governo che ha il sostegno popolare: la loro è una scelta politica».

08:26 30 Giu 2015

Le foto delle oltre 20 mila persone ad Atene e a Salonicco che hanno manifestato per respingere le proposte dei creditori internazionali, al referendum del prossimo 5 luglio. “No” in greco si dice “oxi”.

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