Dylann Roof, a sinistra, dopo l'arresto. (AP Photo/Ben Earp)
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  • venerdì 19 Giugno 2015

Il giorno dopo a Charleston

L'unico sospettato della strage ha 21 anni ed è stato arrestato, chi lo conosce lo descrive come un razzista; ieri ci sono state veglie e cerimonie in tutto il paese

Dylann Roof, a sinistra, dopo l'arresto. (AP Photo/Ben Earp)

Mercoledì sera a Charleston, una città di 120.000 abitanti in South Carolina, un uomo è entrato in una chiesa molto frequentata dalla comunità nera e ha sparato uccidendo nove persone riunite per una preghiera settimanale. Dylann Roof, che ha 21 anni, è stato arrestato per la strage giovedì 18 giugno in North Carolina, dopo una segnalazione da parte di una donna che lo aveva visto in strada.

Secondo alcuni funzionari della polizia di Charleston Dylann Roof ha confessato di essere l’autore della strage. Ha anche detto alla polizia di aver comprato lo scorso aprile l’arma usata nell’attacco, una pistola calibro .45, in un negozio di armi di Charleston.

La strage
Stando ai racconti dei testimoni e alle ipotesi della polizia, mercoledì sera Dylann Roof ha ucciso sparando nove persone che pregavano nella Emanuel African Methodist Episcopal Church di Charleston: sei delle persone uccise sono donne, tre sono uomini. Una donna sopravvissuta ha raccontato che prima di sparare Roof ha detto: «Devo farlo, stuprate le nostre donne e state conquistando il nostro paese. Dovete andarvene». La polizia al momento considera la strage come motivata da odio razziale (“hate crime”). La CNN è riuscita a ottenere un video che mostra alcune immagini della riunione prima degli spari. Il video è stato registrato da Tywanza Sanders, una delle vittime, poco prima della strage e mostra alcune persone sedute attorno a un tavolo. Tra loro c’è anche un giovane ragazzo bianco che ora si pensa sia Dylann Roof.

I morti
Le persone uccise sono sei donne e tre uomini. Tra di loro c’era anche Clementa Pinckney, pastore della chiesa e senatore statale democratico. Le altre persone morte nella strage sono Cynthia Hurd, Tywanza Sanders, Sharonda Singleton, Ethel Lance, Susie Jackson, Daniel Simmons e DePayne Doctor, tutti neri e di età compresa tra i 26 e gli 87 anni. Delle persone che erano presenti nella chiesa durante la sparatoria, tre sono sopravvissute ma le loro condizioni non sono state rese note dalla polizia.

L’arresto di Dylann Roof
Quattordici ore dopo la strage la polizia ha arrestato il 21enne Dylann Roof, mentre guidava la sua auto in una strada di Shelby, in North Carolina, vicino al confine con il South Carolina. L’arresto è stato possibile grazie alla segnalazione di Debbie Dills alla polizia. Dills – che lavora in un negozio di fiori di Shelby – ha raccontato di aver notato un’auto che assomigliava a quella delle foto pubblicate dalla polizia e di aver notato poi il particolare taglio di capelli del conducente, che assomigliava a quello delle foto segnaletiche di Roof. Dopo aver avvertito il suo capo di chiamare la polizia, Dills ha cominciato a seguire con la sua auto l’auto di Roof fino a quando quest’ultima non è stata affiancata e fermata dalla polizia. Dills ha raccontato che Roof non ha provato a scappare e che stava guidando lentamente quando è stato fermato e arrestato.

Dopo l’arresto, Dylann Roof ha acconsentito a tornare in South Carolina senza che fosse necessario avviare le pratiche per l’estradizione (che servono anche per i fuggitivi arrestati in stati diversi da quelli in cui sono ricercati). Roof è l’unico sospettato per la strage di Charleston, ma le accuse contro di lui non sono ancora state formalizzate. Venerdì intorno alle 2 del pomeriggio (le 8 di sera in Italia) Roof è apparso in tribunale per la prima volta.

Chi è Dylann Roof
Dylann Roof ha 21 anni ed è originario di Columbia, la capitale del South Carolina. Vive a Eastover, a circa 160 chilometri di distanza da Charleston, e andava a scuola. Secondo alcuni compagni di scuola, Roof aveva spesso parlato delle sue idee razziste e della sua volontà di uccidere qualcuno. Lo scorso anno era stato arrestato due volte: una per possesso di droga e una per violazione di domicilio. Sulla giacca che Roof indossava al momento dell’arresto c’erano diverse toppe ricamate: una era il simbolo della Rhodesia, la colonia britannica che poi divenne lo Zimbabwe, l’altra era una bandiera del Sudafrica nel periodo dell’apartheid.

Le veglie
Giovedì sera a Charleston e in altre città degli Stati Uniti ci sono state delle veglie in memoria delle nove persone uccise. A Charleston circa 200 persone si sono riunite davanti alla chiesa dove è stata commessa la strage, ma ci sono state messe e veglie molto partecipate anche in molte altre città, soprattutto New York e Los Angeles.