• Cultura
  • mercoledì 17 Giugno 2015

Le risposte di Monsanto e Starbucks alle critiche nel nuovo disco di Neil Young

Il disco si chiama "The Monsanto Years", esce il 29 giugno ed è piuttosto critico con le multinazionali

Il 29 giugno uscirà un nuovo disco di Neil Young, The Monsanto Years, un disco registrato con la sua nuova band, i Promise of the Real. The Monsanto Years è un disco “di protesta” che parla dell’industria alimentare: alcune canzoni contengono critiche a grandi aziende e multinazionali del settore come Chevron, Walmart, Starbucks e proprio Monsanto. La prima strofa di “A Rock Star Bucks a Coffee Shop”, per esempio, dice:

Sì, voglio una tazza di caffè, ma non voglio OGM,
voglio cominciare la mia giornata senza dare una mano alla Monsanto.
Monsanto, lascia che i nostri agricoltori coltivino quello che vogliono

La rivista Billboard ha consegnato i testi di queste canzoni ad alcune delle aziende citate e ha chiesto loro di commentare le critiche di Young. Queste sono le risposte di Monsanto e Starbucks:

Molti di noi di Monsanto erano e sono fan di Neil Young. Secondo alcuni di noi, però, il nuovo disco potrebbe non rispecchiare quello che facciamo con convinzione ogni giorno per contribuire a rendere l’agricoltura più sostenibile. Ci rendiamo conto che c’è molta disinformazione su chi siamo e che cosa facciamo, e purtroppo pare che molte di queste leggende metropolitane compaiano in queste canzoni.

Starbucks non ha preso una posizione rispetto alla questione dell’etichettatura dei prodotti OGM. Essendo un’azienda presente con negozi, locali e prodotti in ogni stato, preferiamo una soluzione nazionale.

Il video di “A rock Star Bucks a Coffee Shop”:

Il testo integrale della canzone:

If you don’t like to rock Starbucks A coffee shop
Well you better change your station ‘cause that ain’t all that we got
Yeah, I want a cup of coffee but I don’t want a GMO
I like to start my day off without helping Monsanto

Monnnnnn-sannnnnn-toooooooo
Let our farmers grow what they want to grow

From the fields of Nebraska to the banks of the Ohio
The farmers won’t be free to grow what they want to grow
When corporate control takes over the American farm
With fascist politicians and chemical giants walking arm in arm

Monnnnnn-sannnnnn-toooooooo
Let our farmers grow what they want to grow

When the people of Vermont wanted to label food with GMOs
So that they could find out what was in what the farmer grows
Monsanto and Starbucks through the Grocery Manufacturers Alliance
They sued the state of Vermont to overturn the people’s will

Monnnnnn-sannnnnn-toooooooo (and Starbucks)
Mothers want to know what they feed their children

Monnnnnn-sannnnnn-toooooooo
Let our farmers grow what they want to grooooooow