LeBron James e Kyrie Irving dei Cleveland Cavaliers. (Jason Miller/Getty Images)
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  • mercoledì 3 Giugno 2015

Perché i giocatori dell’NBA usano le maniche?

Le mettono LeBron James e Kobe Bryant, tra gli altri: non si capisce se è una moda o se servono a qualcosa

LeBron James e Kyrie Irving dei Cleveland Cavaliers. (Jason Miller/Getty Images)

Negli ultimi 15 anni nella NBA – la National Basketball Association, la principale lega professionistica di basket del Nordamerica – non è cambiato solo il modo di giocare, ma anche il modo di vestirsi in campo. Sempre più spesso i giocatori non indossano solo la divisa ma anche vari “accessori”, come i polsini, le fascette, i kinesio tape (cioè i cerottoni colorati) e le “maniche”. In particolare le maniche sono gli accessori oggi più visibili e famosi, e stando ai dati diffusi dalla NBA anche i più venduti da diversi anni, se si escludono le divise tradizionali. Le maniche sono fatte di nylon ed elastam (una fibra sintetica di poliuretano usata per elasticizzare i tessuti) e vengono messe in modo che coprano la parte di braccio tra il bicipite e il polso. I giocatori che le usano in campo – LeBron James e Kobe Bryant, tra i più famosi – lo fanno per proteggere i gomiti e favorire la circolazione del sangue. Alcuni studi hanno però messo in dubbio la loro utilità e molti pensano che si tratti più di “moda” che di un sistema per portare effettivi benefici fisici al corpo.

Il primo giocatore a usare la manica fu Allen Iverson, uno dei più forti playmaker della storia della NBA. Iverson la usò per la prima volta nella stagione 2000-2001 a causa di una borsite del gomito, e continuò a usarla una volta guarito. Prima di allora non era frequente l’uso di accessori in campo, anche se alcuni giocatori usavano delle imbottiture con funzione di protezione soprattutto alle ginocchia: i due più famosi a farlo erano Magic Johnson, lo storico playmaker dei Los Angeles Lakers, e Patrick Ewing, uno dei centri più forti della storia della NBA. Dopo Iverson molti giocatori hanno cominciato a usare le maniche, con i colori spesso abbinati alla maglia da gioco: oggi la usano, tra gli altri, Dwyane Wade (Miami Heat), Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder), Carmelo Anthony (New York Knicks), Dwight Howard (Houston Rockets) e Kyrie Irving (Cleveland Cavaliers).

NBA Magic Johnson con le ginocchiere. (Mike Powell/Getty Images)

In passato diversi studi hanno messo in discussione gli effetti positivi che vengono attribuiti alle maniche. Nel maggio 2013 il giornalista Stuart Miller citava alcuni studi in un articolo del New York Times che parlava della diffusione delle maniche nel basket, e diceva: «La questione, ovviamente, è capire se tutta questa compressione sul braccio faccia la differenza. Gli studi scientifici a riguardo sono limitati – e spesso sono focalizzati sui corridori dell’atletica leggera – e quelli che ci sono hanno dato risultati contrastanti». Anche diversi esperti e giornalisti che seguono la NBA hanno avanzato dei dubbi a riguardo: Jeff Van Gundy di ESPN ha detto che «le maniche mi sembrano essere soprattutto decorative», anche se svolgono almeno una funzione di protezione. Di parere simile è l’ex giocatore e ora giornalista sportivo Wally Szczerbiak, che ha detto sempre al New York Times che le maniche che i giocatori NBA si mettono alle braccia e alle gambe hanno più che altro un effetto “placebo”, mentre risultano essere molto più utili le imbottiture di protezione.